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Vergara il jolly che cercava Gattuso? Perché potrebbe essere fondamentale nei playoff Mondiali

Antonio Vergara si sta ritagliando il suo spazio nel Napoli di Antonio Conte e a Bergamo lo ha visionato anche Gattuso

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Antonio Vergara
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Nazionale, Gattuso ha un altro jolly nel mazzo? Scalpita Vergara

La sabbia nella clessidra continua a scorrere: il conto alla rovescia verso i playoff mondiali recita oggi -34 giorni all’impegno in semifinale contro l’Irlanda del Nord. E in un contesto di apparente disinteresse verso la Nazionale (vista l’incapacità di organizzare uno stage o un raduno a ridosso di un evento spartiacque come lo spareggio per non mancare il terzo Mondiale di fila), Gennaro Gattuso è costretto a muoversi in autonomia per cercare di comporre il gruppo-squadra.

Tra certezze incrollabili e dubbi amletici, si aggiunge alla lista di potenziali sorprese anche il nome di Antonio Vergara: il 23enne si è imposto nel centrocampo di Conte, e presenterà la sua candidatura per un posto nell’Italia che verrà. Ecco perché potrebbe diventare quella variabile impazzita capace di alimentare il centrocampo azzurro.

Vergara: le caratteristiche peculiari

Inizialmente era necessità dettata dall’emergenza, con l’infermeria del Napoli che cominciava ad avere la fila fuori. Oggi però, è urgenza dovuta ad una serie di caratteristiche uniche, che soltanto lui può mettere negli ingranaggi della squadra di Conte. È il fluidificante, il raccordo tra centrocampo e attacco, ma anche l’anello di congiunzione tra la costruzione dal basso e gli affondi in zona gol. Quella fiammata contro il Chelsea non è più un caso isolato, ma il tratto distintivo di un interno che ragiona a tutto campo e sa scannerizzare il terreno di gioco, invadendo gli spazi con letture e tempi da mezz’ala pura.

Cavalcata, conduzione e ultima scelta: contro i “blues” ha riscritto la sua carriera, mentre con la Fiorentina ha offerto la controprova. La chiave è come sempre la lettura, perché sul lancio di Meret scommette sulla vittoria del duello fisico di Hojlund, fa un contro-movimento per prendere vantaggio su Brescianini, e poi aziona quella frequenza di passo quasi insospettabile, che in allungo lo porta all’ingresso dell’area dove fredda De Gea. Insomma, la regolarità con cui depista i radar difensivi avversari e la varietà di colpi nell’arsenale sono lì da vedere. A Genova, si ripete con 90 minuti di affondi e un rigore procurato con astuzia (come lui stesso ammetterà con tanta lucidità e schiettezza ai microfoni).

Infine, contro il Como in Coppa Italia firma un altro capolavoro dell’attacco alla profondità, fulminando poi Butez con il compasso aperto sul primo palo. Una serie di giocate che rafforzano un concetto: Vergara non è assolutamente un bluff.

La Nazionale può veramente fare a meno di lui?

Rispettare i momenti di forma: è vero, i playoff mondiali si stagliano ancora all’orizzonte, ma da qui al 26 marzo (giorno della semifinale con l’Irlanda del Nord) c’è un mese di calcio, in cui alcune italiane saranno impegnate ancora nelle coppe europee. Per questo, diventa fondamentale saper decifrare motivazioni, dispendio fisico, ma soprattutto l’aspetto mentale, quello più delicato e fragile. E mentre altri hanno evidentemente la freccia in giù (si legga Barella, apparso piuttosto appannato e scarico nelle ultime settimane, o Frattesi, indietro nelle gerarchie all’Inter), Vergara si presenterà a marzo con l’entusiasmo e la consapevolezza di un giocatore rinnovato, la cui candidatura per un posto tra i convocati non appare più pura e semplice utopia.

A inizio febbraio, non sembravano esserci spiragli, ora però la Nazionale non può più ignorare i margini di crescita spaventosi del talento di Frattaminore. Saranno dunque fondamentali le prossime due o tre settimane, nelle quali il Napoli affronterà Verona, Torino Lecce, avversarie che potrebbero esaltare le caratteristiche peculiari del classe 2003 (nonostante concedano poco campo dietro la linea difensiva). E poi, permetteteci di dirlo: sarebbe una storia pazzesca, quella di un outsider che sovverte i pronostici e le aspettative, portandoci magari ai Mondiali con una sua giocata. Se sognare è ancora lecito, non svegliate Antonio Vergara…

Luca Ottaviano

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