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La maestra AlbinoLeffe, a lezione di valorizzazione: i casi Zoma, Doumbia e Pessina fanno scuola

Il progetto calcistico dell’AlbinoLeffe si fonda su alcuni dettami di Ferguson: la voglia e il desiderio di sviluppare il talento.

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Albinoleffe
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AlbinoLeffe fa rima con fiducia: il lavoro con i giovani

“Conosco il potenziale. So come valorizzarlo e avere fiducia in esso. E i giovani sorprendono quando viene data loro un’opportunità”. Queste parole di Sir. Alex Ferguson rimbombano, oggi più di ieri, con maggiore insistenza. Stuzzicano l’apparato uditivo e permettono di addentrarsi nello studio della valorizzazione dei talenti. Perché, con i giovani, è la fiducia a farla da padrona. E, probabilmente, queste parole riecheggiano anche in qualche angolo della Val Seriana. Forse lì con più rumore. Perché il progetto calcistico dell’AlbinoLeffe si fonda proprio su questi dettami e sulla voglia e il desiderio di credere nel talento, di puntarci e di farlo sviluppare. Dandogli il tempo giusto, oltre che le occasioni, per poterlo far sbocciare. Ogni cosa ha il suo tempo e con fiducia, e senza fretta, quel momento arriva. E i casi Zoma, Doumbia e Pessina (gli ex del settore giovanile bluceleste, convocati in Nazionale maggiore da Mancini per gli impegni di Nations League) sono una lezione importante. Anzi, la più importante fatta dalla maestra AlbinoLeffe.

Il progetto AlbinoLeffe, le parole di Marco Malenchini tracciano la strada

Per spiegare al meglio quello che l’AlbinoLeffe sta portando avanti, si può partire da una recente intervista di Marco Malenchini. Il responsabile del settore giovanile dei seriani, a La Casa di C, ha parlato così: “Parte dalla semina e arriva alla pianta finita. Il nostro settore giovanile ha l’obiettivo di curare e far crescere i giovani”. Un discorso chiaro, che non è mera demagogia ma realtà. Con i blucelesti che, nell’ultima stagione disputata, hanno raggiunto la promozione nel campionato di Primavera 1 vincendo la finale Play-Off contro il Modena. Dando spazio ai talenti del settore giovanile, anche in Serie C con la prima squadra.

L’obiettivo è chiaro: sviluppo, poi presenza, quindi centralità. E non c’è salto di categoria che possa far snaturare la bontà del progetto, ai nostri microfoni Malenchini parlò così subito dopo il successo: “Vogliamo mantenere intatti i nostri principi e i tratti distintivi che caratterizzano il percorso del nostro settore giovanile, pur confrontandoci con un livello che non conosciamo ancora fino in fondo”. La strada è tracciata, non si è giunti a destinazione, ma il percorso è quello giusto. Il cammino sta dando i propri frutti. Ma da dove parte?

Gli inizi del progetto e i casi Zoma, Doumbia, Pessina

La storia del progetto ha inizi lontani e idee oculate alle spalle. La società seriana, fin dagli albori, ha programmato in modo chiaro concentrandosi su quanto di necessario alla costruzione di un progetto sano: stadio di proprietà, centro sportivo e una linea produttiva che accompagna i talenti dall’U7 fino alla Primavera.  Con un obiettivo chiaro: produrre calciatori in grado di competere in prima squadra.

E nel corso di questo cammino, non sono mancate le soddisfazioni. I casi Zoma, Doumbia e Pessina sono senza dubbio un orgoglio per la società lombarda. Un attestato della bontà del percorso intrapreso. Ma soprattutto sintomo della lungimiranza del club, che ha sempre sostenuto i ragazzi, anche quando non riuscivano ad essere prestativi. Dandogli il tempo giusto per sfoderare il loro potenziale.

Un attestato di fiducia, che ha dato i propri frutti. Con i 3 giovani che hanno rubato l’occhio e hanno fatto un passo oltre: Pessina andando al Bologna, Zoma al Norimberga e Doumbia al Venezia – poi allo Sporting. Fino ad ora: la prima convocazione in Nazionale maggiore, agli ordini di Roberto Mancini.

Il futuro dell’AlbinoLeffe

Ma, come detto, questo è solo l’inizio. L’AlbinoLeffe prosegue la programmazione, dando sempre più spazio alle nuove leve. Sono tanti i calciatori che, ad oggi, stanno dimostrando di poter ritagliarsi importante spazio all’interno delle dinamiche presenti e future dei seriani. Partendo dall’organico della Primavera 1 di mister Maffioletti. Andrea Colombi (2007), Paolo Carrara (2008), Christian Rinaldi (2008), Nicolò Gamba (2007), Mario Botti (2008) sono solo alcuni dei talenti che stanno mostrando potenziale, nonostante un approccio difficile alla categoria. Infatti, dopo 3 sconfitte nelle prime 3 gare, per l’AlbinoLeffe sono arrivati due risultati utili consecutivi: la storica vittoria con la Juve e il pari all’ultima con il Cesena.

Arrivando però anche alla prima squadra di Zaffaroni. Dove Mattia Agostinelli (2004), Giacomo Sali (2004), Gabriele Baldi (2004), Lamine Ballo (2007) – ex Inter – e Simone Sassi (2007) – reduce dalla doppietta contro la Juve NG – sono i capisaldi della formazione titolare. L’amalgama giusto per favorire lo sviluppo delle generazioni uscenti e per adattare al massimo i giovani alla cultura del club. Perché, riprendendo nuovamente Sir. Alex Ferguson, “i giovani sorprendono quando viene data loro un’opportunità”.

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