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Primavera 1, una finestra aperta sul futuro: due classe 2010 all’esordio assoluto

Roberto Scaglione e Mama Opoku, due classe 2010 alla conquista del Primavera 1. È un segnale di svolta per il futuro?

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Roberto Scaglione Italia

Primavera 1, si aprono le porte al futuro

Il massimo campionato giovanile dimostra di andare in direzione ostinata e contraria rispetto ad una Serie A sempre più “anziana”. Così, nell’anno in cui i classe 2009 si affacciano dalle parti del Primavera 1 (alcuni incidendo, come Elimoghale Arena), il 2026 si apre con un doppio esordio ancor più prematuro. Roberto Scaglione Mama Opoku, i volti del cambiamento e dell’entusiasmo di un torneo che può tracciare una strada nuova.

Scaglione-Opoku: due facce della stessa medaglia

La prima sliding door arriva al 78′ della sfida tra Juventus Parma: il risultato è ancora congestionato, fermo su uno 0-0 che ristagna ormai da più di un’ora. Nicola Corrent cerca una chiave di lettura diversa, si gira verso la sua panchina e decide di scrivere un pezzettino di storia del Primavera 1. Si alza Mama Opoku: ghanese, è il primo classe 2010 ad esordire nel massimo campionato giovanile. E non è una scelta-manifesto, seppur indirettamente lo diventi: non è un debutto per le telecamere, ma una scelta forte, deliberata, per cercare di indirizzare il risultato. Non a caso, l’impatto del quindicenne è immediato: qualche giro di lancetta più tardi, manda in porta Pajsar, che si fa murare due volte da Bassino. È soltanto il primo scossone, in un pomeriggio destinato a subirne un altro delle stesse proporzioni.

Spostiamo l’inquadratura su Genoa-Napoli, gara andata in scena in contemporanea con il match che ha visto l’ingresso di Opoku nella leggenda. Al minuto 88, con i padroni di casa ancora sotto il livello del mare, Sbravati vuole raddrizzare il timone e uscire dalla tempesta. Per farlo, si affida a Roberto Scaglione, fantasista classe 2010 che, ironia della sorte, oggi (4 gennaio) compie il suo sedicesimo anno di età. Il secondo debutto assoluto per un ragazzo nato nel secondo decennio del 2000. Una raffica di colpi che risuona come una spallata alla narrazione che vorrebbe ancor più attendismo nel processo di crescita dei nostri giovani.

La loro stagione finora e una riflessione doverosa…

Siamo d’avanti a due predestinati? Complicato, anzi impossibile affermarlo. Correggiamo il tiro: siamo d’avanti a due talenti molto interessanti, che vogliono bruciare le tappe della propria salita verso palcoscenici ancora più importanti. E i numeri a supporto della tesi ci sono: Opoku gioca sotto età da quando ha memoria, e a 14 anni lanciava segnali fortissimi in Under 17, chiudendo la stagione 24/25 con 22 presenze, 6 gol 4 assist. Il salto in U18 è automatico, un po’ meno quello in Primavera, che arriva dopo 14 uscite 2 reti segnate. A dimostrazione del fatto che i riflettori su di lui siano accesi da tempo.

Scaglione invece ha avuto un’esplosione ancor più detonante: l’Under 17 gli sta stretta, ha già messo a referto 3 timbri 3 offerte ai compagni in sole 7 apparizioni. Così dopo aver dominato ragazzi più grandi di lui di almeno due anni, è scoccata l’ora del doppio balzo in avanti, saltando l’apprendistato con l’U18 e approdando direttamente in U19. Una follia, se rapportata al ritmo compassato, quasi statico, con cui i nostri ragazzi arrivano in Serie A.

Il 2026 si apre quindi con un acuto inaspettato, un grido entusiastico che può fungere da spartiacque. Nella stagione in cui Ahanor consolida il proprio status di “giovane promessa” all’Atalanta, in Primavera 1 si agitano le acque. E se la direzione dovesse essere confermata nell’immediato futuro, si aprirebbero le porte dell’Under 20 ad un nuovo flusso di giovanissimi, portando dinamismo all’interno della macchina che produce il talento in Italia. Una macchina che da qualche anno sembra avere il motore in panne…

Luca Ottaviano

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