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Cacciamani sulle orme dei grandi esterni di Gasp: perché sarebbe un grande “sì”
Alessio Cacciamani è finito nel mirino della Roma: Gasperini vuole rifarsi il look sulle fasce, dove ha dominato per anni.
Gasperini e gli esterni: una storia destinata ad avere un nuovo capitolo?
Gian Piero Gasperini e gli esterni di fascia: probabilmente, il sodalizio più importante nella storia recente del calcio italiano. A Bergamo, il tecnico ha ridefinito le logiche, ha portato un nuovo modello di riferimento. Il suo 3-4-2-1 ibrido, mostrava i muscoli soprattutto sulle corsie: passo, progressione, presenza in zona gol e atletismo. Con i suoi esterni, l’allenatore ha portato l’Atalanta in una dimensione che non aveva neanche mai sfiorato. E ora, quel paradigma sta cercando di inserirlo anche nella sua Roma: l’arrivo di Wesley ha dato freschezza e soluzioni in più, quello di Alessio Cacciamani darebbe ulteriore profondità e varietà ai giallorossi. Insomma, un treno è pronto a fare capolinea sul binario di sinistra, quello degli arrivi…
Cacciamani: l’erede di Gosens è italiano?
Negli anni in cui l’Atalanta cambiava status, passando da una medio-piccola ad un top club di Serie A, un fattore più degli altri aveva reso possibile questa metamorfosi. Gasperini infatti otteneva tanto dai suoi laterali, i cosiddetti “quinti di centrocampo”. Tanto da far entrare nel linguaggio comune e nell’immaginario collettivo di qualsiasi appassionato, la formula “da esterno ad esterno”. Non un mantra vuoto, ma una dichiarazione di intenti: i nerazzurri sulle fasce erano semplicemente martellanti. Un dominio senza soluzione di continuità, che si nutriva di elementi fondamentali: il più impattante è stato Robin Gosens, che ha collezionato 157 presenze ma ha superato la doppia cifra di gol in una stagione. 29 reti e 21 assist certificano un’incisività sotto porta da attaccante aggiunto.
Sulla scia del tedesco, anche Hans Hateboer (245 partite, 12 centri e 21 passaggi vincenti), Timothy Castagne (96 gare, 8 gol e 10 assist), Davide Zappacosta (115 presenze, 36 G/A complessivi) e Matteo Ruggeri (109 apparizioni, 2 gol e 10 assist). Insomma, la lunga tradizione degli esterni di Gasp ha sempre fatto la differenza nel suo modo di sviluppare calcio. Un ulteriore motivo per cui la scelta di andare forte su Alessio Cacciamani sembra quella giusta per la sua nuova Roma.
Corsa e senso della giocata: l’ex Juve Stabia può essere una spina nel fianco
Potremmo ripeterci, ma corriamo questo rischio: Alessio Cacciamani ha dimostrato nella scorsa stagione alla Juve Stabia di essere un cavallo di razza. Con Abate, il classe 2007 non è stato solo dominante, ma ha rappresentato il tassello imprescindibile in una squadra che puntava a ribaltare tutti i pronostici. Senza la sua corsa e la sua propensione offensiva, le “vespe” avrebbero avuto molta meno consistenza, specialmente nei playoff, quando il diciannovenne ha ingranato marce sempre più alte. All’andata del primo turno, è primo per tocchi in area avversaria (4), ha il 67% di duelli uno contro uno vinti ed è l’ultimo ad arrendersi all’epilogo del pareggio. Nella semifinale d’andata invece, è ancora più devastante: prepotente e decisivo, entra in entrambi i gol con 2 assist; in più, vince 8 uno contro uno su 11, dimostrando una volta di più la sua centralità negli schemi.
Caratteristiche che lo rendono, almeno sulla carta, perfetto per Gasperini: instancabile, ibrido tra esterno e ala d’attacco, la corsia è il suo terreno di caccia. Un arrivo che permetterebbe ai giallorossi di offrire al proprio allenatore una delle chiavi di lettura che più ama: potersi esprimere anche mandando dentro l’area i suoi quinti di centrocampo.
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