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Interviste

Udinese, Mossolin racconta il suo percorso: “Via di casa a 15 anni, il sogno è la prima squadra”

Lorenzo Mossolin racconta il suo percorso nell’Udinese: l’addio a casa a 15 anni, la crescita in Primavera e il sogno della prima squadra.

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Lorenzo Mossolin

Udinese, Mossolin tra sacrifici e sogni: “Lasciare casa mi ha fatto crescere”

Lasciare casa a 15 anni per inseguire un sogno non è mai semplice. Lorenzo Mossolin, capitano della Primavera dell’Udinese, ha raccontato il proprio percorso nel settore giovanile bianconero, soffermandosi soprattutto sulla crescita personale vissuta lontano dalla famiglia e dagli amici.

“È una cosa che fa paura, perché a 15 anni cambi vita e cambi tutto”, ha spiegato Mossolin a Radici Bianconere, podcast dell’Udinese. “Quando arrivi non hai praticamente nessuno e devi costruirti nuove amicizie. Dopo quattro anni, però, posso dire che mi è servito tantissimo: mi ha fatto crescere non solo come calciatore, ma anche come persona e come uomo”.

“Con i compagni si crea qualcosa di forte”

Con il passare delle stagioni, Udine è diventata una seconda casa. Il rapporto quotidiano con i compagni ha aiutato Mossolin ad affrontare anche i momenti più complicati e a costruire legami destinati ad andare oltre il campo.

“Condividi praticamente una vita con i tuoi compagni, stai con loro tutti i giorni e inevitabilmente si crea qualcosa di forte”.

Tra i ricordi più belli c’è soprattutto il percorso vissuto con l’Under 17: “Due anni fa siamo arrivati fino alle semifinali nazionali. Non eravamo soltanto un gruppo, eravamo una famiglia. È stato qualcosa di unico”.

Mossolin e il sogno della prima squadra

Sul piano personale, una delle emozioni più forti è arrivata nella scorsa stagione, quando Mossolin ha avuto la possibilità di essere convocato con la prima squadra per un’amichevole.

“Anche se non sono entrato, è stato bellissimo vivere quelle emozioni con lo stadio pieno”.

Un primo assaggio del calcio dei grandi che ha reso ancora più chiaro il suo obiettivo. Alla domanda sul sogno di arrivare stabilmente in prima squadra, la risposta è stata immediata: “Sì, è quello”.

Il percorso, però, non è stato sempre semplice. Mossolin ha ricordato anche i periodi in cui, soprattutto con l’Under 17, faticava a trovare spazio: “Mi hanno aiutato i compagni, gli amici e i miei genitori. Ho continuato a lavorare sempre più duro”.

Sacrifici, lontananza da casa e tanta pazienza hanno accompagnato la sua crescita. Ora Mossolin è capitano della Primavera e continua a guardare avanti, con un traguardo ben preciso: trasformare il sogno della prima squadra nel prossimo passo della propria carriera.

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