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Pavanel e l’appartenenza all’Hellas: “Bisogna essere dentro per capire. Ai ragazzi ho chiesto una cosa”

Massimo Pavanel racconta il ritorno alla Primavera del Verona: motivazioni, giovani, ritiro e obiettivi per la nuova stagione.

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Pavanel ritrova il Verona: entusiasmo e nuove motivazioni alla guida della Primavera

Il ritorno di Massimo Pavanel sulla panchina della Primavera dell’Hellas Verona rappresenta un nuovo capitolo nel suo percorso professionale. L’allenatore, intervenuto ai microfoni di Hellas Channel durante il ritiro estivo di Folgaria, ha raccontato le sensazioni vissute in queste prime settimane di lavoro, soffermandosi sul rapporto con il club, sulla crescita del gruppo e sugli obiettivi in vista della prossima stagione. Le sue parole evidenziano grande entusiasmo e la volontà di mettere a disposizione dei giovani calciatori tutta l’esperienza maturata negli ultimi anni, con la consapevolezza che il campionato che attende i gialloblù sarà particolarmente impegnativo.

Il ritorno in gialloblù e la voglia di tornare in campo

Per Pavanel il rientro al Verona è stato accompagnato da un entusiasmo che non provava da tempo. L’allenatore ha spiegato come il desiderio quotidiano di scendere sul terreno di gioco sia il segnale più evidente delle motivazioni con cui ha affrontato questa nuova avventura.

«Era tanto che non mi capitava di avere la voglia di essere tutti i giorni sul campo di allenamento. Vuol dire che ho le giuste motivazioni e questo mi piace molto. Dall’ultima volta sono invecchiato e ho fatto diverse esperienze, ma ho ancora qualcosa da dare».

Le esperienze accumulate lontano da Verona rappresentano oggi un patrimonio importante, che il tecnico intende mettere al servizio della formazione dei ragazzi della Primavera, sia dal punto di vista tecnico sia sotto l’aspetto umano.

Il significato di appartenere all’Hellas Verona

Nel corso dell’intervista, Pavanel ha ribadito il forte legame che lo unisce all’ambiente gialloblù, sottolineando come l’identità del Verona possa essere compresa fino in fondo soltanto da chi vive quotidianamente la realtà del club.

«Bisogna essere dentro l’Hellas per capire cos’è l’Hellas. Altrimenti tutte le parole sono sprecate».

Una frase che sintetizza perfettamente il senso di appartenenza che caratterizza la società scaligera e che il tecnico vuole trasmettere ai giovani calciatori chiamati a indossarne la maglia.

La crescita dei giovani e il valore della storia del club

Tra gli aspetti che hanno colpito maggiormente Pavanel c’è anche il cambiamento delle nuove generazioni di calciatori. Secondo il tecnico, i ragazzi di oggi hanno ritmi differenti rispetto al passato, ma necessitano comunque di comprendere il contesto nel quale stanno crescendo.

«Ritrovo una generazione di ragazzi che va più veloce rispetto a quando ero qui io. Da parte mia, voglio aiutarli a capire in che società sono e che storia ha il Verona. Il mio obiettivo poi è vederli migliorare giorno per giorno».

L’intenzione dell’allenatore è quella di accompagnare i giovani nel loro percorso di maturazione, lavorando quotidianamente affinché possano sviluppare non solo le proprie qualità calcistiche, ma anche il senso di appartenenza ai colori gialloblù.

La scelta di lasciare fuori i cellulari dallo spogliatoio

Tra le prime decisioni prese dal nuovo tecnico c’è anche una regola destinata a favorire la socializzazione all’interno del gruppo. Pavanel ha infatti chiesto ai giocatori di non portare il telefono cellulare nello spogliatoio, così da incentivare il dialogo e rafforzare i rapporti personali.

«Ho chiesto alla squadra di lasciare il cellulare fuori dallo spogliatoio affinché possano conoscersi un po’ meglio e parlare di più tra di loro. Questi nuovi mezzi non vanno ignorati, ma va usato nella maniera giusta».

Non si tratta di una presa di posizione contro la tecnologia, bensì della volontà di creare momenti di confronto diretto tra i ragazzi, elemento ritenuto fondamentale per costruire uno spogliatoio unito e una squadra capace di affrontare insieme le difficoltà della stagione.

Il lavoro svolto durante il ritiro di Folgaria

Il ritiro estivo rappresenta il primo vero banco di prova per il nuovo allenatore, che sta sfruttando queste settimane per conoscere a fondo il gruppo e iniziare a trasmettere la propria idea di calcio.

«Al momento sto ultimando la parte “conoscitiva” del gruppo: conosco qualcuno, altri sto imparando a conoscerli. Stiamo creando i primi principi di squadra».

La fase iniziale della preparazione è quindi dedicata non soltanto agli aspetti atletici e tattici, ma anche alla costruzione dell’identità collettiva che accompagnerà la Primavera nel corso dell’intero campionato.

Un campionato più competitivo e una stagione da affrontare con umiltà

Guardando ai prossimi mesi, Pavanel è consapevole dell’elevato livello della competizione che attende il Verona. Rispetto alla sua precedente esperienza, il campionato Primavera presenta oggi un tasso qualitativo decisamente superiore, rendendo ogni partita particolarmente impegnativa.

«Il prossimo campionato sarà difficile perché c’è molta più qualità rispetto all’ultima volta che sono stato qui. Allora c’erano tre gironi con cinque o sei squadre più forti, ora invece c’è un solo girone e tutte le formazioni migliori sono qui. Dobbiamo avere pazienza e umiltà perché questo sarà un anno di passaggio, ma voglio comunque cercare di dare fastidio a tutte le nostre avversarie».

Il tecnico invita quindi a mantenere aspettative equilibrate, ricordando che la stagione sarà soprattutto un percorso di crescita. Allo stesso tempo, però, non rinuncia all’ambizione di costruire una squadra competitiva, capace di mettere in difficoltà qualsiasi avversario e di affrontare ogni gara con determinazione e spirito combattivo.

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