Primavera 2BAvellino
Avellino, Spadoni ruba l’occhio in ritiro: la crescita del classe 2007 che ha convinto Nesta
La storia di Arthur Spadoni con l’Avellino è pronta ad un nuovo capitolo: l’attaccante sarà in pianta stabile in prima squadra.
Avellino, la crescita di Spadoni: il seme delle Under dà riscontri
A volte per trovare quello che si cerca non serve guardare oltre, basta semplicemente osservare ciò che si ha. Concentrarsi sul positivo e iniziare a sfruttarlo, per capire – prima o poi – che la ricerca è sempre stata più facile del previsto. La storia dell’Avellino con Arthur Spadoni sembrerebbe incanalarsi verso questa strada. L’attaccante, trasferitosi ai biancoverdi a titolo definitivo dopo 6 mesi in prestito nello scorso campionato, ora è pronto a diventare grande. Grazie ad un tecnico – Luigi Molino – che gli ha permesso di esprimere il proprio potenziale e ad un progetto – capitanato dal duo Nesta-Aiello – che intende svilupparlo del tutto: quello della prima squadra.
Spadoni, la nascita di un campione e le prime difficoltà
La storia di Arthur Spadoni comincia – seriamente – nella stagione 2024/2025. L’annata in cui l’attaccante classe 2007 è decisivo con il Torino nel campionato Under 18, in cui si rende protagonista segnando il gol Scudetto nella finale del campionato tra i granata e la Roma. Con un’incornata vincente nei tempi supplementari, a coronare un percorso fantastico terminato con 11 gol e 2 assist in 28 presenze. Tutto questo lasciava presagire un futuro roseo nei granata, con mister Francesco Baldini che – nella stagione successiva – l’aveva chiamato a sé per iniziare un percorso nella Primavera 1. Ma proprio quando tutto sembrava andare per il meglio, le fatalità hanno sovvertito l’ordine sperato. L’attaccante, infatti, non ha trovato il minutaggio sperato, ed è per questo che ha deciso di mettersi in gioco, in una categoria più in basso, con la maglia dell’Avellino. In Campania, grazie alla fiducia e ad un ambiente che lo ha accolto calorosamente, è riuscito a rendersi centrale come in quel torneo Under 18.
Avellino e Spadoni, una storia d’amore frutto di un colpo di fulmine
Giuliano Capobianco, responsabile del settore giovanile biancoverde, aveva ben capito quanto potesse spostare un calciatore con caratteristiche come le sue. Soprattutto in un contesto di gioco, quello di Molino, che si sposava perfettamente con le qualità del classe 2007. Attaccante di raccordo, con notevole propensione al gioco di squadra, Arthur Spadoni ha impattato notevolmente nel campionato di Primavera 2. Struttura fisica degna di nota, la quale lo aiuta nei duelli spalle alla porta, che gli permettono di aprire spazi ai compagni di squadra. Capacità di attaccare l’area di rigore, ma anche freddezza nei momenti clou. L’ex granata è un calciatore con una struttura fisica dominante ed un’intelligenza calcistica, nel compiere quel determinato tipo di gioco, che lo portano ad essere quasi sempre decisivo. La sua stagione – da gennaio in poi – infatti si è chiusa con 7 gol in 14 presenze (in 1196′): dunque un gol a referto ogni 170′ di gioco. Ed è questo, unitamente al carattere del ragazzo e alla sua qualità di lavoratore, che ha portato i biancoverdi a riscattarlo. Ma il lavoro paga e, infatti, la storia di Spadoni è pronta ad andare avanti nel nuovo organico affidato al neo mister dei Lupi, Alessandro Nesta.
Avellino, l’avvio di Spadoni in ritiro è da leccarsi i baffi: ma c’è da migliorare
Ad oggi, il libro di Spadoni è pronto ad addentrarsi in un nuovo capitolo: più probante, certo, ma ricco di soddisfazioni. L’attaccante è infatti stato aggregato al ritiro dell’Avellino in vista della nuova stagione. Ma non è tutto. Il direttore sportivo dei Lupi, Mario Aiello, in un’intervista a PrimaTivvù ha chiarito che il calciatore sarà in pianta stabile con la prima squadra, perché “crediamo che costruire patrimonio anche dall’interno sia la strada giusta”. Dunque il futuro di Spadoni ha subito un’accelerazione improvvisa: l’Avellino è pronto a concedergli maggiori responsabilità, ripagando il duro lavoro che il classe 2007 ha svolto. Ma conscio del fatto che ce ne sia ancora molto da fare per riuscire a mettere in mostra anche quel potenziale nascosto.
Nelle prime gare amichevoli della stagione, perciò, Spadoni è stato protagonista in campo: contro il Castel di Sangro (gara terminata 24-0 per i Lupi) ha agito da prima punta e in 45′ ha siglato una doppietta. Nessuna rete, invece, contro la Scafatese (gara vinta 3-1 dall’Avellino), ma tante indicazioni interessanti per mister Nesta. Con Spadoni capace di combattere e imporsi fisicamente nello scontro con i difensori avversari, giocando maggiormente spalle alla porta. Per lui anche una porzione di gara da sotto punta – nel 4-3-2-1 del tecnico ex Monza. In conferenza stampa, il Campione del Mondo 2006 lo ha definito “un ragazzo interessante”, precisando però che “deve diventare più cattivo”. La strada è dunque ancora lunga, ma ad oggi Spadoni può godersi – per un po’ – il panorama.
Credit foto: Ufficio Stampa Avellino
Continua a leggere le notizie di Mondo Primavera e segui la nostra pagina Facebook