Idee & Consigli
La nuova Italia di Mancini: da Cissè a Romano, i giovani che possono prendersi la Nations League
Roberto Mancini è tornato sulla panchina dell’Italia con una necessità evidente: allargare la base della Nazionale e accelerare il ricambio generazionale senza trasformare ogni convocazione in un esperimento. Le prossime partite di Nations League contro Belgio, Turchia e Francia rappresentano per questo un passaggio particolarmente interessante. Il commissario tecnico deve ottenere risultati, ma nello stesso tempo ha l’occasione di cominciare a costruire l’Italia dei prossimi anni.
La lista definitiva è attesa per il 18 settembre e dovrebbe essere particolarmente ampia, anche perché gli Azzurri saranno chiamati a disputare quattro incontri in undici giorni: Belgio il 25 settembre, Turchia il 28, Francia il 2 ottobre e ancora Turchia il 5 ottobre.
Il vero tema, quindi, non è capire se Mancini inserirà dei giovani, ma quanti ne porterà immediatamente nella Nazionale maggiore. La contemporanea necessità dell’Under 21 di Silvio Baldini di preparare lo spareggio con la Polonia per l’accesso alle Olimpiadi suggerisce infatti una rivoluzione controllata. Alcuni talenti resteranno presumibilmente con gli Azzurrini, mentre altri potrebbero ricevere subito una promozione.
Cissè è il nome che sta bruciando le tappe
Se esiste un giovane che sembra essersi guadagnato la convocazione soprattutto attraverso il campo, quello è Alphadjo Cissè. Il classe 2006 del Milan ha cominciato la stagione dimostrando una capacità non comune di incidere immediatamente ad altissimo livello.
Dopo l’esperienza al Catanzaro, il Milan lo ha riportato alla base e Ruben Amorim non ha esitato a utilizzarlo. Cissè ha risposto segnando contro il Torino alla prima giornata e ripetendosi contro la Juventus, partita nella quale è entrato dalla panchina e ha trovato il gol pochi minuti dopo. Il club rossonero lo ha anche premiato come MVP della gara dello Stadium.
È un profilo particolarmente interessante per Mancini perché non è facilmente incasellabile. Può giocare sulla trequarti, partire più largo oppure muoversi da centrocampista offensivo, garantendo corsa, strappi e capacità di attaccare la porta. Ha inoltre già attraversato praticamente tutte le selezioni giovanili italiane.
In una Nazionale che vuole tornare al 4-3-3, la sua duttilità potrebbe diventare un vantaggio. Tra tutti i debuttanti potenziali, Cissè appare oggi uno dei candidati più forti.
Romano ha scelto l’Italia e Mancini può convocarlo subito
Un altro dossier ormai risolto riguarda Alessandro Romano. Nato in Svizzera, cresciuto calcisticamente anche nella Roma e oggi al Cagliari, il centrocampista classe 2006 aveva precedentemente rappresentato le selezioni giovanili elvetiche.
La FIGC si è però mossa con decisione e Romano ha scelto l’Italia. La FIFA ha ufficialmente autorizzato il cambio di nazionalità sportiva, rendendolo immediatamente convocabile da Mancini.
Non si tratta soltanto di una scelta in prospettiva. Romano si è già fatto notare in Serie A, anche grazie allo splendido gol realizzato contro il Parma all’inizio della stagione. È un centrocampista moderno, capace di dare dinamismo ma anche qualità alla manovra, caratteristiche preziose per una Nazionale che negli ultimi anni ha spesso faticato a trovare alternative agli uomini già consolidati.
La sensazione è che Mancini voglia portarlo immediatamente nel gruppo. Anche perché convocarlo significherebbe cominciare a integrarlo in un reparto nel quale Barella e Frattesi rappresentano ancora riferimenti importanti, ma dove la concorrenza per il futuro è completamente aperta.
