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Dalla Juve Stabia al Torino: perché Cacciamani può diventare un punto fermo di Abate
Alessio Cacciamani torna al Torino dopo il prestito alla Juve Stabia: in granata, ritroverà l’allenatore che lo ha lanciato in Serie B.
Il Torino prepara l’era Abate: Cacciamani diventa un punto fermo?
In granata, sono pronti al ritorno del figliol prodigo: Alessio Cacciamani, dopo un’annata spaziale in prestito alla Juve Stabia, farà il percorso inverso e vestirà nuovamente la maglia del Torino. E l’indizio principale sulla sua permanenza in prima squadra arriva dal prossimo allenatore. Non uno qualunque, bensì il suo mentore, colui che ne ha esaltato le caratteristiche durante la stagione 25/26. Con Ignazio Abate pronto a sedersi sulla panchina, il futuro del classe 2007 potrebbe essere come punto fermo di un “toro” che ha ancora il cartello “lavori in corso” all’ingresso del proprio centro sportivo.
Due scelte che vanno di pari passo: quando il futuro è legato ad un allenatore
Precisando come al momento non sia ancora ufficiale, l’arrivo di Ignazio Abate sulla panchina del Torino aprirebbe scenari molto incoraggianti, in particolare per un giovane di ritorno dal prestito. Inutile nascondersi: quello che ha fatto Alessio Cacciamani alla Juve Stabia non è per nulla scontato, ed è collegato a doppio filo con colui che ne ha esaltato al massimo il potenziale. L’atto secondo di un sodalizio tecnico e umano molto interessante, potrebbe regalare all’esterno classe 2007 un futuro in Serie A. Per restituire la dimensione del lavoro straordinario fatto da Abate su Cacciamani, bisogna snocciolare qualche dato: al suo primo anno tra i grandi, il diciottenne firma una stagione da 33 presenze in Serie B, arricchite da 2 gol e tantissime giocate irresistibili sulla corsia di sinistra.
La fascia diventa il suo territorio di caccia: Abate lo slega da qualche compito difensivo, e il 2007 comincia a sfrecciare con una continuità spaventosa. Ne risente in positivo la proposta offensiva delle “vespe”, più pungenti e penetranti grazie a quel treno che arriva sempre puntuale sul binario di sinistra.
Una off-season da urlo
Ai playoff, l’impatto è ancora più sorprendente: Cacciamani gioca con la leggerezza e la consapevolezza di un veterano; non ha bisogno di prendere le misure, sembra essere nato per i momenti in cui la posta in palio si alza. E più la pressione aumenta, più il volume delle sue giocate si fa più incontenibile per gli avversari.
Di conseguenza, non stupisce vederlo a proprio agio durante il primo turno: è la principale minaccia offensiva di una Juve Stabia leggermente appannata. Infatti, a fine partita è primo per tocchi in area avversaria (4), collezionandone di più di Okoro e Maistro (punta e trequartista), vince il 67% dei duelli uno contro uno, ma è più impreciso nella distribuzione (1 tiro fuori dallo specchio e 4 cross sbagliati). Così, Cacciamani decide di alzare ulteriormente il livello: nella semifinale d’andata, è semplicemente dominante. Una manifestazione di forza certificata da 2 assist, dagli 8 uno contro uno vinti su 11 tentati e da una presenza nell’area avversaria che diventa ingombrante nella testa dei difensori.
Sul primo assist confezionato, lo strappo su Ravanelli è impressionante, così come la lucidità nel leggere la superiorità creata e nel cercare l’appoggio sul dischetto, consegnando a Mosti un rigore in movimento. La seconda volta, affetta la difesa spezzando un raddoppio, poi la mette forte e tesa sulla testa di Okoro, che ringrazia e insacca. Insomma, ai playoff, Cacciamani ha giocato un altro sport.
Quanto conterà Abate nella crescita di Cacciamani
Lo ha già plasmato, mostrando al calcio italiano tutto il suo potenziale e favorendone l’ascesa. Adesso però, Abate ha un jolly in mano, da potersi giocare ai tavoli della Serie A. Perché un ragazzo che ha quelle sgasate e quei momenti di esuberanza atletica, nel massimo campionato potrebbe fare la differenza. E poi, c’è il background del tecnico a parlare per lui: dal Milan Primavera alla Juve Stabia, i giovani sono sempre stati una risorsa. Con l’U19 del “diavolo”, ha centrato una semifinale e una finale di Youth League, oltre ad aver riportato i rossoneri ai playoff dopo 6 stagioni di assenza. Da Zeroli a Scotti, passando per Camarda, Liberali o Simic: Abate ha messo le basi per la costruzione di ciò che sarebbe nato nel 2025 (con fortune alterne), ovvero il Milan Futuro.
E dopo aver plasmato esterni come Alex Jimenez (importante al Bournemouth prima delle ultime questioni spinose) e Davide Bartesaghi (titolare al Milan in prima squadra), lo ha rifatto ancora, consegnando al Torino Alessio Cacciamani. Un regalo che forse avrà fatto a sé stesso, visto il suo imminente approdo in granata.
Luca Ottaviano
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