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Nazionali Giovanili

Dall’Europeo U17 all’Under 18: in Nazionale, Diego Perillo è una macchina da gol

Dall’Europeo U17 all’Under 18: cambiano gli avversari ma non la vena realizzativa di Diego Perillo, in rete anche ai giochi del Mediterraneo.

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Diego Perillo
Diego Perillo

Con la maglia della Nazionale vige la legge di Diego Perillo

Ci sono poche sentenze inoppugnabili nella vita: la prova del tempo è una di quelle. Un’altra invece collega inesorabilmente la maglia della Nazionale e il killer instinct di un talento che quando veste l’azzurro si trasforma in un sicario. Spietato, ineluttabile, Diego Perillo non è soltanto un calciatore, ma una legge che sistematicamente si abbatte sulle difese delle altre nazionali. Con l’Italia, i numeri del nuovo bomber dell’Atalanta Primavera sono impressionanti, ma non rappresentano un unicum nella giovanissima carriera di un classe 2009 sempre più in rampa di lancio.

Il tricolore come benzina per la sua fame di gol

La parabola della carriera di Diego Perillo ha subìto un’impennata tra la seconda metà del 2025 e il 2026. In particolare, è stata la Nazionale ad offrire terreno fertile per coltivare e dare da mangiare ad un istinto che lo rende sempre affamato e mai sazio. Con l’Under 16 colleziona soltanto 3 spezzoni di gara: troppo poco per consentire di arrivare al suo fabbisogno di gol. La vera svolta arriva con l’Under 17: il 12 agosto 2025 è il giorno dell’esordio, e come debuttare meglio se non cominciando ad affilare gli artigli.

Nel 4-1 all’Albania c’è il suo primo graffio, a cui replicherà due giorni più tardi con la prima doppietta; la vittima non cambia, sempre quell’Albania che in 72 ore assaggia la potenza di fuoco di un attaccante che sta prendendo le misure agli avversari. Altro giro, altra corsa: gol anche contro il Portogallo e contro la Scozia, entrambi decisivi nell’economia del risultato (un doppio 1-2).

“Perillo on fire”: con l’Under 17 è debordante

Alle Qualificazioni per l’Europeo di categoria si presenta nuovamente famelico: rete e due assist contro l’Estonia nell’1-8 gigantesco sia per la portata del risultato che per la dimostrazione di forza degli “Azzurrini”. Fa cilecca contro il Montenegro, ma il 7 ottobre torna a fare ciò che sa fare meglio, ovvero decidere le partite: timbro nell’1-2 decisivo contro l’Ucraino e pass per la rassegna continentale staccato. Segue un inaspettato arresto alla corsa forsennata che aveva innescato: al Mondiale U17 non viene convocato e nelle 4 partite successive fa “solo” 1 gol. 

Il 2026 però porta nuova linfa: perché possono cambiare i momenti e le avversarie, ma non le abitudini alimentari. Ancora impegni per la Qualificazione all’Europeo: stoccata decisiva contro il Portogallo in un folle 3-2 in rimonta; doppietta detonante con l’Islanda e altro centro determinante contro la Romania. Il conto al momento è di 12 gol in 13 partite con l’Italia Under 17: numeri che francamente hanno poco senso di esistere. Anzi, hanno tutto il senso del mondo.

Un Europeo da protagonista

Nell’Europeo Under 17 parte a razzo: affonda la Francia con il colpo dello 0-1 finale, poi offre 2 assist ai compagni nello 0-3 al Montenegro. Meno consistente nella fase a eliminazione diretta, ma ha il ghiaccio nelle vene al momento del rigore che ci consegna la coppa, nel 4-5 contro il Belgio in finale. Un finale ciclico, che riparte da dove aveva cominciato, facendo un giro completo come quel pallone che tante volte si è insaccato nella porta avversaria. E quel pallone non ha mai smesso di girare, perfino con i club.

Infatti, mentre Perillo si divertiva a fare a fette le difese delle Nazionali europee, il bomber preparava il terreno di caccia anche in Campionato. Con l’Under 17 dell’Empoli è un gigante tra le formiche, vistosamente fuori categoria: in 22 partite, mette a referto 23 gol. Si tratta di una media di 1 timbro ogni 71 minuti, a cui aggiunge anche 2 assist e 4 reti nelle successive 4 partite dei playoff, culminati con la vittoria dello scudetto. Una spaventosa regolarità, unita ad una naturalezza disarmante con cui manda al tappeto gli avversari, si prepara per il prossimo impegno, si riallaccia gli scarpini e ricomincia dal primo punto.

L’ascesa con l’Italia Under 18

È inevitabile quindi che molti riflettori si accendano su di lui: una luce sempre più accecante ed ingombrante, come il peso dei 2 milioni di euro spesi dall’Atalanta nell’estate 2026 per acquisirlo dall’Empoli. Si aprono quindi le porte del Primavera 1, così come quelle dell’Italia U18: ai Giochi del Mediterraneo segna 2 gol, mentre è già a quota 3 timbri nelle amichevoli di settembre contro Cile e Danimarca. Regolarità e anche carico di stress fisico non indifferente, che gli ha tolto un po’ di lucidità nell’inizio di stagione con l’Atalanta in cui ha collezionato solo 3 partite con un rigore sbagliato. Poco male, nell’economia di una condizione che crescerà e soprattutto considerando i continui impulsi che sta lanciando con l’Azzurro indosso.

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