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Modena-AlbinoLeffe, quando i risultati vanno a braccetto con la crescita dei giovani

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Primavera 2, Modena e Albinoleffe alle porte del Paradiso

A metà tra sogno e realtà, in quella zona d’ombra dove si annidano i pensieri più bui o dove si possono alimentare le ambizioni più impensabili. La finale playoff di Primavera 2 è l’ultimo tassello da inserire nel mosaico, ma per una tra Modena e Albinoleffe rappresenterà le Colonne d’Ercole, quel punto invalicabile, che blocca il pensiero e non lo fa andare oltre. Per questo, prima di conoscere il proprio destino, è giusto guardarsi indietro e dare valore al percorso che le ha portate fino a qui. Due pure outsider, che hanno rimescolato le carte del campionato e che ora hanno la possibilità di riscrivere gli annali.

Modena: la forza del gruppo

Per quanto riguarda i gialloblù, la sensazione è quella di trovarsi di fronte ad una chimica di squadra inossidabile. Il Modena arriva alle porte del Paradiso, ma vuole finalmente spalancarle e presentarsi nel “gota” del calcio giovanile. Dal 2016 ad oggi, questa è probabilmente la migliore chance per tornare in Primavera 1. L’obiettivo era dare continuità alla scorsa stagione, quando era arrivato un sesto posto; ma adesso, non si può ancora esclamare “missione compiuta”, nonostante il terzo posto in stagione regolare e la cavalcata fino alla finale playoff. Sarebbe un modo per scaricare la tensione, quasi per togliere peso e responsabilità in un momento in cui ci si gioca tutto. E questo gruppo ha dimostrato di saper stare nella sofferenza e di saper vivere nella pressione.

Dopotutto, c’è un’intera regular season a certificarlo: partenza contratta da 8 punti in 6 gare, poi l’accelerazione improvvisa con 5 vittorie consecutive a dare un senso diverso alla parte centrale del campionato. Il 2026 parte bene, i gialloblù accumulano consapevolezza nella propria forza e nonostante qualche scivolone, si presentano ruggendo alla off-season, con un’ultima porzione di torneo vissuta da imbattuti (7 partite senza perdere).

Da qui, comincia un altro tipo di narrazione: l’entusiasmo ottiene l’effetto contrario di bloccare i muscoli e la testa del Modena, che fatica a scrollarsi di dosso l’Avellino al primo turno. Determinanti i rigori: sale in cattedra Maran, che para un penalty; la sentenza la emette Yago Goulart, che segna il quinto tiro dal dischetto. Due protagonisti inattesi, che nel momento opportuno alzano i giri del motore e confezionano la vittoria. In semifinale, il Perugia spaventa andando in vantaggio nei primi venti minuti; nel quarto d’ora finale, gli emiliani danno fondo alle proprie risorse mentali e si prendono la rimonta di forza. Decisivi Lo Conte, che torna al golo dopo 2 mesi e 16 giorni di digiuno, e Diarra, diventato killer abitudinario nell’ultima fase del campionato (4 gol e 2 assist nelle ultime 7 presenze).

Albinoleffe: l’Outsider che ha pronto un altro sgambetto

L’assalto alla diligenza è un espediente tipico della grammatica del cinema western, ma riportandolo nel linguaggio del calcio, si può dire che l’Albinoleffe sta tendando un assedio a quelle squadre che in partenza erano date per assolute favorite. I bianco-azzurri vivono di sprazzi, non hanno avuto chissà quale regolarità in stagione, e hanno chiuso a -8 dal Modena in campionato. Eppure, sono proprio le schegge impazzite a calarsi perfettamente nel ruolo degli outsider. Hanno vissuto sempre all’ombra delle prime tre, ma hanno anche avuto il tempo di preparare la propria personale rivoluzione, lontano dai riflettori e dalle pressioni. E dopo aver seminato il panico, facendo della propria incostanza un punto di forza, si sono presentati al tavolo dei playoff come la principale minaccia di cui avere timore.

In campionato, hanno alternato strisce positive a profondi declini, passando con facilità da periodi in cui arrivavano anche quattro o cinque vittorie consecutive, a parentesi tanto buie da eclissare gli ottimi segnali raccolti in precedenza. Da goleade subìte a ganci in faccia restituiti con altrettanta potenza, e la fotografia fedele di questo andamento illeggibile sono i 47 punti raccolti, con differenza reti di -1 frutto di 58 gol fatti (secondo miglior attacco del campionato) e 59 subìti (seconda peggior difesa del torneo). Perché l’Albinoleffe è una squadra di estremi, che sa vivere nelle pieghe di questa eterna instabilità; proprio per questo, non stupisce l’andatura ai playoff.

Fatica e lotta infinita con il Pescara, steso solo dopo 7 calci di rigore; in Semifinale invece, manita al Lecco, un 1-5 senza storia ai secondi della classe. La quinta essenza dell’imprevedibilità, che andrà trasformata in un punto di forza anche in finale.

Luca Ottaviano

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