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Semifinali Playoff: Parma e Cesena si affidano ai bomber per fare la storia

Da Mikolajewski a Galvagno: l’arte del fare gol al servizio di Parma e Cesena nelle semifinali playoff Primavera

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Semifinali Playoff: Parma-Cesena per stabilire la seconda finalista

In bilico tra la storia e l’oblio, tra il miglior risultato di sempre e la voglia di tornare a respirare quell’aria dopo quaranta anni. In regular season, Parma e Cesena sono state le due sorprese, le mine vaganti che hanno scosso dalle fondamenta il torneo, prendendosi con la forza lo status di favorite a discapito di altre grandi realtà del Primavera 1. Due intruse alla Gran Tavola? Neanche per sogno, siamo davanti a squadre organizzati, con dei concetti, che non sono lassù per caso e ora si giocano una semifinale dal sapore… storico.

Il Parma per la storia

La stagione 25/26 è stata di gran lunga la migliore nella storia recente del Parma Primavera. Certificata la crescita esponenziale del gruppo e del progetto, che vive di programmazione e visione, i crociati si sono spinti dove non erano mai arrivati, ovvero il secondo posto in stagione regolare. Ora, l’orizzonte va spostato sempre più in là, non rinunciando all’idea di migliorarsi e di scrivere altre pagine indelebili nella storia dell’U20 emiliana. Ad un passo dal sogno della finale, i ducali entrano in scena e proveranno a mostrare i muscoli nelle “final four”, contro un Cesena che ha chiuso con gli stessi punti in campionato, ma è finito un gradino sotto per differenza reti e scontri diretti.

In sostanza, la sfida per Mikolajewski e compagni è spingersi oltre i propri stessi limiti, arrivando dove nessuno prima di loro è approdato. Si tratterebbe infatti della prima finale scudetto per i parmensi, a mettere il sigillo di garanzia su un percorso di crescita impressionante, che li porterebbe in due anni dal Primavera 2 alla vetta del massimo campionato giovanile. Gli americani direbbero: “it was a hell of a ride”.

Cesena: “40 anni dopo”

Si rimane nella regione, ma dall’Emilia si passa alla Romagna. Non ci sarà rivalità calcistica (dal 1982 esiste un forte gemellaggio tra le due tifoserie), ma è pur sempre un derby che può lanciare una delle due verso lo Scudetto Primavera. E oltre a motivazioni di natura autoreferenziale, per stabilire le gerarchie sul territorio, per il Cesena c’è la voglia di dare consistenza ad un percorso che ha un nome e un cognome: Nicola Campedelli. L’allenatore ha preso in consegna la squadra, l’ha portata sul tetto del Primavera 2 e ora sta guidando la transizione verso l’élite del Primavera 1.

Per mettere la firma sul capolavoro ora servono altre due partite rasenti la perfezione. In palio, c’è la chance di tornare ad alzare il trofeo a 40 anni dall’ultima volta. Negli anni ’80 infatti, il Cesena Primavera era una realtà importante del campionato, e figura nell’albo d’oro della competizione grazie alle 2 vittorie del 1982 e del 1986. Nota di colore: a guidare il primo gruppo laureatosi campione c’era Arrigo Sacchi, genio assoluto che farà la storia con il Milan. Motivazioni in più per una squadra che vuole rimanere scolpita negli annali.

Galvagno-Mikolajewski: principi del gol e aiutanti… di extralusso

Punti di riferimento, accentratori ma anche rifinitori offensivi. Galvagno Mikolajewski sono i leader dei reparti offensivi di Parma e Cesena. Il vice-capocannoniere contro il quarto miglior marcatore del torneo: 20 gol nella stagione trascinante del polacco, mentre l’italiano risponde con 17 centri. Ma non è una sfida riservata a loro due: le squadre hanno varietà di soluzioni, modi differenti di sviluppare gioco e soprattutto molti interpreti capaci di trovare i pali con continuità.

Nei crociati, oltre al bomber classe 2006 spiccano: Alessandro Cardinali, ispiratore con 7 assist ma anche protagonista con 9 golElia Plicco, arma segreta nella parte finale del campionato, 5 gol e 5 assist all’attivo; Edoardo Tigani, mezz’ala dinamica che partecipa alla produzione offensiva con 5 reti.

I “cavallucci marini” rispondono con: Frederik Tosku, 12 timbri e 5 assist in stagione regolare, già decisivo con il graffio nel primo turno contro l’Inter; Maurizio Rossetti, 10 centri 5 passaggi vincentiIbrahima Papa Wade, assist contro l’Inter (il quarto stagionale), a cui si aggiungono 9 gol.

Insomma, potenza di fuoco e varietà di colpi nell’arsenale di entrambe. Perché Parma-Cesena non è soltanto la sfida tra il miglior attacco (i bianconeri con 70 gol) e la seconda miglior difesa (i crociati hanno subìto 38 reti), ma è un duello che si nutre del talento, specialmente dal centrocampo in su.

Parma-Cesena: i precedenti

Lo scontro fra due delle principali realtà dell’Emilia-Romagna, in Primavera è piuttosto recente. Il primo precedente risale al 15 gennaio 2011: da allora, le due squadre si sono affrontate 10 volte in totale. Bilancio abbastanza equilibrato, con 4 vittorie per i gialloblù e 3 successi per i bianconeri, con 3 pareggi a chiudere il quadro.

In questa stagione invece, i confronti diretti pendono leggermente dalla parte dei ragazzi di Corrent: vittoria per 2-1 il 7 novembre, e pareggio esterno per 0-0 il 22 marzo. Da citare anche un Mikolajewski ispirato quando vede in bianco e nero: doppietta all’andata per il 2006 polacco.

Luca Ottaviano

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