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Avellino, i giovani al centro: un progetto che prende forma dagli errori

L’Avellino sta muovendo i primi passi verso la sostenibilità e la centralità giovanile, piantando semi destinati a dare i propri frutti

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Avellino, si traccia una nuova strada

«Un albero il cui tronco si può a malapena abbracciare nasce da un minuscolo germoglio. Una torre alta nove piani incomincia con un mucchietto di terra. Un lungo viaggio di mille miglia comincia col muovere un piede». Questo celebre aforisma di Lao Tse si sposa alla perfezione con il nuovo corso dell’Avellino firmato Alessandro Nesta. Il club biancoverde sta infatti muovendo i primi passi verso la sostenibilità e la centralità giovanile, piantando semi che nel tempo – breve o lungo che sia – sono destinati a dare i propri frutti. Con la determinazione di chi vuole emergere e una pianificazione oculata – in linea con i trend del calcio moderno – , i risultati possono finalmente arrivare. È in questo solco che si inserisce la strategia di mercato dei Lupi, mossa tra acquisti di giovani a titolo definitivo e prestiti mirati.

Avellino, gli acquisti che hanno fatto rumore e indicato la via

La scorsa stagione in Serie B dell’Avellino è stata senza dubbio di successo: ottavo posto da neopromossa e Play-off raggiunti. Poi l’eliminazione al primo turno con la squadra rivelazione dello scorso anno, il Catanzaro. Ma ciononostante, ad onore del vero, qualcosa nella strategia di mercato non ha funzionato per i Lupi. I quali hanno investito su volti conosciuti del panorama calcistico, ma che si sono dimostrati in una fase calante della proprio carriera. Seppur vittime di difficoltà fisiche e ambientali. Il riferimento non può non essere per Tutino – 1 gol e 1 assist in 24 presenze -, Insigne – 1 gol e 2 assist in 21 presenze –, Patierno – 1 gol e 1 assist in 23 partite –, o Favilli – 1 gol e 1 assist in 6 gare.

Le soddisfazioni migliori nella lista over sono arrivate da Izzo, Simic, Sala, Biasci e il blocco saldo della stagione di Serie C: Palmiero, Cancellotti, Sounas, Russo. Ma i veri traguardi del club biancoverde sono stati raggiunti anche grazie ai tanti giovani presenti nell’organico: Palumbo, Besaggio, Missori, Daffara, Fontanarosa, Enrici. Con ciò il club irpino qualcosa ha intuito. Compreso che non sono unicamente i nomi altisonanti e i curriculum importanti a farla da padrone. Ma le idee e, soprattutto, la freschezza giovanile che in Serie B va per la maggiore. Con squadre come Catanzaro – appunto – e Juve Stabia che hanno tracciato la rotta.

Aiello-Nesta, il binomio giusto per svoltare

La svolta nasce da qui e anche dalle intenzioni del direttore sportivo Mario Aiello, sempre più deciso di far fede al suo credo calcistico. Cresciuto nei settori giovanili e a contatto con i giovani e la loro selezione. Il suo punto di forza. Assecondato anche dalle idee di Nesta. Da qui il mercato dei biancoverdi ha cominciato a prendere forma: sono arrivati Tommaso Martinelli – portiere classe 2006 della Fiorentina – Giacomo Faticanti e Brando Moruzzi – dalla Juve, entrambi classe 2004 – poi Luca Di Maggio – classe 2005 dall’Inter – Daniel Fila – classe 2002 dal Venezia – ed è vicino anche Emanuele Lulli – terzino classe 2007 della Roma. Tutti giovani abili e arruolabili che hanno reso chiaro il cambio di direzione societario.

Ma non finisce qui: l’attenzione si è spostata anche su calciatori da rendere patrimonio del club. A proposito sono vicini gli acquisti di Filippo Scotti e Mattia Della Rocca – svincolatisi rispettivamente da Milan e Roma, dove si sono messi in mostra in Primavera 1 –, che firmeranno un triennale con opzione e saranno mandati in prestito in questa stagione. Ancora: gli acquisti di Filigheddu e Di Lauro: protagonisti in Serie D, 2008 entrambi, faranno la spola tra la Primavera di Molino e la prima squadra. Un messaggio chiarissimo: l’Avellino non intende fare gli stessi errori. Tanti giovani e over funzionali al progetto: è questa la virata.

L’attenzione è anche al settore giovanile

Il focus degli irpini è dunque cambiato ed ora si rivolge alla valorizzazione anche dei giovani provenienti dal proprio settore giovanile. Sono quattro – più il neo arrivato Filigheddu – i ragazzi della Primavera convocati da Nesta nel ritiro precampionato a Rivisondoli: Spadoni, Vignoli, De Michele e Aloisi. Con i primi due che saranno in pianta stabile in prima squadra quest’anno. Ma le intenzioni sono sempre più intese al processo di crescita: Mellino, Manzo e D’Onofrio sono partiti alla volta della Serie C – in prestito – per poter crescere e farsi le ossa alla loro prima esperienza tra i grandi.

Un segnale della volontà di coltivare i talenti cresciuti in casa. Probabilmente ce ne saranno altri che compiranno lo stesso percorso: nei giorni scorsi Amiranda e D’Auria hanno firmato il loro primo contratto professionistico, a dimostrazione proprio della voglia del club di non lasciarsi scappare i pezzi pregiati del team di Molino che lo scorso anno ha sorpreso in Primavera 2. Una storia destinata a riempirsi di pagine, quindi di capitoli. L’Avellino ha già iniziato a voltarle, per essere sostenibile ed esplicitare al mondo calcistico di essere presente e pronto a mettersi in mostra. Non resta che attendere gli sviluppi.

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