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Nazionali Giovanili

Italia U21, parla Baldini: “Orgogliosi di aver portato ragazzi in Nazionale maggiore, arciconvinti di prenderci il Mondiale”

Verso l’Europeo 2027: il CT Baldini analizza il raduno dell’U21 a Tirrenia tra nuovi innesti, la sfida alla Svezia e il tifo per l’Italia di Gattuso.

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Silvio Baldini Italia U21

Italia U21, prosegue la rincorsa agli Europei: le dichiarazioni del ct Baldini

Il cammino verso l’Europeo di Albania e Serbia 2027 riparte ufficialmente dal Centro di Preparazione Olimpica di Tirrenia, dove l’Italia U21 di Silvio Baldini si è radunata per preparare le cruciali sfide di qualificazione contro Macedonia del Nord e Svezia. L’atmosfera che si respira nel gruppo azzurro è quella delle grandi occasioni, rinvigorita dai recenti successi della filiera federale che continuano a produrre talenti pronti per il grande salto. Il tecnico Silvio Baldini ha espresso profonda soddisfazione per la promozione in Nazionale maggiore di Palestra e Pisilli, pedine che fino a poco tempo fa erano i pilastri dell’Under 21 e che ora si giocheranno gli spareggi mondiali sotto la guida di Gennaro Gattuso.

“Per noi questo passaggio di consegne è il successo più grande,” ha dichiarato Baldini. “Significa che il nostro staff ha partecipato attivamente alla loro crescita. A settembre nessuno avrebbe scommesso sulla loro prontezza per palcoscenici così pesanti, e vederli lì ci rende orgogliosi. È la prova tangibile che siamo sulla strada giusta e che il sistema funziona”.

Maturità del gruppo e fiducia nel sogno Mondiale

Nonostante le partenze eccellenti verso la squadra di Gattuso, l’Under 21 si presenta a questo doppio impegno con una fisionomia definita e calciatori che hanno trovato spazio con continuità nei massimi campionati. Baldini guarda con ottimismo non solo ai suoi ragazzi, ma al destino dell’intero movimento calcistico italiano, manifestando totale fiducia nei colleghi impegnati nella corsa al Mondiale 2026.

“Giocatori come Lipani, Bartesaghi e lo stesso Venturino hanno acquisito minutaggio prezioso in Serie A, dimostrando che il calcio giovanile italiano è vivo e competitivo,” ha sottolineato l’allenatore. “Abbiamo un gruppo solido: assenze e infortuni fanno parte del gioco, ma bisogna fare di necessità virtù senza perdere l’energia positiva. Il nostro scopo resta fornire elementi alla Nazionale maggiore. A tal proposito, facciamo tutti il tifo per loro: ho sentito Gattuso e Buffon, sono campioni abituati a gestire lo stress di queste partite da dentro o fuori. Sono arciconvinto che l’Italia centrerà la qualificazione mondiale”.

Volti nuovi e gerarchie tra i pali

Le novità nel gruppo azzurro non mancano, a partire dall’esordio assoluto di Honest Ahanor, per il quale il mister invoca soprattutto dedizione e spirito di sacrificio. Secondo il ct dell’Italia U21 Baldini, l’integrazione dei nuovi deve passare prima di tutto dall’aspetto caratteriale: “Ahanor dovrà mettersi a completa disposizione, mostrando un forte spirito di appartenenza al Club Italia, indipendentemente dal minutaggio che riceverà”.

Anche la gestione della porta rimane un tema aperto e stimolante, con una competizione serrata che premia il merito quotidiano. Con l’arrivo di Daffara alla sua prima chiamata, le gerarchie non sono ancora scolpite nella pietra: “Abbiamo tre portieri di assoluto valore. Valuteremo le risposte del campo durante gli allenamenti a Tirrenia. In questo momento, tutti hanno la possibilità di partire titolari, a prescindere dalla categoria in cui militano con i rispettivi club”.

La forza del sistema formativo del Club Italia

La solidità del progetto poggia su basi strutturali profonde, figlie di una sinergia tra le varie rappresentative giovanili che permette un inserimento naturale dei nuovi innesti. Baldini ha concluso la sua analisi rimarcando come il lavoro svolto dal Club Italia sia il vero motore della crescita graduale dei calciatori.

“I ragazzi sanno già cosa pretendo da loro e quale spirito devono indossare insieme alla maglia azzurra. Già dai primi test in palestra ho percepito un’aria positiva: sono felici di ritrovarsi e questo rende tutto più semplice anche per i nuovi arrivati. La maggior parte di loro proviene da un percorso d’eccellenza nelle trafile giovanili; senza questa programmazione federale, la loro formazione non raggiungerebbe questi livelli di eccellenza internazionale”.

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