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Fiorentina, Balbo: “Lo scudetto più bello, al Viola Park sembrava di essere in 12”

Le dichiarazioni di Luis Balbo dopo la finale scudetto: il legame con Galloppa, il tifo del Viola Park e il futuro alla Fiorentina.

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Fiorentina Campione, Balbo: “Galloppa per noi è come un padre”

Tra i grandi protagonisti dello scudetto della Fiorentina Primavera c’è senza dubbio Luis Balbo. Il laterale viola, reduce da una stagione intensa vissuta anche a contatto con la prima squadra, ha parlato al nostro inviato al termine della finale di Reggio Emilia, celebrando il titolo di Campione d’Italia e analizzando la sua crescita personale sotto la guida di Emiliano Galloppa.

La spinta decisiva del Viola Park e il legame umano nello spogliatoio

È il momento più speciale della tua carriera? Quanta voglia avevi di dare una mano a questo gruppo dopo l’esperienza in prima squadra?

“La voglia di ritornare in questa squadra era tantissima, per me è stato il contesto migliore per chiudere un cerchio, arrivare in finale e dare una mano ai compagni. Ho sempre cercato di farlo con il massimo rispetto per il gruppo e interpretando al meglio il gioco che mi è stato chiesto di fare. Sono un professionista, la società mi ha dato questa grande opportunità e io volevo solo il meglio per la squadra.”

Cosa hai vissuto all’interno del terreno di gioco con un pubblico così speciale al Viola Park?

“Appena sono entrato in campo ho capito che l’atmosfera era unica. Vedere il Viola Park così pieno è stata una cosa incredibile, ci ha dato una marcia in più. Sembrava davvero di giocare in dodici contro undici. È stato bellissimo, di solito queste cornici di pubblico si vedono per la prima squadra e non per le giovanili. Mi sento un privilegiato per aver giocato qui.”

In questa stagione avete dimostrato un coraggio incredibile. Su quali basi si è costruito questo successo?

“Questo è un gruppo incredibile, abbiamo fatto la storia della società attraverso l’autenticità e la consapevolezza dei nostri mezzi. Io qui sono cresciuto tantissimo dal punto di vista mentale. Il mio primo anno alla Fiorentina era stato difficile per via degli infortuni e di tante cose brutte, ma la mia famiglia, il mister e lo staff mi hanno aiutato tantissimo. Il mister per noi è come un padre. Molti di noi sono lontani da casa, ma lui e lo staff ci sono sempre stati vicini, creando relazioni ed empatia che vanno oltre il calcio. Abbiamo costruito qualcosa di grande che va oltre il campo.”

Le dediche speciali per il titolo e i dubbi sul futuro sul mercato

Dediche speciali per questa vittoria?

“Ci tengo a mandare un abbraccio speciale alla mia famiglia e ai miei genitori che mi sono sempre stati vicini, sia nei momenti positivi sia in quelli negativi. Spero che mio figlio sia orgoglioso prima di tutto della persona che sono, perché la cosa più importante è quello che si è dentro.”

Il prossimo anno la prima squadra potrebbe avere bisogno di un profilo come il tuo sulla fascia. Ci stai pensando o hai già deciso il tuo futuro?

“A questa domanda sicuramente non posso rispondere io. Ho un contratto con la Fiorentina ma il mio futuro non lo decido io da solo. Bisogna stare sul pezzo, continuare a lavorare e io sono sicuro che su questo non mi tirerò mai indietro.”

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