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Il Torino batte un altro colpo salvezza: il 2026 dei granata comincia alla grande

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esultanza Torino

Torino Yin e Yang: nel 2026 ha voltato faccia

Sulla coda di un 2025 piuttosto spento, il Torino aveva provato a cambiare passo. Qualche pareggio e la voglia di reagire al corso degli eventi, non piegandosi ad un destino che sembrava già scritto. Ma è con il 2026 che la storia sembra essere definitivamente cambiata: i granata incornano senza pietà. Ieri è arrivato un altro ruggito forte, capace di far allontanare (almeno per qualche ora) l’incubo del diciannovesimo posto.

L’entusiasmo di chi ha cambiato marcia e la consapevolezza di chi sa che non è finita

Nel Torino versione 2026 convivono due nature: quella più entusiastica, che si nutre degli ottimi risultati recenti per alimentare la rincorsa alla zona salvezza, ma anche quella più consapevole. Non è stato fatto nulla, eppure considerando il punto di partenza sembra che si parli di due stagioni diverse, perfino di due squadre diverse. I granata degli ultimi due mesi applicano alla perfezione l’equazione del “vincere aiuta a vincere”. Così, all’improvviso, un gruppo smarrito e con l’encefalogramma piatto, si riscopre energico, tenace e molto compatto. È quasi spaventoso il cambio di prospettive dal 6 dicembre in poi: una data che è quasi una spaccatura nella stagione dei ragazzi di Baldini. Una sliding door che divide in due tronconi questo intenso 25/26.

Le prime 13 giornate infatti, parlano di un “Toro” col morale a terra: soltanto 8 punti raccolti, 23 gol subìti e soprattutto 10 segnati, un dato che certificava la mancanza di freschezza e idee a livello offensivo. Nelle 6 uscite successive invece, tutto cambia: 10 punti, imbattibilità ancora in piedi, 2 clean sheet 12 reti segnate (media di 2 a partita). In pratica, il 55% dei punti in campionato e il 54% della produzione offensiva è condensato nel 31% delle gare disputate. Una serie di dati che danno profondità all’analisi su una metamorfosi totale. E con questo bilancio, i piemontesi hanno recuperato molto terreno: guardando infatti alle dirette concorrenti, sulla Cremonese nello stesso arco di tempo hanno guadagnato 7 punti; 7 lunghezze anche sul Frosinone; infine, 3 punti quelli recuperati sul Cagliari. 

Scatto salvezza: cosa manca e i nuovi leader dei granata

L’aumento dei giri del motore è ormai garantito dai risultati, ma non può prescindere dalla risalita di personalità forti, capaci di prendere consegne difficili e di recitare il ruolo di leader. Al di là del nome più inflazionato, che rimane quello di Tommaso Gabellini: è l’anima offensiva del “Toro”, ha segnato 6 reti, ma i granata stanno imparando anche a fare a meno del loro bomber, visto che nelle ultime 3 gare (in cui non c’era per squalifica) sono arrivati 7 punti 6 gol da altri protagonisti. Tra questi, è doveroso segnalare il magic moment di Michael Zeppieri: ha ereditato le chiavi dell’attacco, ma non ha sofferto minimamente il passaggio di consegne. L’originario di Toronto sta volando in picchiata come un Canadair sul Primavera 1, e ha messo a referto 3 timbri in 3 match consecutivi, incidendo sul 100% dei punti raccolti.

Ottimo impatto anche per Romeo Sandrucci: doppietta con assist nel 3-3 interno con il Lecce, graffio nel colpaccio esterno sul campo della Cremonese, e 87 minuti di intensità e giocate anche contro il Milan. Ha infilato 5 uscite consecutive nell’11 titolare, e ormai sta consolidando lo status di inamovibile nello scacchiere di Baldini. Ordine, duttilità e leadership sono gli ingredienti principali nel modo di interpretare il calcio di Edoardo Zaiaassist confezionato nell’1-0 contro i rossoneri e tanto carisma, oltre alla splendida applicazione che gli permette di sdoppiarsi da centrale difensivo a laterale di fascia con naturalezza.

Infine, citiamo Lorenzo Ferraris (a bersaglio nel 2-2 con la Lazio e ispiratore con 1 assist nello 0-2 di Cremona) e Kenny Liema Olinga, che oltre ad aver ritrovato quell’indole da centrocampista box to box ha impreziosito il suo mese di dicembre con 1 timbro nel 3-3 contro il Genoa e 1 passaggio vincente nell’1-1 del derby contro la Juventus. Cosa manca? Difficile dirlo ora che le cose vanno splendidamente. Forse, la controprova finale con una delle prime 6 in classifica. In questo senso, nel mirino c’è l’impegno con la Roma, il prossimo 22 gennaio.

Luca Ottaviano

 

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