Nazionali Giovanili
Italia U21, Favasuli: “I giovani italiani ci sono, bisogna farli giocare”
Favasuli racconta la crescita dal Catanzaro al Napoli, il rapporto con Baldini e lancia un messaggio sulla fiducia nei giovani italiani.
Italia U21, Favasuli: “Baldini è il nostro punto di forza, dà forma ai nostri sogni”
Poco più di un anno è bastato a Costantino Favasuli per cambiare completamente dimensione. Dalla Serie B con il Catanzaro alla Nazionale Under 21, passando per l’esordio con l’Italia maggiore dello scorso giugno e, dopo il trasferimento al Napoli, per le prime presenze in Serie A e Champions League. Un’ascesa rapidissima, che l’esterno azzurro racconta però con la consapevolezza di chi considera quanto raggiunto soltanto l’inizio.
“Il calcio è bello perché non sai mai quello che può succedere”, ha raccontato dal ritiro di Tirrenia. “Ci sono sogni che sembrano irraggiungibili, ma se lavori ogni giorno possono diventare realtà. Per me questo è soltanto un punto di partenza”.
Favasuli: “Baldini crede tantissimo in noi”
Nel percorso dell’esterno ci sono due riferimenti particolarmente importanti. Il primo è il Catanzaro, club che gli ha permesso di crescere e imporsi nel calcio professionistico. “Se sono qua è anche grazie a loro. Con me ci sono Cisse e Liberali: significa che qualcosa di buono l’abbiamo fatto”.
Il secondo è Silvio Baldini, diventato una figura centrale non soltanto sul piano tecnico. “È una persona importantissima. Nessun altro ci avrebbe portato in blocco in Nazionale maggiore a giugno. Crede talmente tanto in noi che farebbe qualsiasi cosa”.
Favasuli sottolinea soprattutto la capacità del commissario tecnico di entrare nella testa dei suoi giocatori: “Ogni volta che parla ti entra dentro e dà forma ai nostri sogni”. Un rapporto di fiducia che, secondo il classe 2004, rappresenta uno dei punti di forza dell’attuale Under 21.
Kayode e il messaggio sui giovani italiani
Nel corso dell’intervista Favasuli ha parlato anche di Michael Kayode, recentemente convocato da Roberto Mancini in Nazionale maggiore. “È uno dei miei migliori amici e ci sentiamo quasi sempre. Sono felicissimo per lui, si meritava questa convocazione”.
Il suo pensiero finale guarda invece all’intero movimento: “L’aria sta cambiando. I ragazzi italiani ci sono e sono forti, bisogna soltanto avere il coraggio di farli giocare”.
Una frase che riassume anche la sua storia recente: opportunità, fiducia e continuità possono trasformare rapidamente un giovane di prospettiva in un calciatore pronto per i livelli più alti.
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