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La testimonianza shock: “Il club dove giocavo chiese soldi ai ragazzi per iscriversi al torneo di Viareggio”
Lo scandalo dei giovani calciatori denunciato da Alessandro al podcast di Luca Diddi: “Al Viareggio chiesta una cifra per l’iscrizione ad alcuni giocatori”.
Lo sfogo di Alessandro: “Talento usato come merce di scambio”
L’ospitata di Alessandro, calciatore ventenne, al podcast di Luca Diddi ha (ri)scoperchiato uno dei vasi di Pandora del calcio giovanile italiano. La sua testimonianza è un racconto crudo che descrive un sistema dove il merito sportivo rischia di passare in secondo piano rispetto alle logiche economiche di sussistenza dei club più piccoli. Alessandro ha denunciato dinamiche inquietanti vissute durante una delle vetrine più importanti del calcio giovanile mondiale, il Torneo di Viareggio, parlando apertamente di “scempio” e “male del calcio”. Di seguito, i passaggi salienti della sua intervista.
L’assurda richiesta economica: “Giocare a pagamento”
“Ho partecipato due volte al torneo di Viareggio. In una di queste due volte, giocavo in una squadra in cui a dei ragazzi venne chiesto, da parte della società, un compenso economico per partecipare al torneo. La cifra richiesta era quella che serviva alla società per iscriversi al torneo stesso. Sembra una barzelletta, è assurdo, ma è così. La cifra non veniva chiesta a tutti, ma soltanto ad alcuni giocatori”.
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Il talento come merce di scambio e la crisi del sistema
“Dopo la prima partita, ai giocatori rimasti fuori, fu detto che chi ha giocato ha permesso di partecipare al torneo. Se sapevamo chi fossero? Sì, e nello spogliatoio ci ridevamo anche sopra, ma era una risata di disperazione. Ripensando a quello che abbiamo subito pensiamo allo schifo e allo scempio che c’è stato, ma i rapporti tra noi ragazzi sono rimasti buoni. Dei ragazzi italiani e di talento, che vengono a sapere queste cose, due domande se le fanno. Questo è il male del nostro calcio. Non tutti possono permettersi di crescere nelle scuole calcio delle big e il talento deve essere preservato e spinto per farlo crescere anche nei vivai del club più piccoli. Invece è usato come merce di scambio”.
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