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Tra caos dirigenziale e porte scorrevoli per i giovani: Milan col… Futuro in bilico

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Francesco Camarda

Milan, da Camarda a Comotto: il… Futuro con il presente appeso ad un filo

Al momento, l’unica certezza che gravita attorno all’orbita Milan è la sua totale confusione. Dalla Champions League sfumata, ad un vuoto comunicativo e dirigenziale ancora da colmare, concludendo con la gravissima assenza (al 13 giugno) di allenatore e direttore sportivo. E in questo frullatore di negatività, c’è spazio per un ingrediente in più: i giovani, che dovrebbero rappresentare il futuro (“nomen omen”, visto che è stata la denominazione scelta per l’Under 23) e che invece ora hanno il presente tutto da decifrare. In tanti rientreranno alla base dopo un’annata spesa altrove, cercando minutaggio consistente e qualche chance in prima squadra. Eppure, lo scenario non sembra incoraggiante…

Da Camarda a Comotto: teenager che hanno… paura del futuro

La tendenza, almeno dalle parti di Milanello, è abbastanza inquietante. Il progetto sportivo sembra essersi arenato, dopo una stagione conclusa con l’amarezza del sesto posto e l’addio di direttore sportivo, allenatore, direttore tecnico e amministratore delegato. Un’emorragia ancora aperta, a causa di un immobilismo abbastanza spaventoso da parte di una società che ora avrebbe bisogno di molte figure tutt’oggi vacanti. Per questo, sembra spontaneo chiedersi cosa accadrà ora a quei ragazzi che, fino a due mesi fa, sognavano di rientrare al Milan per restarci e, chissà, giocarsi le proprie carte in Champions League. Tutto spazzato via in un battito d’ali, e subentra un fisiologico timore per quello che verrà.

In particolare, i casi da analizzare sono 4: Francesco Camarda, Christian Comotto, Kevin Zeroli e Alphadjo Cissé. I “quattro volti della paura”, di chi non sa cosa si trova al di là della linea dell’orizzonte. Procediamo per gradi.

Camarda, il Milan ci crede ancora?

Da “wonderkid” frantuma-record a ragazzo da riabilitare: la parabola in lieve flessione di Francesco Camarda è il simbolo di tutto ciò che non è andato nella gestione del talento giovane da parte del Milan nell’ultimo triennio. Nel novembre 2023, il classe 2008 era autore dell’esordio più giovane nella storia della Serie A (a 15 anni e 260 giorni). A giugno 2026 però, quei segnali di predestinazione non hanno ottenuto continuità, e il suo processo di crescita si è arrestato. Alla brusca frenata ha contribuito lo snobismo di una prima squadra che lo ha usato soltanto come simbolo, non regalandogli il contesto giusto per brillare. Basti pensare che ha vestito soltanto 16 volte la maglia rossonera “dei grandi”. In più, l’annata al Lecce (23 presenze, 1 gol e 1 assist) ha soltanto contribuito a congestionare il suo percorso. Ora, a 18 anni il talento del vivaio è nuovamente nel limbo tra permanenza e un nuovo prestito.

Comotto, Bologna alla finestra, ma venderlo sarebbe un errore

Mesi fa avevamo anticipato dell’interesse del Bologna per un ragazzo che sembra uscito da un’altra epoca. Capello lungo anni ’70, nessuna arroganza ostentata, solo tanto calcio e un’indole da mezz’ala “box to box” inglese degli anni ’90. Ma sotto la confezione di un “rocker” mancato, ci sono le fragilità di un classe 2008 che tornerà dal prestito allo Spezia con più dubbi che certezze. Comotto ha concluso bene il proprio anno (almeno a livello individuale), collezionando 28 presenze in Serie B e dando segnali di puro talento. Ora, il Milan deve prendere una decisione: questi impulsi andranno incanalati verso la prima squadra, o funzioneranno come calamita per opportunità di mercato? Nel secondo caso, sarebbe una grande chance sprecata…

Zeroli, la “cura Abate” lo ha davvero revitalizzato?

Se dovessimo giudicare la sua stagione solo dalla prima parte, faremmo fatica a trarre aspetti positivi. A Monza, Kevin Zeroli era relegato a comprimario, mentre nella Juve Stabia di una sua vecchia conoscenza ha ritrovato smalto. Ignazio Abate sa come sfruttarlo, d’altronde è soltanto” il giocatore che ha impiegato di più in carriera (81 partite). E questo rapporto speciale tra il tecnico e uno dei suoi pupilli dai tempi del Milan Primavera, è stata la chiave per sbloccare il classe 2005. Da gennaio in poi ha messo insieme 7 presenze da titolare consecutive, prima di un problema fisico che lo ha tenuto ai box fino all’8 maggio. Ma nei playoff, Abate lo ha rilanciato: 3 partite giocate e il gol decisivo al primo turno contro il Modena. Un graffio che dimostra che il 21enne sa tirare fuori gli artigli. Sarà stato abbastanza per tornare al Milan da protagonista?

Cissé, dopo l’infortunio ci sono tanti dubbi

Alphadjo Cissé è l’esempio di come la carriera di un calciatore possa cambiare nel giro di un “amen”. Partenza a razzo, con 6 gol nelle prime 22 presenze con il Catanzaro. Poi, lo strappo ai tendini degli adduttori della coscia destra, con conseguente operazione e riabilitazione molto delicate. Per questo, il classe 2006 arriverà a Milanello con il peso dell’incertezza dovuta ad un infortunio grave e ad un cartellino pesante per un diciannovenne (8 milioni di euro). Il futuro quindi, riserva molta incertezza.

Luca Ottaviano

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