Inacio, il talento del Borussia che l’Italia conosce già
Tra i nomi più affascinanti c’è quello di Samuele Inacio, classe 2008 del Borussia Dortmund. Nato a Bergamo e cresciuto nel settore giovanile dell’Atalanta, Inacio si è trasferito in Germania nel 2024 e ha cominciato molto presto ad affacciarsi al calcio dei grandi.
Seconda punta, trequartista o attaccante mobile, possiede caratteristiche tecniche differenti rispetto a molti altri giovani italiani. Il Borussia lo ha fatto debuttare in Bundesliga e Inacio ha già trovato anche il gol nel massimo campionato tedesco. Con le selezioni azzurre giovanili, invece, è stato protagonista anche a livello internazionale, chiudendo da capocannoniere l’Europeo Under 17 del 2025 con cinque reti. A giugno ha inoltre già debuttato nella Nazionale maggiore.
Mancini potrebbe inserirlo nuovamente nel gruppo proprio per accelerarne la crescita. A diciotto anni sarebbe naturalmente prematuro assegnargli responsabilità eccessive, ma allenarsi stabilmente con la Nazionale maggiore può rappresentare un passaggio fondamentale.
Reggiani è pronto, ma l’Under 21 può avere la precedenza
Sempre da Dortmund arriva Luca Reggiani, difensore centrale classe 2008 cresciuto nel Sassuolo. Il suo sviluppo è stato rapidissimo: trasferimento in Germania a sedici anni, debutto in Bundesliga, apparizione in Champions League e primo contratto professionistico.
Parliamo di un centrale di 1,94 metri, forte nel gioco aereo ma interessante soprattutto perché non è soltanto un difensore fisico. Reggiani possiede personalità nella gestione del pallone e nella costruzione dal basso, requisito ormai fondamentale per giocare ad alto livello. A giugno ha già esordito in Nazionale maggiore nella partita contro la Grecia.
La sua assenza dalla prossima lista, però, non rappresenterebbe necessariamente una bocciatura. Mancini e Baldini devono infatti coordinare le convocazioni e Reggiani appartiene al gruppo che dovrebbe essere lasciato prevalentemente all’Under 21 per l’importante appuntamento olimpico. Lo stesso discorso può riguardare Filippo Mané, Comuzzo, Chiarodia e altri giovani difensori.
Doumbia può essere la vera sorpresa di Mancini
Meno conosciuto dal grande pubblico italiano, ma ormai entrato con decisione nei radar dello staff azzurro, è Issa Doumbia. Il centrocampista dello Sporting CP è uno dei giocatori osservati personalmente da Mancini e le indicazioni arrivate dal suo avvio di stagione sono state molto positive.
Il fatto che il commissario tecnico abbia deciso di seguirlo direttamente rappresenta già un indizio importante. Secondo le indiscrezioni sulla lista in preparazione, Doumbia è tra i calciatori con maggiori possibilità di ricevere una chiamata.
È esattamente questo genere di ricerca che può ampliare il bacino azzurro: non limitarsi ai giovani già titolari nelle principali squadre italiane, ma seguire sistematicamente anche quelli cresciuti o affermatisi all’estero.
Liberali, talento purissimo in attesa di spazio
Mattia Liberali appartiene invece alla categoria dei giocatori che tutti conoscono da tempo, nonostante abbia soltanto diciannove anni.
Dopo essere cresciuto nel Milan ed essersi messo in evidenza con il Catanzaro in Serie B, dove nella scorsa stagione ha raccolto 24 presenze, tre gol e quattro assist, il trequartista mancino si è trasferito al Como.
Fabregas lo sta inserendo gradualmente: nelle prime giornate di Serie A ha raccolto minuti dalla panchina, ma il talento non è in discussione. È un calciatore capace di ricevere tra le linee, creare superiorità e trovare l’ultimo passaggio, caratteristiche non abbondanti nel panorama italiano.
Una convocazione di Mancini avrebbe soprattutto un valore progettuale. Liberali potrebbe non essere ancora pronto per diventare immediatamente protagonista della Nazionale, ma inserirlo nel nuovo ciclo significherebbe investire su uno dei giocatori tecnicamente più promettenti della sua generazione.
