L’intervista a Michael D’Eramo

“A volte sembra la fine della strada ma spesso è solo una curva sul tuo cammino”. Un cammino che Michael D’Eramo ha percorso con cura, passo dopo passo, salita dopo salita, osservando il meraviglioso panorama conquistato al termine del suo incredibile viaggio. Una storia di tenacia e stoicismo, di un giocatore capace di affrontare a testa alta le difficoltà e costruirsi un futuro con sacrificio e duro lavoro. Lo Spezia il suo presente: il gol all’esordio con la Primavera è un biglietto da visita che fa ben sperare per il prosieguo della stagione. In esclusiva ai microfoni di MondoPrimavera.com, D’Eramo ha svelato tutte le curiosità sulla sua giovane carriera, in una linea del tempo che ci ha portato dal passato, al presente per poi concludere con il futuro.

Allora Michael, quando è iniziata la tua passione per il calcio e chi te l’ha trasmessa?

“Il calcio è sempre stata la mia passione, fin da piccolo. Ho iniziato all’età di 5 anni grazie soprattutto a mio padre, che è stato anche lui un giocatore ai suoi tempi a livello di Seconda e Terza Categoria”.

Quali sono state le tappe della tua giovane carriera calcistica?

“Ho iniziato nella squadra della mia città, il Perano Calcio. Lì mi sono trovato benissimo con il mister, Daniele Buceri, che ho seguito l’anno successivo al Paglieta. Si era creato un bellissimo rapporto con lui, anche con la mia famiglia. Il nostro percorso insieme è proseguito anche al Lanciano, che è stato un trampolino di lancio importante per il mio approdo al Pescara, squadra nella quale ho militato per tre stagioni. A Pescara c’erano tre gruppi: A, B e C. Io ero nel gruppo B, e quando è arrivato il momento di unire queste tre formazioni ho deciso di trasferirmi al Renato Curi Angolana nella provincia abruzzese. La tappa successiva della mia carriera è il Vicenza. Lì mi sono trovato benissimo, ed è stato importante perché è stata la mia prima esperienza lontano da casa. Al momento del passaggio in Primavera, però, non sono stato confermato e mi sono trovato senza squadra. È arrivata poi la chiamata dell’Avezzano: due anni e mezzo in biancoverde ed ora lo Spezia è il mio presente”.

Quali sono i tuoi ricordi legati all’esperienza all’Avezzano?

“Sono arrivato da svincolato per fare inizialmente la Juniores. Era il 30 agosto e la prima squadra aveva già disputato il primo turno di Coppa Italia. Durante un’amichevole con la Juniores contro una selezione locale, il mister Pino Tortora e il direttore sportivo Stefano De Angelis mi hanno notato e mi hanno portato subito in prima squadra. Quell’anno ho totalizzato 29 presenze e due gol da fuoriquota alla prima stagione con i grandi. Ho avuto la fortuna di trovare un allenatore che dava tanto spazio ai giovani e infatti ringrazia lui e il direttore per la fiducia che hanno risposto in mefin da subito. Lo scorso anno ho disputato quasi tutte le partite sotto la guida di Federico Giampaolo, andando a segno otto volte. Io ho sempre fatto la mezz’ala, ma con il nuovo allenatore siamo passati ad un 4-2-3-1 e mi ha spostato a fare l’esterno a sinistra. Mi sono trovato molto bene e il mister mi ha dato tanti consigli utili avendo giocato sempre in quel ruolo. Chi meglio di lui poteva aiutarmi? A fine allenamento si metteva vicino a me e mi dispensava tante indicazioni preziose. Ringrazio lui per i miglioramenti e le soddisfazioni della scorsa stagione”.

Il tuo presente adesso si chiama Spezia. Quali sono state le tue sensazioni al tuo arrivo?

“Sono stato contentissimo della chiamata dello Spezia. È stata una grande soddisfazione per il duro lavoro fatto negli ultimi anni. Nonostante non sia stato confermato al Vicenza, non mi sono mai scoraggiato e ho continuato a lavorare. Per me era una sconfitta, ma adesso sono felicissimo per questa soddisfazione mia e per la mia famiglia”.

Poi è arrivato subito un gol decisivo per la Primavera contro l’Hellas Verona. Il modo migliore per iniziare l’avventura in bianconero…

“Sono contento sia a livello personale per il gol sia per la squadra che mi ha accolto nel migliore dei modi al mio arrivo. Ho trovato un ambiente fantastico, una famiglia. L’obiettivo della squadra è fare bene partita dopo partita, raccogliere più punti possibili per rimanere nella zona play-off. Ci sono tante partite ancora, e ce la metteremo tutta per raggiungere il nostro traguardo”.

Di gol, pur avendo una giovanissima età, ne hai realizzati già tanti. Se dovessi sceglierne uno in particolare, per bellezza ed importanza in quella partita, quale ti viene in mente?

“Probabilmente il primo gol realizzato con i grandi contro il Monterosi: scarico della punta e tiro dai 30 metri che si è insaccato sul secondo palo. È stata una grande gioia per aver ripagato la fiducia del mister e di tutta la società. Aspettavo da tanto quel momento”.

Due anni fa, inoltre, è arrivata una soddisfazione personale per te. Sei stato convocato con la Rappresentativa Nazionale Serie D per disputare la Viareggio Cup. Che esperienza è stata?

“È stata un’esperienza unica e irripetibile. Eravamo un bellissimo gruppo, in cui tutti cercavano di fare bene. Abbiamo superato la fase a gironi ed è stato un traguardo importante, poi sfortunatamente siamo stati eliminati dalla Juventus con il risultato di 3-1. I ragazzi li sento ancora, per sapere come sta andando la loro carriera e tenerci  in contatto”.

Tutti noi, sin da piccoli, siamo cresciuti con il mito di un calciatore che sul rettangolo verde cercavamo sempre di imitare. Qual è stato o qual è il giocatore tutt’ora a cui ti ispiri?

“Quando giocavo a centrocampo ai tempi del Pescara, andavo sempre allo stadio per vedere le magie in campo di Verratti, Insigne ed Immobile. Sono cresciuto seguendo le movenze in campo di Verratti e ora, nonostante abbia cambiato posizione, continuo a seguire il suo modo di giocare e ad ispirarmi a lui”.

Quali sono infine i tuoi sogni e le tue aspirazioni per il futuro?

“Devo sicuramente migliorare giorno dopo giorno perché qui è un’altra realtà. È un ambiente importante, con ritmi differenti, ma allenandomi con gente così forte posso guardare il loro modo di lavorare per migliorare quotidianamente. Dai più grandi ammiro la loro professionalità fuori dal campo, e la loro determinazione e fame di non accontentarsi mai dentro dal campo. Il mio obiettivo è quello di centrare l’esordio”.

Si ringraziano per la disponibilità a noi offerta lo Spezia Calcio e Michael D'Eramo