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Lazio, paradosso Sulejmani: il rinnovo e le 100 presenze in Primavera. Ma la prima squadra…
Leader della Primavera da ormai tre stagioni, Flavio Sulejmani ha rinnovato fino al 2029. Ma c’è un dato paradossale che lo vede protagonista
Lazio-Sulejmani, si continua insieme… Ma a che prezzo?
Potrà sembrare un approccio spietato, specialmente perché va in controtendenza rispetto ai segnali di fiducia recenti: Flavio Sulejmani ha appena rinnovato con la Lazio fino al 2029. Il tema però, non è la situazione contrattuale, quanto la gestione del bomber della Primavera. È soltanto da considerare come un asset spendibile in un futuro sul mercato, oppure il prolungamento di altre tre stagioni traccia una strada diversa? Per ora, rimane comunque paradossale la sua gestione, e quella di tanti altri prodotti interessanti del vivaio biancoceleste…
Flavio Sulejmani, l’uomo dei record… che in pochi vorrebbero avere
Non sempre un record di presenze diventa garanzia di qualità, successo o crescita. Anzi, riferendoci alla Primavera, spesso avere tante partite giocate alle spalle può essere simbolo di un percorso che arresta la sua corsa, o che arriva all’ultimo step ma incontra tante, troppe resistenze. E nel caso della Lazio, sono tanti i ragazzi che negli ultimi anni hanno assaporato il passaggio in prima squadra, venendo invece traditi dalla realtà dei fatti. Flavio Sulejmani rischia dunque di essere l’ultimo anello di una catena di giovani relegati ai margini, nonostante i segnali lanciati nel settore giovanile.
Il classe 2006 ha appena collezionato il centesimo gettone con l’Under 20 biancoceleste, e in un’ipotetica graduatoria che consideri sia le presenze nel Primavera 1 che quelle nel Primavera 2, si piazzerebbe primo all-time per numero di partite giocate, con 88 apparizioni nel massimo campionato giovanile e 35 con il Perugia nel Primavera 2-B. Il bilancio totale è di 123 gare disputate nell’arco temporale di cinque stagioni, tra il 21/22 e il 25/26. Un dato che, purtroppo, è la fotografia di un percorso fermo ad un bivio, in un eterno limbo tra la definitiva consacrazione e una porta che al momento rimane chiusa.
È interessante citare quindi i due estremi concettuali del ragionamento: il classe 2006 è alla sua miglior stagione in termini realizzativi, con la doppia cifra raggiunta nella centesima con la maglia della Lazio a Bologna. 10 reti a cui si aggiungono 4 assist in 26 partite: ruolino di marcia sicuramente importante e incisivo, visto che l’attaccante indirizza con i suoi spunti il 42% dei punti raccolti dalla squadra in campionato. L’altro lato della medaglia però è rappresentato da uno zero alla casella “presenze con i grandi“; a qualsiasi livello, visto che non è arrivato ancora l’esordio con la prima squadra né una chance per farsi le ossa in prestito.
Opportunità che sfumano o segnali di fiducia? I precedenti non sono incoraggianti
Guardando al passato recente, ci troviamo davanti ad una situazione con pochi precedenti positivi. Un vivaio che ha prodotto tanti talenti interessanti, non ha mai trovato nella prima squadra una valvola di sfogo. Anzi, al contrario, il mondo dei grandi sembra sempre più un miraggio per i talenti “made in Formello”. Per risalire all’ultimo Under 19 fatto esordire dalla Lazio, dobbiamo riavvolgere il nastro allo scorso 28 agosto 2021, quando Luka Romero debuttava in Serie A all’età di 16 anni, 9 mesi e 10 giorni. Ma lo spagnolo era stato acquistato dal Mallorca.
Per trovare invece il primo talento formato dal settore giovanile, bisogna tornare ancor più indietro: Marco Bertini, mediano classe 2002 oggi in forza alla Pianese, che il 23 maggio 2021 giocò 4 minuti nell’ultima di campionato 20/21 contro il Sassuolo. Ad avere uno spazio più consistente invece fu Raul Moro, esterno spagnolo classe 2002 che il 20 luglio 2020 muoveva i suoi primi passi nel calcio dei grandi, a 17 anni e 7 mesi. Da allora, 368 minuti in maglia biancoceleste, spalmati in 20 presenze. Un vuoto di circa 5 anni, in cui le porte della prima squadra sono rimaste chiuse a doppia mandata.
Sono numeri impietosi, che non permettono di guardare con fiducia al futuro. Sulejmani, così come tanti altri prodotti del vivaio, rischia di aver firmato un rinnovo che, paradossalmente, non gli darà più chance di emergere. Ora, la parola passa al campo, l’unico terreno in cui con le qualità che ha, il classe 2006 potrebbe ribaltare questa sfiducia data dai precedenti.
Luca Ottaviano
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