Youth League
Inter-Club Brugge, le pagelle dei nerazzurri: Breda è un muro, Carrara illude, El Mahboubi è imprendibile
Tutti i voti nelle pagelle dell’Inter dopo il pareggio contro il Club Brugge, seconda giornata della League Phase della Youth League.
Youth League, le pagelle dell’Inter dopo la gara contro il Club Brugge
Ci sono pareggi che sanno di occasione persa, di quelle che lasciano l’amaro in bocca anche quando il calcio ti ricorda quanto possa essere crudele. L’Inter di Bigica parte a razzo, con Carrara che dopo appena 26 secondi fa esplodere il pomeriggio nerazzurro, e costruisce un primo tempo in cui il raddoppio sembra davvero nell’aria. La traversa di Breda è soltanto l’ennesimo appuntamento mancato con il gol. Poi, nella ripresa, le energie calano, il Club Brugge prende coraggio e all’87’ Da Silva gela il Konami Center. Finisce 1-1, con la sensazione per i nerazzurri di aver lasciato per strada due punti. Di seguito le pagelle dell’Inter.
Le pagelle
Farronato 6: guida la retroguardia con tranquillità. Non deve sporcarsi i guantoni con interventi miracolosi e sul gol di Da Silva può fare ben poco.
Lissi 6: buona la prima in Youth League per il classe 2008, che approccia la sfida con personalità soprattutto quando c’è da difendere. Interventi puntuali e attenzione, mentre in avanti si concede ancora qualche timidezza. Ma la strada è quella giusta: un passo alla volta, senza paura. Dal 74′ Evangelista S.V.
Breda 7: un muro, con tanto di beffa incorporata. Dietro non passa nemmeno l’aria, davanti sfiora la gioia personale stampando sulla traversa una conclusione che avrebbe meritato miglior sorte. Comanda, chiude, lotta. Tra i migliori in campo, con la sfortuna di chi fa tutto bene e resta a secco.
Mackiewicz 6,5: meno copertine, stessa sostanza. Lavora nell’ombra, si completa alla perfezione con Breda e contribuisce a tenere a bada gli attaccanti belgi per buona parte della gara.
Rocca 6,5: attento dietro, intraprendente quando si apre uno spiraglio per affacciarsi nella metà campo avversaria. Qualche progressione interessante e la voglia di non limitarsi al compitino. Dal 65′ Peletti 6: si mette subito a disposizione della squadra, senza strafare ma anche senza concedere sbavature particolari.
D’Agostino 6: cuore e polmoni al servizio della squadra. Corre, lotta e si sacrifica, mettendo spesso il lavoro sporco davanti alla gloria personale. Non sempre riesce a lasciare il segno con il pallone tra i piedi, ma il calcio è fatto anche di chilometri silenziosi e maglie sudate. Dal 74′ Moranduzzo S.V.
La Torre 6,5: il direttore d’orchestra nerazzurro. Detta i tempi, cuce il gioco e tiene in ordine il traffico in mezzo al campo, dando ritmo e geometrie alla manovra interista. Non si limita a smistare palloni: quando vede lo spazio, prova anche a mettersi in proprio.
Putsen 6: non è la versione scintillante a cui ci ha abituati, ma nemmeno una giornata da dimenticare. Alterna qualche giocata meno precisa a momenti di buon lavoro per la squadra, senza riuscire a prendersi la scena. La sufficienza è, comunque, meritata. Dal 65′ Kartelo 5,5: non riesce a dare quella scossa che serviva nel finale per tenere in mano la partita. Fatica ad entrare nel vivo del gioco e non lascia un’impronta significativa nella gara.
El Mahboubi 7: un motorino con il turbo! Salta l’uomo, inventa, accende la manovra e mette costantemente in apprensione la difesa belga. Suo l’assist per il vantaggio di Carrara, ma ridurre la sua partita ad un passaggio vincente sarebbe un delitto calcistico. Vivace, imprevedibile, sempre dentro la partita: una spina nel fianco lunga novanta minuti.
Carrara 7: ventisei secondi, un pallone da spedire in rete e il killer instinct di chi con il gol ha un appuntamento fisso. La sblocca da centravanti vero, facendosi trovare al posto giusto nel momento giusto, e poi si mette al servizio della squadra, lavorando anche lontano dall’area. Un altro timbro, un’altra conferma.
Vukaj 6,5: ci prova, ci riprova e, quando il pallone gli capita tra i piedi, cerca spesso la strada più diretta verso la porta. Si prende la responsabilità di tentare la conclusione più volte, senza però trovare la giocata capace di trasformare l’intraprendenza in gloria. La voglia non manca, il coraggio nemmeno. Dal 83′ Franchi S.V.
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