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Udinese, si presenta Rodriguez: nuovo responsabile del settore giovanile

L’Udinese presenta José Rodriguez e il progetto con l’Università di Udine per innovare e rafforzare il settore giovanile.

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Udinese, nuova era per il vivaio: José Rodriguez alla guida

L’Udinese inaugura la stagione 2026/27 con un’importante svolta per il proprio settore giovanile. Il club bianconero ha infatti presentato il nuovo responsabile dell’area, José Rodriguez, e contestualmente ha illustrato un progetto sviluppato insieme all’Università di Udine, pensato per rafforzare il percorso di crescita dei giovani calciatori attraverso un approccio multidisciplinare.

L’obiettivo della società è quello di rinnovare profondamente il metodo di lavoro, puntando sull’innovazione, sulla valorizzazione del territorio e su una formazione sempre più completa, sia dal punto di vista tecnico che umano.

José Rodriguez porta il modello spagnolo a Udine

La scelta di affidare il settore giovanile a José Rodriguez rappresenta una precisa strategia da parte dell’Udinese. L’ex dirigente di Valencia ed Espanyol arriva in Friuli dopo un percorso maturato in uno dei contesti europei più riconosciuti nella formazione dei giovani talenti. Il club intende così introdurre nuove metodologie di lavoro, mantenendo forte l’attenzione verso i ragazzi del territorio ma rinnovando il percorso di crescita sotto ogni aspetto, con una filosofia orientata allo sviluppo individuale e collettivo.

Il progetto con l’Università di Udine

Accanto al nuovo responsabile è stato presentato anche il progetto nato dalla collaborazione con l’Università di Udine, inserito nell’accordo quadro firmato nei giorni scorsi. L’iniziativa prevede il coinvolgimento di figure accademiche specializzate, tra cui medici, fisioterapisti e nutrizionisti, che entreranno a far parte dello staff del settore giovanile.

L’intento è offrire ai giovani calciatori un ambiente ancora più qualificato per la loro crescita sportiva e personale. Mentre gli studenti e i professionisti dell’ateneo potranno fare esperienza diretta all’interno di una realtà calcistica professionistica, creando un percorso di reciproco arricchimento.

Collavino: “Stiamo creando un nuovo universo sportivo”

Il Direttore Generale dell’Udinese, Franco Collavino, ha spiegato la visione del club: “Lunedì scorso abbiamo presentato un protocollo di intesa con UniUd e una delle leve per cui nasce è offrire occasioni sul territorio ai giovani talenti. José Rodriguez proviene da una scuola conosciuta in tutto il mondo per il lavoro con i giovani e lo abbiamo scelto con l’idea di creare una nuova scuola di calcio con una particolare attenzione per il territorio. In Regione ci sono 16.400 tesserati nei settori giovanili e tra loro ci sono i Meret, Scuffet, Palma, Pafundi del futuro: abbiamo pensato a loro nello scegliere il nuovo responsabile. Innovazione, sinergia con la prima squadra, contatto diretto con l’Università: stiamo creando un nuovo universo sportivo, con grande impegno e amore per il territorio. Ringrazio Ermes Canciani e la professoressa Elena D’Orlando. Voglio ringraziare anche Angelo Trevisan, che ha ricoperto il ruolo di responsabile del settore giovanile per 19 anni, attraversando tante generazioni di calciatori”.

D’Orlando e Canciani: valorizzare il Friuli

Anche la professoressa Elena D’Orlando ha evidenziato il significato della collaborazione tra ateneo e società: “L’accordo tra Università di Udine e Udinese ha lo scopo di formalizzare l’alleanza tra due realtà che rappresentano l’identità del Friuli. Il nostro obiettivo è trasformare il Friuli in un laboratorio all’avanguardia per la valorizzazione dei talenti del territorio. Il legame tra Università e Udinese non nasce ora, ma con questo passo si proietta verso il futuro sulla base di valori condivisi e di tante iniziative già esistenti in cui le due realtà si supportano a vicenda. L’Università deve essere al fianco dell’Udinese nell’ambito del settore giovanile. La valorizzazione dei giovani è un nostro comune denominatore ed è un modo per permettere ai giovani di avere di nuovo fame di futuro. Non si tratta si investire solo sui talenti del calcio ma anche sul capitale umano e sociale del territorio”.

Sulla stessa linea anche il presidente del Comitato Regionale Friuli-Venezia Giulia LND-FIGC, Ermes Canciani: “Negli ultimi anni si stava già consolidando una sinergia tra l’Udinese e il mondo dei dilettanti e ora credo si sia intrapreso finalmente un nuovo percorso. Un approccio diverso verso il territorio ci fa ben sperare. Dobbiamo ricordare che da questa terra sono usciti calciatori e allenatori che hanno dato lustro al calcio italiano. Noi come LND faremo il nostro e ci metteremo a disposizione, con l’obiettivo di fare diventare l’Udinese un modello. Dobbiamo valorizzare i nostri giovani e il nostro territorio, mi auguro che questa sia la base per un progetto comune”.

Rodriguez: “Ogni giocatore è un progetto”

Nel suo primo intervento da responsabile del settore giovanile, José Rodriguez ha illustrato la filosofia che intende portare a Udine: “Sono onorato di essere qui, prima di tutto voglio ringraziare la famiglia Pozzo per la fiducia, il direttore Collavino per avermi reso le cose semplici da quando sono arrivato e la mia famiglia con cui posso vivere questa esperienza insieme. Per me ci sono tre punti chiave. Il primo è lo scouting sul territorio, dobbiamo prendere i giocatori migliori e prenderli il prima possibile, per avere più tempo per lavorare con loro. Il secondo è che ogni giocatore è un progetto, ognuno ha dei bisogni diversi e con l’aiuto dello staff della prima squadra e dei responsabili di area dobbiamo personalizzare il lavoro, dentro e fuori dal campo”.

E continua: “Infine, il terzo è la formazione degli allenatori, io sono un uomo di campo e sono qui anche per formare i tecnici. Porto idee e metodologie dalla Spagna, dove nascono tanti giovani talenti. Vogliamo giocare un calcio più coraggioso, per sviluppare il talento a tutto tondo. Gli allenatori non devono avere paura della sconfitta, per noi l’importante è il processo, è grazie a questo che possiamo aumentare il numero di giocatori che arrivano nel calcio professionistico. Vogliamo essere il più vicino possibile alla prima squadra per imparare, capire come lavorano a quei livelli può essere importante per gli allenatori. Ci avvarremo dell’aiuto dei diversi dipartimenti della prima squadra per mantenere le stesse linee guida a tutti i livelli”.

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