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Il calcio dei grandi

Golden Boy 2026: da Dowman a Bouaddi, in lizza anche quattro italiani

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Samuele Inacio

Golden Boy 2026, tra nomi altisonanti e… quattro italiani

Sono ufficiali i 100 nomi che concorreranno per il Golden Boy 2026, e la notizia principale non è che Yamal sia primo in graduatoria. Ad attirare l’attenzione, specialmente nell’opinione pubblica nostrana, sono i quattro nomi italiani inseriti nella lista, in posizioni più o meno opinabili, ma pur sempre all’interno dell’eccellenza. L’Italia quindi produce talento, ma si dimentica di promuoverlo, di farlo crescere; in definitiva, con le opportunità giuste, perfino i nostri giovani possono ambire a diventare stelle mondiali.

Da Inacio a Reggiani: i quattro italiani presenti

Anche se da noi qualcuno si spende, in maniera totalmente autolesionista, ad annunciare la sterilità del nostro calcio nel contesto della produzione di talento, a livello internazionale c’è chi fortunatamente ci crede ancora. Dei quattro italiani presenti nella lista dei 100 nomi per il Golden Boy 2026due sono di proprietà del Borussia Dortmund. Ma procediamo con ordine.

91. Camarda, Lecce 

Nonostante la stagione non proprio esaltante, Francesco Camarda è ancora nei radar dell’élite del calcio. 1 solo gol 1 assist in 23 presenze con il Lecce, ma sulla coda dell’annata forse più deludente fin qui nella sua carriera, il classe 2008 può consolarsi con il novantunesimo posto nella graduatoria dei 100 giovani in lizza per il Golden Boy 2026.

88. Samuele Inacio, Borussia Dortmund

Il primo fuori sede arriva nella prima metà della classifica, in una posizione forse fin troppo bassa. Fantasista classe 2008, abbiamo trattato ampiamente la sua ascesa nelle gerarchie del BVB e nel cuore del “muro giallo”, che gli ha già tributato una standing ovation. L’Italia riparta dal suo talento nello stretto, dalla fantasia, dalla varietà di colpi di un diciottenne che ha tutto per dominare nei prossimi anni.

40. Luca Reggiani, Borussia Dortmund

Altri sprazzi di tricolore al quarantesimo posto. L’ennesimo classe 2008, si sta imponendo nel pacchetto arretrato dei gialloneri con temperamento da veterano e grande presenza. 8 gare disputate con la prima squadra, grandi margini di crescita e soprattutto attestati di stima inequivocabili da parte del BVB, che dimostra di voler puntare su di lui nell’immediato futuro.

29. Honest Ahanor, Atalanta

Un poker di 2008, che si conclude con una nomination nella Top 30. Il nativo di Aversa è stato l’apripista per un cambiamento nella narrazione e nello sviluppo dei nostri giovani, che ancora viaggia a regimi ridotti. Con l’Atalanta, Ahanor ha collezionato 35 presenze 1 gol, mettendo anche esperienza internazionale con 9 partite in Champions League.

Una finestra sul futuro: i favoriti al Golden Boy

La corsa per il premio sembra essere riservata ad una rosa ristretta di nomi. C’è chi ha raddrizzato la propria stagione, riprendendo in mano il timone della propria carriera. C’è chi vince la Premier League e poi va… a scuola. Infine, c’è chi gioca con la leggerezza del leader tecnico e carismatico, nonostante la carta d’identità reciti “anno di nascita: 2007”. Perché il calcio del 2026 lascia spazio anche a queste storie affascinanti e paradossali.

Endrick, con l’esperienza a Lione ha rimesso il suo nome nella mappa, riabilitando la sua stagione e forse il suo futuro. Dal giorno alla notte: 8 gol e 8 assist in Francia, a fronte di 21 presenze, contro un bottino da 3 partite giocate (più precisamente, 99 minuti) al Real Madrid. Ciliegina sulla torta, la convocazione al Mondiale che è diretta conseguenza di quelle giocate impressionanti e di quell’energia ritrovata lontano dal buco nero della “Casablanca”, che attualmente attrae soltanto negatività.

Ayoub Bouaddi è il faro del Lille, il perno centrale, il primo costruttore e anche un leader di carisma e temperamento. Cosa c’è di strano in tutto questo? Che stiamo parlando di un 18enne, che ha esordito in Ligue 1 a 16 anni e 1 giorno e che ha alle spalle ben 96 partite giocate in prima squadra. Precocità, ma anche simbolo di un talento che supera ogni preconcetto, rendendo un classe 2007 la colonna portante di una squadra da Champions League.

Di Max Dowman si è detto molto: ha vinto la Premier League e qualche ora dopo era seduto sui banchi di scuola. È il più giovane marcatore della storia del campionato inglese, ora anche il più giovane a vincerlo. E potrebbe aggiungere alla sfilza di record di sua proprietà, anche quello di precocità nella vittoria del Golden Boy.

Concludiamo con una coppia di nomi molto intrigante, perché potrebbero depotenziare a vicenda la propria candidatura. Potrebbe essere l’anno di Pau Cubarsì? L’ennesima stagione da perno difensivo del Barcellona, con 48 partite all’attivo, Scudetto e Supercoppa in bacheca, potrebbe farci propendere per il “sì”. Ma tutto dipende da Zaire-Emery e dai Mondiali. In particolare, il 2006 è ancora in corsa per la Champions League, e se dovesse vincerla da protagonista sposterebbe l’ago della bilancia dalla sua parte. Insomma, tutto ancora aperto, con una consapevolezza: il calcio che verrà è in buone mani.

Luca Ottaviano

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