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La strana proposta di De Laurentiis: “Tempi da 25′ e stop ai rossi per salvare il calcio e i giovani”
Aurelio De Laurentiis a The Athletic: partite da 50 minuti, espulsioni a tempo e riforma della Serie A per non perdere le nuove generazioni di tifosi.
La sfida alle nuove generazioni: parla De Laurentiis
Il futuro del calcio passa per un cambiamento radicale, o rischia l’estinzione. È questo il monito lanciato dal presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, in una lunga intervista concessa a The Athletic. Secondo il patron azzurro, l’attuale struttura del gioco non è più in grado di trattenere l’attenzione dei più giovani: “La nuova generazione è il nostro tesoro, se non la accontentiamo moriremo. Non ci sarà più la stessa partecipazione degli ultimi cento anni”, ha dichiarato con fermezza. Per evitare il disinteresse dei nuovi tifosi, la proposta è drastica: ridurre la durata dei tempi da 45 a 25 minuti, puntando però sul tempo effettivo per eliminare ogni forma di ostruzionismo e perdita di tempo.
Regole nuove per uno spettacolo maggiore
Oltre al cronometro, De Laurentiis punta il dito contro il regolamento disciplinare e tattico. L’idea è quella di eliminare l’espulsione definitiva, sostituendola con sanzioni a tempo sulla falsariga di altri sport: un “power play” da 5 minuti per il giallo e da 20 minuti per il rosso. Una mossa che manterrebbe l’equilibrio in campo pur punendo le scorrettezze. Anche il fuorigioco è finito nel mirino del presidente: “Troppi pochi gol, non è spettacolare. Non si può annullare una rete per pochi millimetri, la regola va cambiata profondamente per favorire chi attacca”.
Un campionato per pochi
Il discorso si è poi spostato sulla sostenibilità economica della Serie A. De Laurentiis immagina un torneo d’élite, criticando la presenza di piazze troppo piccole che non garantiscono appeal televisivo e introiti pubblicitari. “Non si può avere una squadra di una città con 50.000 abitanti in Serie A. Quante persone la guardano in TV? Per stare nella massima categoria bisognerebbe avere almeno un milione di sostenitori”. Nella sua visione, il campionato dovrebbe polarizzarsi tra le grandi potenze storiche (Juventus, Inter, Milan, Napoli e Roma) e una seconda fascia competitiva, escludendo chi non ha numeri sufficienti a sostenere i costi dei diritti televisivi.
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