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Abate-Aquilani, due lati della stessa medaglia: il nuovo che avanza in Serie A

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Ignazio Abate

Abate-Aquilani, ventata di freschezza dalla Primavera alla Serie A

Con qualche anno di fatica alle spalle, ma soprattutto con un bagaglio di conoscenze adeguato. Abate Aquilani si apprestano a varcare la soglia della Serie A, diventando rispettivamente allenatori del Torino e del Sassuolo. Due carriere che hanno dei punti di contatto, e che dimostrano come la fiducia verso il talento dei giovani porta i suoi dividendi. Dai vertici della Primavera al massimo campionato italiano: simboli di visione, conoscenze e concetti nuovi.

Aquilani: la Serie A arriva… dalla porta sul retro

Metabolizzate le ultime scorie di un sogno sfumato a pochi centimetri dal traguardo, Alberto Aquilani sta comunque per arrivare in Serie A. Certamente non è l’epilogo che aveva sognato, con il Catanzaro che ha arrestato la sua folle corse in finale playoff, solo per la differenza reti. Eppure, la chance per il massimo campionato arriva “dalla porta sul retro”, e cioè dal Sassuolo orfano di Fabio Grosso. Il coronamento di un percorso partito da lontano, che ha fatto della valorizzazione del talento una parte molto consistente. Il tecnico romano ha infatti cominciato a farsi notare alla Fiorentina Primavera, ma non ha soltanto completato un buon percorso, ha riscritto la storia dell’Under 20 viola (e in parte anche del Campionato Primavera). Nessuno ha vinto quanto lui alla guida dei toscani, ma i trofei sono soltanto l’ultimo anello della catena.

In un triennio, ha conquistato 3 Coppe Italia consecutive 2 Supercoppe, e non sazio ha inserito all’interno della propria cavalcata anche una finale scudetto persa con il Lecce nel 2023. La sconfitta appunto: qualcosa da cui trarre valore perché è propedeutica ai successi, e soprattutto perché può essere trasformata in nuova linfa per ripartire. E in effetti, forse il miglior pregio di Aquilani è stato quello di sapersi trasformare ogni volta che arrivava una delusione.

E questa forza può arrivare soltanto dai concetti e dall’espressione di gioco: a Firenze, ha posto le basi per una transizione verso l’élite a livello di formazione, con uno dei settori giovanili più forti in Italia. A Pisa, lascia dopo un anno ma trova una salvezza tranquilla in Serie B. Infine, a Catanzaro va a centimetri da una delle più grandi imprese sportive recenti. Insomma, è sempre in bilico sul confine sottilissimo tra gloria e delusione, ma trova costantemente la forza di rialzarsi.

Da Liberali a Kayode: quanto talento plasmato dalle sue mani

Apriamo ora la parentesi sui giovani costruiti dal suo credo calcistico. Aquilani non si è mai nascosto: per lui, il talento è benzina per alimentare il motore di una squadra. Tra la Fiorentina e il Catanzaro, sono tanti i profili interessanti plasmati dal tecnico romano. A cominciare da Costantino Favasuli, suo pupillo (nonché il giocatore che ha allenato di più, per ben 107 partite) dai tempi della Primavera viola, che in Serie B si è preso la fascia destra e non l’ha più mollata. A Firenze, sono cresciuti sotto la sua ala profili come Michael Kayode (71 partite), Tommaso Martinelli (2006, di ritorno dal prestito alla Sampdoria) e Pietro Comuzzo (2005).

Al Catanzaro invece, ha favorito la crescita di Mattia Liberali: fantasista, classe 2007, reduce da una stagione da protagonista in B con 4 gol e 4 assist in 30 presenze. Con lui, da segnalare l’ottimo lavoro svolto su Gabriele Alesi (altro fantasista ex Milan, classe 2004), Felipe Jack (2006 di proprietà del Como, goleador nella finale playoff di ritorno) e Alphadjo Cissé (2006, prima dell’infortunio viaggiava a medie realizzative importanti da 6 gol in 22 presenze).

Abate, dalla Youth League al Torino

Come abbiamo detto all’inizio, le strade dei due allenatori convergono per molti aspetti. Uno di questi è la traiettoria iniziale, che parte sempre dalla Primavera. Nel caso di Abate, il lavoro splendido è a tinte rossonere: riporta il Milan ai playoff dopo 6 stagioni di assenza, mette le basi per la neonata Under 23 (che attingerà dal bacino di talento plasmato dall’ex terzino del “diavolo”) e soprattutto costruisce futuro. Ed eccoci arrivati ad un altro ponte di collegamento con Aquilani: tra i giocatori formati da Abate troviamo infatti Alesi Liberali, che più avanti verranno allenati dall’ex centrocampista. Oltre a questi, tanti altri hanno il marchio a fuoco della formazione del classe 1986: Francesco Camarda è il nome più eclatante, ma possiamo citare anche Kevin Zeroli, Davide Bartesaghi, Alex Jimenez e Jan-Carlo Simic.

Insomma, un lavoro che va oltre il semplice impiego sporadico di qualche ragazzo. Segnali incoraggianti, che arrivano da due piazze che possono affrontare il futuro con l’entusiasmo e la freschezza di due allenatori che si fidano del talento e lo valorizzano.

Luca Ottaviano

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