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Primavera 1

The Dynamic Trio: Bovio mette il mantello, Sandrucci disegna e Gaye salva il Monza

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The Dynamic Trio

Il Dynamic Trio del trentunesimo weekend

Il Primavera 1 si avvicina alle battute finali: nella puntata di oggi di “The Dynamic Trio“, analizziamo due gol che possono valere i playoff, oltre al gesto tecnico più bello di questa 31a giornata. Bovio, Sandrucci, Gaye, per provare a dare un senso alla bagarre per il sesto posto e per chiudere il discorso salvezza.

Bovio, dallo scudo alla spada

Una partita passata in trincea, soffrendo ma rimanendo nella lotta, nonostante le prime due energiche spallate subìte. Da comandante della difesa però, Leonardo Bovio si è messo in prima linea, aumentando il ritmo nelle chiusure, negli anticipi, alzando in generale l’asticella dell’intensità e della presenza. E nel finale, è proprio lui a regalare una vittoria essenziale: al 95′, sul pallone dell’Ave Maria, l’ultima preghiera viene ascoltata, e l’incornata del centrale dell’Inter supera Pannozzo.

Da qui in poi, è estasi pura, è l’apoteosi della felicità: i nerazzurri agganciano l’Atalanta al sesto posto a 46 punti, vedendo nuovamente i playoff e toccandoli con mano. Tutto questo, grazie ad un diciottenne che, solo per un attimo, ha abbandonato lo scudo per prendere in mano la spada, dando la stoccata decisiva. Si tratta del secondo sigillo stagionale per Bovio, ma assume un peso specifico gigantesco e rappresenta anche il momento più alto all’interno di una frazione di stagione in netta ripresa, dopo un mese di febbraio segnato dalle difficoltà.

Sandrucci, l’X Factor di un Torino quasi invincibile

Se hai la stoffa, lo si vede specialmente quando conta. Ebbene, nel 2026 clamoroso del Torino, c’è un segreto che è sotto gli occhi di tutti. Un’arma letale, che i granata hanno tenuto per un po’ di tempo sottochiave, ma che ora ha una forza fin troppo detonante per passare sottotraccia. Proviamo a delineare un contesto generale: il “Toro” ha ufficialmente abbandonato la sua versione più sbiadita, quasi impaurita da sé stessa, cominciando invece ad incornare le avversarie senza pietà. Dal 6 dicembre ad oggi, in 18 partite giocate i ragazzi di Baldini hanno perso soltanto una volta, trovando invece quella continuità spaventosa che serviva ad allontanare definitivamente i fantasmi della zona retrocessione. In questi 31 punti raccolti, 12 portano la firma in calce di Romeo Sandrucci.

La stagione del classe 2007 infatti viaggia sulla stessa lunghezza d’onda: inizio complicato e resurrezione proprio nei momenti di massima difficoltà. Restringendo il campo, dei suoi 6 timbri, ben sono arrivati nelle ultime 5 gare. Tutti straordinariamente decisivi, come la pennellata su punizione che ha indirizzato il match contro il Verona. Incisività ed estetica, pragmatismo e forma, tutto in uno per mettere un sigillo e una seria ipoteca alla salvezza. Perché quell’arcobaleno dipinto col mancino, vale il +12 sul penultimo posto occupato dal Frosinone, un solco importante a sette giornate dalla fine.

Fermiamoci ancora un po’ ad analizzare il gesto tecnico: punizione dai venti metri, rincorsa dinoccolata, quasi disinteressata, poi il conto dei passi rigoroso e il sinistro che parte e si spegne all’incrocio. Nulla di più bello e decisivo, specialmente se questo gol potrebbe rappresentare l’acuto più alto della stagione del Torino.

Mamadou Gaye, un guizzo per rinascere

Partiamo da un assunto più o meno condivisibile: non è stata una stagione semplice per Mamadou Gaye. Tanta panchina all’inizio, qualche guizzo isolato, e soprattutto la sensazione che nelle gerarchie di Brevi fosse scivolato indietro. Poi, il colpo di grazia, ovvero l’ascesa (impensabile in queste dimensioni) di Francesco Reita, capocannoniere e leader tecnico della squadra. Contro la Roma però, il nativo di Casale Monferrato ha trovato uno spunto, una miccia che potrebbe riaccendere la luce in questo finale di stagione.

Proprio quando il Monza pensava di aver perso definitivamente contatto con la partita, al 98′ minuto, Gaye sfila dietro un difensore, riceve l’assist di Castelli e di posizione spinge in porta l’1-1. Si tratta soltanto del terzo gol in campionato in 20 presenze, costituite per lo più da comparsate nei finali di gara. Eppure, nel contesto di un gruppo che lotta per i playoff, attualmente a -2 dal sesto posto, tutti possono recitare un ruolo da protagonista. Non sarebbe dunque inaspettato assistere ad un exploit proprio in queste ultime settimane da parte del classe 2006, sulla scia di una rete fondamentale come quella siglata contro i giallorossi.

Luca Ottaviano

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