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Weekend da sogno per Nicolò Ferretti: dalle giovanili della Reggiana alla fascia da capitano in Primavera
Nicolò Ferretti, continua il sogno
Un disegno, una storia già scritta, o forse c’entra la predestinazione: alcuni sogni, sono più fattibili di altri, e spesso non è neanche colpa o merito di nessuno. Basta trovarsi nel posto giusto al momento giusto. Niente di più complicato, specialmente per chi quel momento giusto non ha la fortuna di trovarlo. Ebbene, la storia di Nicolò Ferretti ha un lieto fine, almeno per il momento. Un figlio di Reggio Emilia, che indossa la fascia da capitano della Reggiana: un’emozione fortissima, che il classe 2007 ha sperimentato sulla sua pelle lo scorso weekend.
Nicolò Ferretti, da Campegine con furore
Nato anagraficamente a Campegine, comune di poco più di 5000 abitanti e distante circa una trentina di chilometri, Nicolò Ferretti muove i suoi primi passi da calciatore nella Reggiana. Le porte di Villa Granata si aprono molto presto, per sua stessa ammissione “dalla quarta elementare”. E circa dieci anni dopo, lo troviamo in campo con la fascia da capitano della Primavera del club. Abbiamo delimitato i confini, gli estremi della storia, ma è tutto ciò che c’è in mezzo ad essere ancor più interessante. Nel 23/24 abbiamo i primi riscontri ai piani superiori: con l’Under 17 gioca 15 partite segnando anche 1 gol, e attirando per la prima volta i riflettori dell’U19. È con l’annata 24/25 che la scalata continua: in Primavera 2 colleziona 16 presenze, confezionando 1 assist e confermando buoni margini di miglioramento, in particolare quando agisce da esterno destro. La fascia infatti è il suo terreno di caccia: impiegato all’occorrenza anche da centrale difensivo o da laterale basso su entrambe le corsie, il diciottenne però ha trovato la sua dimensione sul binario di destra.
Si conclude così il suo apprendistato in Primavera: una stagione per rompere il ghiaccio, abituarsi ad una categoria più stimolante e prendere le contromisure ad un contenuto fisico e tecnico sicuramente più alto. L’anno si concluderebbe anche con una nota stonata: il playout con la Feralpisalò infatti, vedrebbe gli emiliani perdere nel doppio confronto. È la creazione dell’Union Brescia a graziare indirettamente i granata, che vengono ripescati e possono ripresentarsi ai blocchi di partenza del Primavera 2A nel 25/26.
Il riassunto della stagione
Passata la tempesta, c’è una breve schiarita all’orizzonte: l’estate regala un altro momento indelebile, per stessa ammissione di Nicolò Ferretti. La Reggiana sfida la Juventus, ed è l’occasione per il classe 2007 di varcare la soglia di uno dei centri sportivi più importanti d’Italia. Insomma, si parte con nuova linfa, tanto entusiasmo e voglia di rimettersi in carreggiata. Il 25/26 però, mostra un andamento ancora in fase di definizione: il 13 dicembre scorso contro la Sampdoria è arrivata la prima partita stagionale, ripetendo poi la settimana dopo contro l’Udinese. Eppure, è il 10 gennaio a rappresentare il picco massimo sul piano emotivo e tecnico: 90 minuti con la fascia da capitano sul braccio, in un pareggio interno con la capolista Como, molto prezioso in ottica classifica.
Una finestra aperta sul futuro, perché dà all’annata del terzino nuove prospettive. In un’intervista sui canali social del club, il diciottenne ha ringraziato tutti per l’opportunità di ricoprire il ruolo di leader in quella che ormai è la sua seconda casa. Ora però, serve continuità, con la consapevolezza che c’è tutto il girone di ritorno per aiutare i compagni a centrare la salvezza. Dando una veloce occhiata alla graduatoria infatti, possiamo notare come gli emiliani siano nuovamente nel tritacarne della zona retrocessione: 13 punti in 14 giornate (media di 0,92 a partita), momentaneo quattordicesimo posto ad una sola lunghezza dall’Udinese e dall’incubo playout.
Luca Ottaviano
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