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Interviste

Genoa, Trapani sui giovani: “Non bisogna confondere la prestazione di oggi con il potenziale futuro”

Roberto Trapani parla di crescita dei giovani, tempi di maturazione, empatia e valutazione del talento nel vivaio del Genoa.

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Roberto Trapani

Il talento non è una fotografia: la lezione di Trapani

Il tema della crescita dei giovani resta uno dei nodi centrali del calcio italiano. A parlarne è stato Roberto Trapani, responsabile del settore giovanile del Genoa, ospite negli studi di Cronache. Un intervento che ha toccato diversi aspetti del lavoro quotidiano nei vivai: dalla valutazione del talento alla gestione dei tempi di maturazione, fino al rapporto con famiglie, agenti e staff tecnici.

Trapani: “Non bisogna confondere la prestazione con il potenziale”

Il concetto ribadito dal dirigente rossoblù è chiaro: la fotografia di oggi non necessariamente racconta il calciatore di domani. “Magari ci sono giocatori che oggi sono nei primi undici e non faranno mai i calciatori, mentre qualcuno che oggi non entra nemmeno giocherà tra tre anni in Serie A a Marassi”.

Per Trapani, il rischio più grande è proprio quello di “perdere dei pezzi”, soprattutto quando si lavora con numeri elevati e ragazzi che attraversano fasi di sviluppo molto diverse tra loro. “Tante volte si confonde la prestazione nell’immediato con la potenzialità futura”, ha spiegato, sottolineando la necessità di accompagnare ogni percorso senza accelerare giudizi e conclusioni.

Staff numerosi e competenze diverse

Da qui nasce anche l’esigenza di strutture sempre più complete. Secondo Trapani, un settore giovanile moderno deve poter contare su “staff numerosi” e soprattutto eterogenei, composti da figure con competenze tecniche, ma anche pedagogiche e relazionali.

“L’empatia è il primo target che osserviamo in un allenatore”, ha aggiunto il responsabile del vivaio del Genoa. Un aspetto fondamentale soprattutto nelle fasce d’età più delicate, quando i ragazzi affrontano cambiamenti fisici, emotivi e personali che inevitabilmente incidono anche sul rendimento in campo.

“Le carriere non sono tutte uguali”

Un altro passaggio significativo riguarda i tempi di crescita. Trapani ha ricordato come alcuni percorsi possano apparire più lenti, senza per questo essere meno promettenti. “Ci sono carriere molto brevi e altre più lunghe, che magari nel lungo periodo diventano ancora più importanti”.

Da qui la necessità di conoscere i ragazzi oltre la partita della domenica. Situazioni familiari, vita in convitto, rapporto con i genitori e quotidianità possono infatti incidere profondamente sulla prestazione. “La fotografia che vediamo sul campo non è quella che vediamo negli allenamenti o nella quotidianità”, ha concluso Trapani. Per il Genoa, dunque, la sfida è soprattutto una: saper aspettare, accompagnare e coltivare il talento senza giudicarlo troppo presto.

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