Cacciamani e Lulli, due esterni che possono approfittare della situazione
Le fasce rappresentano uno dei settori nei quali Mancini sta cercando alternative. Per questo salgono le quotazioni di Alessio Cacciamani ed Emanuele Lulli.
Cacciamani, classe 2007 del Torino, ha già cominciato a trovare spazio in Serie A dopo l’esperienza alla Juve Stabia. Alla prima giornata è partito titolare contro il Milan, restando in campo per 81 minuti. La sua capacità di interpretare tutta la fascia lo rende particolarmente interessante in un calcio nel quale gli esterni devono ormai saper giocare con moduli differenti.
Lulli, anch’egli classe 2007, è invece cresciuto nella Roma ed è stato inserito anche nella lista Champions della squadra di Gasperini. Mancini lo tiene sotto osservazione soprattutto perché le alternative italiane sulle corsie non sono numerosissime.
Tra i possibili giovani convocati resta inoltre Michael Kayode, ormai più esperto rispetto agli altri nomi della nuova generazione e indicato come uno dei pochi elementi che Mancini potrebbe sottrarre all’Under 21.
Palma e Tresoldi: due situazioni differenti da aspettare
Non tutti i giocatori seguiti dalla FIGC saranno immediatamente disponibili. Matteo Palma, difensore classe 2008 dell’Udinese, ha giocato con le selezioni giovanili tedesche e non ha ancora effettuato una scelta definitiva tra Germania e Italia. Inoltre un problema muscolare dovrebbe tenerlo fuori fino alla fine di settembre.
Ancora più particolare è la situazione di Nicolò Tresoldi. L’attaccante del Club Brugge aveva inizialmente aperto alla possibilità di rappresentare l’Italia, ma successivamente ha deciso di proseguire almeno per il momento con la Germania Under 21. La porta azzurra non è necessariamente chiusa per il futuro, ma non dovrebbe essere lui una delle novità di questa tornata.
Da Vergara a Raimondo, la lista dei candidati resta lunga
La ricerca di Mancini non termina con i nomi più pubblicizzati. Antonio Vergara è stabilmente seguito dallo staff azzurro e rappresenta un’altra soluzione tecnica per il centrocampo offensivo. Niccolò Pisilli e Francesco Pio Esposito, invece, possono ormai essere considerati qualcosa di più di semplici prospetti: fanno parte del gruppo di giovani che stanno progressivamente conquistando spazio anche ai livelli più alti.
Da monitorare anche Antonio Raimondo. L’attaccante del Frosinone ha cominciato la stagione con quattro gol nelle prime tre giornate, numeri che non sono passati inosservati allo staff della Nazionale. Occhi pure sul laterale Costantino Favasuli, che nelle due partite finora giocate con il il Napoli ha già dimostrato di valere.
Ci sono poi Leoni, Mané, Chiarodia, Ahanor, Koleosho, Fini e Venturino. Non tutti entreranno immediatamente nella Nazionale maggiore perché molti saranno fondamentali per l’Under 21, ma il dato più interessante è proprio la quantità di profili finalmente a disposizione.
Mancini non sembra intenzionato a cancellare improvvisamente la vecchia Italia. Bastoni, Calafiori, Dimarco, Barella, Tonali, Frattesi, Kean e gli altri uomini già consolidati continueranno a costituire l’ossatura della squadra. La novità dovrebbe essere piuttosto la creazione di una seconda linea molto più giovane e competitiva.
La Nations League nell’ambito delle scommesse sportive
La UEFA Nations League potrebbe quindi rappresentare per la Nazionale un trampolino di lancio verso il riscatto, dopo l’ennesima brutta figura rimediata prima del Mondiale. Una competizione che, negli anni, ha suscitato sempre crescente interesse tra appassionati e utenti. Per aiutare nell’orientamento tra quote, pronostici e non solo, i comparatori di quote rappresentano lo strumento più importante.
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