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Il calcio dei grandi

Serie B, da Liberali a Pafundi: il dribbling torna di moda nei giovani talenti italiani?

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Mattia Liberali

Serie B, il dribbling torna protagonista nei giovani di domani

Tra le tante critiche mosse al sistema calcistico italiano, c’è da anni anche quella sul dribbling, fondamentale relegato ai margini lungo il percorso di crescita dei nostri ragazzi. Ma la Serie B è pronta a sfoderare i propri assi nella manica, esclamando un “Eppur si muove”: nella tanto auspicata rivoluzione copernicana del nostro metodo, i talenti under 20 del campionato cadetto possono fare da apripista, riportando al centro del nostro linguaggio una caratteristica tecnica devitalizzata da anni di ricerca nel senso opposto, quello della fisicità esasperata. Da Mattia Liberali Emanuele Rao: le nuove generazioni dribblano, e anche forte, smarcando anche i pregiudizi.

In Serie B c’è aria di rivoluzione

Non più soltanto fisicità, muscoli, struttura: si sta alzando un grido di protesta, che vede tanti giovani imbracciare le proprie armi per provare a combattere il sistema. Di quali armi parliamo? Della tecnica individuale, del senso della giocata, del dribbling. Ecco i nomi dei principali protagonisti di questa mini-rivoluzione tecnica, sperando che possa settare un nuovo standard nella ricerca del talento.

Mattia Liberali, Catanzaro

Il 2026 del talento classe 2007 è stato trascinante. Da quanto il fantasista è entrato nei meccanismi offensivi del Catanzaro, i calabresi hanno cambiato passo ottenendo persino più armi per scardinare le difese avversarie. Liberali ha portato argomenti offensivi nuovi, freschezza tra le linee e incisività: tradotto in numeri, siamo a 3 gol e 3 assist nelle ultime 11 gare, in cui l’ex Milan non ha più abbandonato l’11 titolare. Un’esplosione detonante, che in molti attendevano ma che in pochi avevano visto arrivare, per lo meno non con queste proporzioni. Il Nazionale U20 infatti, completa 2,5 dribbling per partita ed è al terzo posto in tutta la Serie B per dribbling riusciti 0gni 90 minuti. In chiave playoff, l’arma più affilata dei giallorossi è il suo estro, unito alla sua conduzione di palla molto rapida e al modo in cui legge gli spazi.

Emanuele Rao, Bari

A proposito di fantasisti dal genio creativo molto riconoscibile. Simile per struttura fisica a Liberali, Rao ha dato una scossa di talento e giocate ad un Bari in grande difficoltà. I biancorossi si fidano del proprio jolly, e il campo premia la scelta: il 2006 ha aumentato gradualmente i giri del motore e gli impulsi, trovando dal 24 gennaio in poi una costanza quasi impronosticabile. Nelle ultime 12 presenze, ha messo a referto 6 gol e 2 assist, entrando dalla porta principale contro Cesena, Empoli, Reggiana e Modena, ispirando dunque 12 dei 34 punti totali dei pugliesi. Nella sua stagione, oltre all’impressionante consistenza (6 reti su 13 tiri in porta totali, media di conversione del 46%) c’è anche una cifra tecnica ed estetica da grande esponente del dribbling (1,6 dribbling riusciti ogni  90 minuti con il 52% di precisione).

Simone Pafundi, Sampdoria

Il paradosso di Simone Pafundi è che si ritrova intrappolato in un pericoloso limbo: è ancora giovanissimo, ma agli occhi di chi mastica calcio giovanile è un veterano. Il classe 2006 ha esaurito quella spinta propulsiva che all’inizio della carriera gli aveva dato la Nazionale, con la stima del C.T. Mancini che ne aveva fatto un simbolo concettuale (ricorderete la celebre frase “prima Pafundi, poi tutti gli altri”). Adesso, il fantasista deve far parlare il suo talento, le sue giocate nello stretto e l’estro di chi ha una sensibilità diversa dagli altri. 1 gol e 3 assist nelle 25 presenze stagionali in Serie B, condite da 17 dribbling (1,5 ogni 90 minuti) e da una consapevolezza ancora da ricostruire nei propri mezzi tecnici.

Alessio Cacciamani, Juve Stabia

Non soltanto trequartisti puri: a Castellammare si godono la crescita di un esterno d’attacco che è una spina nel fianco per le difese avversarie. Con i suoi 28 dribbling riusciti in stagione, anche Alessio Cacciamani salta l’uomo con frequenza, magari rifugiandosi maggiormente nei propri mezzi atletici che nello spunto di fantasia o nella giocata di tocco. 29 presenze nella stagione corrente, l’unico tra quelli citati ad aver sfondato il muro dei 2000 minuti, aggiunge anche 2 gol al proprio bottino personale.

Luca Ottaviano

 

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