Primavera 1Hellas Verona
Ruben Akalé, la scuola Lille e il gol come filosofia di vita: il Verona vede i playoff grazie al classe 2007
L’Hellas vede i playoff e lo deve ai suoi attaccanti: tra questi, spicca il nome di un nuovo arrivato come Ruben Akalé.
Ruben Akalé, l’ingrediente in più nella ricetta Verona
Si dice spesso che per esaltare il gusto di ogni dolce si debba aggiungere un pizzico di sale. Ebbene, Ruben Akalé è il tocco dello chef in casa Hellas Verona: frizzante, dinamico, sempre attivo e alla ricerca della porta; il classe 2007 ha avuto uno splendido impatto sul Primavera 1, dando benzina e opzioni in più ad una squadra che ora vede concretamente i playoff.
La scuola Lille come sigillo di garanzia
Il background è di quelli importanti: cresciuto calcisticamente a Lille, il nativo di Auxerre ha già un bagaglio culturale di tutto rispetto. L’abitudine a giocare sotto età non te la insegnano, ma puoi acquisirla col tempo. Ed è esattamente ciò che il talento francese ha fatto, passando per l’U19 de “les dogues” già all’età di 16 anni. Il primo anno si conclude con 816 minuti e 5 gol a referto, un bottino interessante che viene arricchito nella stagione 24/25, quando sfonda il muro della doppia cifra arrivando a 11 timbri in tutte le competizioni. Ad accrescere il suo arsenale di conoscenze sul campo è ovviamente una scuola ad ampio respiro internazionale: una di quelle piazze che vive con entusiasmo la ricerca sui giovani di talento, dandogli possibilità e aprendogli finestre verso il futuro.
Un contesto arricchito anche da compagni di squadra fenomenali (come Bouaddi), da avversari illustri (come Ethan Mbappé) e da una tradizione molto attenta ai giovani. Leao, Onana, Baleba, Bouaddi, Yoro, Jonathan David, Osimhen, sono solo alcuni dei profili plasmati dall’accademia transalpina.
E infatti nel suo percorso biennale a Lille, l’attaccante si è arricchito anche con un’esperienza in Youth League, conclusa con 7 presenze e 1 rete; una parentesi a forti tinte tricolori, visto che tra le avversarie affrontate troviamo Bologna, Juventus e Inter (contro la quale i francesi si schiantano perdendo 3-1 e salutando la competizione). In estate, la chiamata dall’Hellas e il cambio di prospettive, verso un calcio più pragmatico, dove però le sue caratteristiche fisiche stanno facendo la differenza.
Akalé, i numeri lo certificano: il 2007 si è preso il Verona
Di solito in un contesto nuovo si entra in punta di piedi. Ebbene, Akalé è entrato sfondando la porta principale, con un carisma debordante e la consapevolezza di chi sa cosa serve per incidere sui destini della propria squadra. Così, si impone negli equilibri di un attacco che fino a quel momento si reggeva sulle spalle di Vermesan, creando un ottimo tandem offensivo e tirando una prima sgasata formidabile. Nelle prime 6 uscite, è autore di 3 gol e 1 assist e ha un’incidenza quasi totalizzante sulla classifica dell’Hellas: i primi 10 punti infatti, sono tutti marchiati a fuoco dal francese.
Poi, una breve pausa dai riflettori, per tornare a ruggire a pieni polmoni nelle ultime sei, con altri 3 timbri che nell’economia del campionato degli scaligeri valgono altri 6 punti. Prepotente, decisivo, accentratore: con il suo nuovo leader tecnico, i veneti si piazzano a contatto con la top 6: i playoff distano sole 2 lunghezze, mentre la capolista è a 4 punti.
A scuola da Jonathan David: Akalé è l’ennesima perla targata Lille?
Al momento, ogni paragone può sembrare azzardato, specialmente se i punti di contatto principali sono la scuola calcistica di provenienza e il ruolo. Eppure, penetrando la superficie di un’assonanza che sembra fuori contesto, si potrebbero scoprire alcune similitudini. Per conformazione fisica, Akalé può ricordare Jonathan David, bomber che ha visto da vicino proprio a Lille, dove l’attuale punta della Juventus ha scritto pagine importanti. Entrambi strutturati fisicamente, il talento del Verona però ha più centimetri e riesce comunque a sfruttare e leggere gli spazi dietro la difesa.
Tutti e due rapidi ad adeguarsi alla difesa che hanno davanti, sanno sfruttare anche la potenza e il tiro da fuori, soluzione che comunque non ricercano con frequenza. E poi, il killer instinct, quella capacità di piazzarsi al posto giusto con tempi e coordinazione per centrare la porta. Insomma, siamo davanti ad un passaggio di consegne? Solo il tempo ce lo dirà. Per ora, il Verona si gode le giocate del talento ex Lille, sognando i playoff.
Luca Ottaviano
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