Sampdoria
“Nel nome del padre e del figlio”: Martinelli-Pafundi e il legame con la famiglia Mancini
Martinelli-Pafundi e quel particolare legame con la famiglia Mancini: Roberto li ha portati in Nazionale, Andrea li ha riuniti alla Sampdoria
Martinelli-Pafundi e quel legame inossidabile con “i Mancini”
Proviamo a procedere con ordine: la notizia principale è quella dell’arrivo di Tommaso Martinelli alla Sampdoria, in prestito secco dalla Fiorentina. Il portiere classe 2006 ritrova un suo compagno di nazionale, Simone Pafundi, con cui condivide da tempo la scomoda etichetta di “predestinato”. Entrambi talentuosissimi, ma costretti a trovare il contesto giusto per la definitiva consacrazione. E soprattutto, entrambi legati a doppio filo con Roberto e Andrea Mancini…
La ricostruzione di un filo ininterrotto
Riavvolgiamo il nastro al 19 dicembre 2022, per molti un giorno come tanti. Roberto Mancini, allora tecnico dell’Italia, ufficializza i 66 nomi per uno Stage che avrebbe concluso l’anno. Tra questi, spicca Tommaso Martinelli, che si stava facendo notare con la Fiorentina Primavera e cominciava ad attirare i riflettori dell’opinione pubblica. È un ritiro a cui stranamente non partecipa un pupillo dell’ex CT della Nazionale, Simone Pafundi, che qualche giorno prima (precisamente il 16 novembre 2022) aveva trovato l’esordio ufficiale con la maglia azzurra. Per inciso, era diventato il più giovane debuttante in azzurro negli ultimi 50 anni. E dietro quell’evento che ha riscritto gli annali c’era sempre la firma del commissario tecnico, che vedeva in lui un potenziale portatore sano del cambiamento di mentalità che auspicava per il nostro movimento. “Prima Pafundi, poi tutti gli altri” era un mantra, che riecheggia oggi come un grido purtroppo inascoltato dai vertici del nostro calcio.
Tre anni dopo infatti, Martinelli e Pafundi si ritrovano nel mondo dei grandi, vestiranno la maglia della Sampdoria e sono due intuizioni di mercato che fanno capo sempre allo stesso cognome. È stato infatti Andrea Mancini (figlio di Roberto, nonché direttore sportivo dei blucerchiati) a portarli in Liguria, concretizzando nuovamente un sodalizio quasi metafisico, spirituale. Un vincolo di successione segnato dal talento, con un mentore che ha lanciato i primi segnali e un allievo che sta cercando di raccogliere gli spunti di riflessione lanciati dal padre.
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L’apprendistato con De Gea e i pali della Sampdoria
Sarà solo di passaggio a Genova, ma dovrà anche lavorare fin da subito per blindare la porta e una salvezza ancora tutta da giocare. La situazione della Sampdoria non è compromessa, ma è abbastanza complicata da decifrare. I blucerchiati sembrano essersi parzialmente ripresi dopo lo shock iniziale, con 2 punti nelle prime 6 partite e 9 gol subìti. Il quattordicesimo posto però, non è sinonimo di sicurezza: la zona playout è distante solo 1 punto, mentre la tenuta difensiva non è disastrosa ma racconta perfettamente il rendimento altalenante di quella che è la settima peggior difesa del campionato. Sono 25 le reti incassate dai ragazzi di Gregucci, che per cercare di invertire la tendenza si affidano al talento, l’istinto e le parate di Martinelli.
Ecco dunque l’occasione per mettere in pratica la serie di indicazioni raccolte in un anno e mezzo di apprendistato con De Gea. Circa 18 mesi in cui, da terzo portiere, ha raccolto 3 presenze in Conference con 1 clean sheet, rimanendo dietro le quinte ma imparando da uno dei principali attori del ruolo nel ventunesimo secolo. E a noi non resta che augurargli buona fortuna in questa avventura stimolante e intensa.
Luca Ottaviano
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