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Milan, ecco Kostic: il 2007 toglierà spazio a Camarda?

Dopo Alphadjo Cissé, il Milan piazza un altro colpo per l’attacco del futuro: si tratta di Andrej Kostic, classe 2007 pagato tre milioni

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Andrej Kostic

Milan, altro colpo in attacco: dopo Cissé arriva Kostic

Sembra una provocazione priva di fondamento, ma la questione ha diritto di cittadinanza: Andrej Kostic è arrivato al Milan per restare. a dimostrarlo ci sono 3 milioni di motivi, come gli euro spesi per strapparlo al Partizan. Una cifra che suggerisce un rimescolamento delle carte nelle gerarchie offensive, ai danni soprattutto di un altro 2007 oggi fuori dall’orbita rossonera, ma di rientro presumibilmente la prossima estate. Per Francesco Camarda diminuiscono gli spiragli in prima squadra o l’acquisto del serbo è slegato rispetto alla situazione del 2008 italiano?

Kostic: dal Montenegro arriva il “nuovo Vlahovic”

La prima somiglianza con il serbo non è squisitamente tecnica, ma riguarda il percorso calcistico. Come l’ex Fiorentina, anche Andrej Kostic è stato temprato dalla scuola Partizan: arrivato questa estate dal Budocnost Podgorica, il 19enne ha impiegato poche settimane per fare breccia nella tifoseria.

A Belgrado hanno subito toccato con mano le qualità del classe 2007: partenza a dir poco folgorante, che è il preludio ad una stagione da protagonista. Nelle prime 7 uscite di campionato, mette a referto 6 gol, alimentando un reparto offensivo straripante, da 24 reti nella finestra temporale di riferimento. Da lì in poi, un leggero ridimensionamento nel minutaggio ma la netta sensazione di essere d’avanti a qualcosa di importante. Dalla 22a alla 27a giornata, Kostic è tornato a caricarsi sulle spalle il peso dell’attacco e ha timbrato 2 volte, aggiungendo anche 1 assist e rialzando la curva di rendimento, parallelamente a quella dell’impiego.

In questi primi sei mesi dunque, l’impatto del montenegrino è stato ottimo e si è arricchito anche di un po’ di esperienza internazionale. 6 partite totali tra le Qualificazioni all’Europa League e quelle alla Conference League, condite dalla prima gioia europea in carriera, nello sfortunato 2-3 contro l’Hibernian che ha sancito la fine del percorso internazionale del Partizan. Non male come primi segnali, considerando anche il parallelismo con Vlahovic, che aveva invece avuto una partenza molto più tiepida a Belgrado. Il classe 2000, in due anni prima della parentesi Firenze, aveva raccolto 27 presenze producendo soltanto 3 gol e 1 assist. 

I due si somigliano invece per conformazione e struttura: 188 centimetri per Kostic, 190 per Vlahovic, in comune hanno l’agilità e la mobilità, che gli permette di dare soluzioni in più rispetto alla sola presenza fisica.

Il “baby Vlahovic “minaccia”… Camarda

Torniamo all’assunto iniziale: con l’arrivo di Kostic, il Milan ha una freccia in più nel proprio arco. Un altro jolly si aggiunge al mazzo dei rossoneri, con prospettive variabili tra l’Under 23 e la prima squadra. Al suo ritorno dunque, Francesco Camarda troverà la competizione di un attaccante che, a parità di età (o quasi, visto che si passano un anno e due mesi all’incirca), ha nel proprio bagaglio culturale più esperienza tra i grandi e più minuti a livello internazionale. In più, l’investimento pesante orienta il dibattito verso un altro elemento fondamentale: il montenegrino non sarà di passaggio, almeno all’inizio della sua avventura in rossonero. I 3 milioni di euro messi sul piatto fanno propendere verso una scelta forte, che implica un minutaggio consistente tra Milan Futuro e prima squadra.

Di riflesso, i ragionamenti che riguardano il baby fenomeno “made in Milanello” potrebbero cambiare. Ad occupare i pensieri di Camarda c’è sicuramente il finale di stagione, dove dovrà raddrizzare un’annata complicata da 634 minuti complessivi in Serie A e 1 solo gol, complice anche un infortunio alla spalla che lo tiene lontano dal campo dal 6 gennaio scorso. Ma a popolare la testa del diciottenne, almeno da giugno, potrebbe esserci anche il ballottaggio a colpi di talento e freschezza con il bomber montenegrino. Insomma, nel Milan del Futuro (e anche nel Milan Futuro) c’è spazio anche per qualche dubbio nei confronti di un ragazzo che, fino a due anni fa, sembrava rappresentare il talento più scintillante e promettente di tutto il movimento calcistico italiano.

Luca Ottaviano

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