Interviste
ESCLUSIVA MP – “Non è nella lista di Ancelotti”: Robinho Jr e le possibilità Italia, la differenza con Inacio e “se Mancini lo chiamasse…”
Robinho Jr, dopo l’esordio con il Genoa, guarda al futuro: Leonardo Bertozzi analizza il suo potenziale e l’ipotesi Italia.
Robinho Jr, l’esordio in Serie A e il confronto con il padre
Robinho Jr ha esordito in Serie A con la maglia del Genoa e il suo nome torna a risuonare nel campionato italiano, dopo le gesta compiute dal padre con la maglia del Milan. Un primo passo nel presente per provare a costruire un futuro importante, seguendo le orme di papà Robinho. Lasciare il Brasile così giovane non è mai facile, ma a 19 anni il classe 2007 rossoblù deve imparare a crescere lontano da casa, potendo comunque contare sul passaporto italiano grazie alle origini della mamma.
Un percorso che apre diversi interrogativi sulle prospettive del giovane attaccante, tra la necessità di maturare calcisticamente e la possibilità di ritagliarsi uno spazio importante nel calcio europeo. Per approfondire il suo potenziale e le prospettive future, noi di Mondoprimavera.com ne abbiamo parlato con Leonardo Bertozzi, giornalista e collega brasiliano di ESPN.
Le potenzialità di Robinho Jr e il paragone con il padre
Proprio Bertozzi indica le caratteristiche di Robinho Jr facendo un paragone col padre: “Direi che mostra discrete potenzialità, anche se difficilmente raggiungerà il livello toccato da suo padre. Ha comunque margini di miglioramento importanti e può ancora sviluppare il senso del gioco e le conoscenze tattiche, aspetti che, secondo molti brasiliani, in Italia si imparano particolarmente bene. È sicuramente un passo avanti, ma c’è ancora molto da lavorare. Molti brasiliani che arrivano in Serie A faticano a comprendere l’importanza di migliorare le situazioni senza palla, soprattutto in termini di organizzazione del gioco e applicazione tattica”.
L’addio al Brasile e le vicende extracalcistiche di Robinho
Il trasferimento in Italia in così giovane età rappresenta una scelta importante per Robinho Jr, chiamato ad adattarsi a un contesto diverso sia dentro sia fuori dal campo. Una decisione che, secondo Bertozzi, può essere letta anche alla luce di alcune vicende personali e mediatiche che hanno accompagnato il giovane brasiliano negli ultimi tempi.
“Sinceramente, non mi aspettavo che lasciasse il Brasile così giovane, ma ci sono diverse ragioni che possono spiegare questa scelta. Il fatto che suo padre sia finito in prigione è sicuramente un elemento che fa discutere e che, dal punto di vista mediatico, non lo aiuta, anche se è importante non confondere la sua figura con quella del padre. A questo si aggiunge il litigio con Neymar durante un allenamento, un episodio che non lo ha favorito, considerando che oggi Neymar è praticamente il ‘padrone’ del Santos”.
Italia o Brasile: quale futuro per la Nazionale?
Tra i temi da seguire c’è anche quello relativo alla Nazionale. Le origini materne permettono a Robinho Jr di prendere in considerazione l’Italia, ma al momento non sembrano esserci segnali concreti che lo collochino tra i profili maggiormente monitorati in ottica azzurra. Il Brasile, dal canto suo, dispone di numerose alternative nel suo ruolo e valuta con attenzione i giovani talenti.
“Per quanto riguarda un’eventuale scelta della Nazionale italiana, al momento non direi che Robinho Junior sia tra i giocatori seguiti da vicino da Ancelotti in ottica convocazione. Ci sono altri casi, invece, in cui il Brasile sta monitorando i giovani con largo anticipo, valutando molto presto i possibili convocati. Prendiamo l’esempio di Samuel Inacio, che ha dovuto dichiarare di voler giocare per l’Italia nonostante anche il Brasile lo stesse già seguendo quando si trovava al Dortmund”.
Il precedente di Inácio e le prospettive future
Il caso di Samuel Inacio, classe 2008 del Borussia Dortmund, offre un interessante termine di paragone per comprendere le dinamiche che possono influenzare le scelte internazionali dei giovani calciatori con doppia nazionalità. La decisione di rappresentare una Nazionale, infatti, può dipendere anche dalle prospettive di convocazione e dallo spazio che un giocatore ritiene di poter trovare nel proprio percorso.
A proposito di un’eventuale scelta azzurra da parte di Robinho Jr, Bertozzi individua proprio nelle gerarchie della Nazionale brasiliana un possibile fattore decisivo: “A mio parere, se Robinho Junior dovesse scegliere l’Italia, soprattutto in caso di una chiamata da parte di Mancini, sarebbe probabilmente perché in questo momento il Brasile non lo considera una priorità. Nel suo ruolo, infatti, ci sono almeno una decina di giocatori che gli sono davanti nelle gerarchie. Perciò, se arrivasse una chiamata dell’Italia, credo che potrebbe prenderla seriamente in considerazione”.
Un percorso ancora tutto da scrivere
Per Robinho Jr, dunque, l’esordio in Serie A con il Genoa rappresenta soltanto l’inizio di un percorso che richiederà tempo, lavoro e capacità di adattamento. Il cognome importante porta inevitabilmente con sé aspettative e paragoni, ma il giovane rossoblù avrà bisogno di costruire una propria identità calcistica, migliorando soprattutto nella comprensione tattica e nel gioco senza palla. Anche il capitolo Nazionale resta aperto: l’Italia potrebbe rappresentare un’opportunità concreta qualora arrivasse una chiamata, ma molto dipenderà dalla sua crescita e dalle valutazioni dei commissari tecnici. Il presente è il Genoa, mentre il futuro è ancora tutto da scrivere.
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