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Roma, il ricambio come opportunità: da Scala ai 2009, i giallorossi voltano pagina

Una nuova guida tecnica e il ricambio generazionale: la Roma ha voltato pagina e vuole iscriversi alla corsa Scudetto.

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Mattia Scala Roma

La Roma ha deciso: reset completo per provare a puntare in alto

La sconfitta al primo turno negli scorsi playoff è stata l’innesco, il catalizzatore di un reset completo del sistema. La Roma ha fatto la muta durante l’estate, togliendo quasi tutti gli appigli con il passato recente. La guida tecnica passa dalle mani di Federico Guidi a quelle di Mattia Scala, soluzione interna molto interessante perché allineata a ciò che ci restituisce il calcio moderno. E dopo l’allenatore, il cambiamento radicale colpisce anche la squadra e la dirigenza, scosse dalle fondamenta da un luglio incandescente. Cambia anche il responsabile del settore giovanile, con l’inserimento di Massimo Margiotta. Infine l’addio più simbolico, quello di Alberto de Rossi, che sancisce il taglio del cordone ombelicale; una rottura totale con il passato, necessaria e forse auspicata. Adesso si attende il cambio di marcia, affidato ad un ricambio generazionale che porterà molti talenti allenati da Scala in U18 a vestire la maglia dell’Under 20.

L’addio ad una generazione… a metà

Questo primo mese di mercato, oltre a portare tantissime novità sul fronte societario, ha contribuito a rimescolare le carte anche sul piano sportivo. In 12 hanno lasciato la Primavera, ben hanno detto addio al giallorosso per giocarsi le proprie carte altrove. Tra questi, i nomi più altisonanti sono quelli di Alessandro Romano, Mattia Della Rocca, Mattia Almaviva, Jacopo Mirra Marco Litti. Cinque simboli di una generazione che non ha saputo concretizzare quell’ultimo scatto verso la definitiva consacrazione, verso il raggiungimento di un obiettivo che ormai sfuma da dieci anni dalle parti di Trigoria. Un vero e proprio rebus, quello dello scudetto, che neanche la banda di Guidi ha saputo risolvere, perdendo consistenza nella seconda parte di stagione.

Il testimone ora passa ad un allenatore preparato, una soluzione interna che potrebbe portare qualcosa di nuovo. Mattia Scala è innanzitutto un prematuro, perché non solo chi indossa una maglia in tessuto tecnico può anticipare i tempi. Il classe 1994 ha varcato i cancelli di Trigoria nel 2014 per non uscire mai. Prima ha collaborato come vice allenatore delle giovanili fino al 2018. Poi, ha azionato la sua cavalcata partendo come vice dell’Under 19, e cominciando ad allenare dall’Under 14, nel 2021. Da qui, la crescita costante che lo ha portato sulla panchina dell’Under 15, Under 16 e Under 18. È grazie a questo elemento che la scelta di affidargli la Primavera non risuona come una scommessa mal calibrata, ma come una parte di un disegno cominciato ormai dodici anni fa.

Il Bologna è nuovamente decisivo: se da una parte è la pietra tombale sul “Guidi bis”, lo è anche sulle ambizioni da scudetto dell’Under 18 giallorossa. La sconfitta però non cancella l’ottimo lavoro di valorizzazione e di crescita su un gruppo che il prossimo anno dovrà affrontare il Campionato Primavera.

Da Guaglianone ad Arena: chi saranno i leader della nuova Roma?

Non basta il quarto allenatore più giovane nella storia della Primavera. La squadra allenata da Scala rifletterà i suoi concetti, come la freschezza, l’energia e la ricerca dell’estetica. Per questo, i nuovi leader tecnici della Roma non saranno necessariamente dei veterani, ma anche degli esordienti nel campionato. In porta spazio ad Alessio Marcaccini (2008, 3 presenze in Under 20 la scorsa stagione) e Slim Bouaskar, classe 2009 reduce da una buona annata con Scala in Under 18. Nel pacchetto arretrato, tante novità: Carlaccini è il “nome noto”, grazie all’apprendistato da 10 presenze nella scorsa annata. Dall’U18 arrivano anche Giacomo Strata, promettente laterale sinistro classe 2009, Filippo Basile Alessandro Tosti, i due leader della cerniera difensiva nel 25/26.

A centrocampo, Valerio Maccaroni è pronto a prendersi ancora più responsabilità: 19 presenze2 gol e 1 assist in Primavera nell’annata passata. Con lui, tanti compagni in Under 18. Simone Raimondi, Christian Virgilio, Rafael Fasanella, ma soprattutto Pietro Teixeira Falcetta, italo-brasiliano classe 2008 che ha dominato il campionato con una “doppia-doppia” da 16 gol e 10 assist. Infine, arriviamo alle due perle più scintillanti: Antonio Arena non è una novità, è il classe 2009 forse più atteso dell’intero campionato. Mattia Guaglianone potrebbe invece essere il jolly per sparigliare le carte, fantasia e creatività nel corpo di un classe 2010 che sembra già pronto al salto in Primavera. L’ultima fiche la spendiamo su Gioele Giammattei. La scorsa stagione l’ha vissuta a metà tra l’onnipotenza e la panchina, con medie realizzative spaventose (9 gol in 13 presenze) ma anche poca continuità tra i titolari in Under 18.

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