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Bayern Monaco, emergenza portieri: pronto il 16enne Prescott per la sfida all’Atalanta

Emergenza totale per la porta del Bayern: un 16enne è chiamato a difendere i pali contro l’Atalanta in Champions League

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Kompany Bayern

Dall’emergenza, una risorsa: Prescott pronto a prendersi la porta del Bayern

A stretto giro con il ritorno degli ottavi di finale, Vincent Kompany costretto a fare di necessità virtù: si apre una finestra sulla prima squadra per un 16enne. Si tratta di Leonard Prescott, classe 2009 americano ma naturalizzato tedesco, chiamato a difendere i pali dei bavaresi. E ad arricchire di fascino questo scenario quasi paradossale, è il prestigio del palcoscenico: al di là del risultato dell’andata, si tratta pur sempre degli ottavi di finale di Champions League, contro un’Atalanta che deve credere in un autentico miracolo.

Come Steven Bradbury

Qualcuno sicuramente si ricorderà della sgangherata cavalcata di Steven Bradbury verso l’oro olimpico di pattinaggio. Non uno, non due, ben tre turni superati grazie alla caduta dei suoi avversari, compresa la finale olimpica che gli ha consegnato la medaglia più prestigiosa. Era il 2002, ed era un contesto completamente diverso, ma l’ascesa di Leonard Prescott sta assumendo dei toni piuttosto simili in quanto ad ironia della sorte. Prima l’infortunio di Manuel Neuer, poi dà forfait Sven Ulreich (terzo portiere); infine, Jonas Urbig rimedia una commozione cerebrale nella partita d’andata con l’Atalanta, mentre il quarto nelle gerarchie (Leon Klanac, 18 anni) ha un problema muscolare. In questa catena di eventi quasi surreale, si inserisce dunque la candidatura del 16enne americano con passaporto tedesco.

Chi è Leonard Prescott e le sue caratteristiche

Classe 2009, prodotto dell’Accademy bavarese, Prescott è un portiere dotato di una struttura fisica invidiabile. 196 centimetri e un ottimo senso delle uscite, mentre tra i pali qualcosa deve ancora essere inserito nel bagaglio tecnico. Nella stagione in corso, il teenager ha difeso i pali dell’under 19 ben 16 volte, giocando dunque pesantemente sotto età. Situazione di cui ha un po’ risentito, incassando 30 gol e facendo registrare 1 solo clean sheet. Proviamo però a garantirgli delle attenuanti generiche: la differenza di maturità rispetto agli avversari si fa piuttosto sentire, parliamo pur sempre di un classe 2009.

In più, c’è da fare i conti con un’investitura pesante: Michael Rechner Andreas Rossl, preparatori dei portieri del Bayern rispettivamente dal 2023 e dal 2024, lo hanno toccato con mano da maggio 2025, quando Prescott ha cominciato ad allenarsi con la prima squadra all’età di 15 anni. I due sembrano apprezzare in particolare le doti fisiche, fuori scala per un giovanissimo come lui, ma anche la qualità palla al piede. Questo dettaglio è un tassello fondamentale, soprattutto conoscendo la cultura e la predisposizione del club nei confronti di portieri capaci anche di sviluppare la prima costruzione. Non a caso, hanno in porta un capostipite di questo modo di interpretare il ruolo, come Manuel Neuer.

Da segnalare anche la mentalità del nativo di New York: vive in convitto, scelta presumibilmente dovuta alla volontà di concentrarsi al 100% sul calcio. Dedizione e ossessione, elementi che non dovrebbero essere propri di un sedicenne, e che nelle giuste dosi lo aiuteranno nel suo percorso di crescita.

Da Musiala a Prescott: il settore giovanile del Bayern ha prodotto un’altra stellina?

Il tema non è scontato, soprattutto perché se dovesse arrivare l’esordio (scenario più che probabile) sarebbe in parte dovuto anche alla situazione di totale emergenza del reparto. Eppure, i segnali confortanti per supportare la tesi, ci sono: Leonard Prescott potrebbe presto diventare il nuovo baby fenomeno “made in Baviera”. Gli esempi più eclatanti, come Jamal Musiala Lennart Karl, restano lì da vedere, ma anche in porta a Monaco potrebbero aver trovato la saracinesca per gli anni a venire. Con buona pace di Jonas Urbig, classe 2003 designato come erede diretto di Neuer nella linea di successione tra i pali del Bayern. In linea generale però, il discorso resta valido, al di là di cosa ci dirà il futuro: le giovanili del club funzionano molto bene, sia come formazione che come trampolino per l’esplosione definitiva di talenti molto interessanti.

Luca Ottaviano

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