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Inacio, Psg e Barcellona alla finestra, con il Brasile che lo tenta: l’Italia rischia di perderlo due volte

Samuele Inacio di nuovo al centro della conversazione: il 2008 continua a brillare a Dortmund e attira Barcellona, Psg e… Brasile

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Samuele Inacio

Allarme Italia: tutti pazzi per Inacio

“Greatness recognizes greatness”. Tradotto letteralmente: la grandezza riconosce la grandezza. Perché quando si è davanti ad un talento cristallino, il primo passo per non farselo scappare è saperlo individuare. Vale questo principio per Samuele Inacio, wonderkid classe 2008 che ha attirato su di sé mezza Europa, come falene attratte da una luce accecante, quella delle sue qualità. Così, quello che era diventato un rimpianto del sistema calcistico italiano, rischia di diventarlo doppiamente.

Perché gli apprezzamenti non arrivano soltanto da club come Barcellona Psg, massimi esponenti nella valorizzazione dei giovani, ma anche da una nazionale non proprio banale. Il Brasile infatti, sogna lo scippo ai danni dell’Italia, contando su uno star power al momento inavvicinabile, sullo status di una delle Nazionali più prestigiose al mondo, e sulle prospettive sicuramente superiori rispetto a quelle che gli offrono gli azzurri, condannati a vedere da casa il terzo Mondiale consecutivo.

Il Dortmund continua a dare segnali

Il Borussia riconferma quella propensione all’utilizzo dei giovani che ha sempre avuto. La passione per il talento made in Italy però, è qualcosa di molto recente nelle parti della Ruhr. Prima Filippo Mané, poi Luca Reggiani e, qualche giorno dopo, Samuele Inacio: tre azzurri alla conquista del BVB in una stagione di profonda transizione nelle loro giovanissime carriere. I segnali di crescita però, sono inequivocabili, e in un contesto in cui l’inserimento in prima squadra non è ostacolato ma incentivato, diventa tutto più facile. Così, capita che una squadra seconda in Bundesliga faccia esordire un classe 2008 nella partita più importante in Germania, “der Klassiker” contro il Bayern Monaco, ripetendosi anche contro il Bayer Leverkusen. E poco importa se le due sfide finiscano entrambe con lo stesso esito, una sconfitta, perché il talento non può essere costretto all’interno di dinamiche sterili e superficiali come un numero scritto sulla carta d’identità.

Inacio sale dunque a quota 2 presenze in Bundes, offrendo nella mezz’oretta finale della partita contro il Leverkusen un paio di spunti molto interessanti, e mostrando di non soffrire minimamente l’ingombrante presenza del “muro giallo”, che al contrario diventa benzina per alimentare il suo estro creativo. D’altronde, nella sua stagione aveva dato degli impulsi chiarissimi: con l’U19 giallonera aveva segnato 6 gol in 11 presenze tra campionato e coppa, mentre in Youth League è entrato dalla porta principale nel 75% delle vittorie del Dortmund, ispirando con 2 timbri e 2 assist in 5 apparizioni.

Una tensione evolutiva a cui i tedeschi non pongono freni, consegnandogli giustamente gli ultimi step da percorrere e facendolo entrare nell’ecosistema della prima squadra. Ed ecco che arriva l’unica nota stonata. Spoiler: c’entra l’Italia.

Il Brasile si mette alla finestra: l’Italia è avvisata

Adesso, diventa una corsa contro il tempo: quel processo di crescita graduale, con cui il Dortmund ha accompagnato Inacio verso la prima squadra, con l’Italia non c’è stato. In azzurro, il classe 2008 è ancora ingabbiato in Under 19, ed è in ritardo sulla tabella di marcia nonostante la varietà di colpi, la fantasia, la consistenza che dimostra ogni volta che si allaccia gli scarpini. E adesso, all’orizzonte si presenta uno scenario inquietante: il figlio di Inacio Pià potrebbe sterzare clamorosamente, virando sul Brasile. Questo perché l’ex Atalanta, che ha doppio passaporto italiano e brasiliano, non ha ancora esordito in Nazionale Maggiore, unico elemento vincolante che non permetterebbe più al giocatore di cambiare idea.

Così, oltre ai riflettori di Psg e Barcellona che lo avrebbero messo nel mirino (e non sarebbe una novità, vista la tendenza dei due club ad esaltarsi nella necessità di trovare il talento nei giovani), anche la Seleção potrebbe operare un clamoroso sorpasso ai danni del tricolore. E perderlo sarebbe l’ennesimo simbolo di un fallimento tutto italiano, di un movimento che continua a collezionare figuracce sul piano della crescita dei giovani e del ricambio generazionale.

Luca Ottaviano

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