Seguici su

InterIl calcio dei grandi

Inter, Chivu esalta i suoi “incoscienti giovani”: ecco perché “vincere” fa rima con “spensieratezza”

Christian Chivu lancia un altro assist nella conferenza post partita di Inter-Torino: la vittoria e la spensieratezza possono convivere?

Pubblicato

il

Cristian Chivu

Chivu e l’incoscienza di saper vincere

Sembra l’unione di due concetti che si trovano agli antipodi, due estremi opposti che non possono comunicare tra loro. Eppure, Christian Chivu sembra voler far convivere la “vittoria” con la “spensieratezza”, in un’Inter plasmata intorno a nuove idee. La conferenza stampa post partita contro il Torino infatti, ha dato degli indizi in questo senso…

Le parole di Chivu ci danno un interessante assist

All’interno di un discorso più ampio e con la solita dialettica incisiva, Cristian Chivu tocca di striscio, quasi silenziosamente, un tema centrale. Il rapporto del tecnico nerazzurro con i giovani è notoriamente ottimo: il rumeno ha salito tutti i gradini del vivaio nerazzurro, allenandol’U16, l’U17, l’U18 e l’U19, portata alla sua massima espressione con lo Scudetto Primavera nella stagione 21/22. E oltre ai risultati sul campo, è stata tracciata una linea di continuità anche nel plasmare e toccare con mano determinati talenti, che oggi si sono aperti una finestra sulla prima squadra. Durante il suo percorso, Chivu ha partecipato attivamente alla crescita di talenti come Cesare Casadei Giovanni Fabbian, titolari in Serie A, ma soprattutto di una serie di profili che oggi guardano alla prima squadra con fiducia.

Il nome più inflazionato è sicuramente quello di Francesco Pio Esposito, ma continua il lavoro sottotraccia su Matteo Cocchi, Issiaka Kamate, Leonardo Bovo e Alessandro Spinaccé, vecchie conoscenza dell’U19 e debuttanti contro Venezia e Torino in Coppa Italia. Finiamo con i nomi di Aleksander Stankovic, oggi in prestito al Bruges e Valentìn Carboni, entrambi passati dalle mani sapienti dell’attuale allenatore della prima squadra e potenziali tasselli del futuro.

Arriviamo dunque al punto focale, ad un passaggio in particolare all’interno della conferenza post Inter-Torino: “I giovani? Sono frutto del lavoro dell’U23 di Vecchi, io li ho allenati in Primavera e conosco le loro ambizioni. Sarà fondamentale anche la loro spensieratezza”.

I giovani e la spensieratezza come motore delle vittorie?

Proviamo a stringere l’inquadratura su uno o due elementi: quell’ “anche” è utilizzato sapientemente, perché nasconde varie chiavi di lettura. Alla base infatti non c’è un semplice attestato di stima verso gli “incoscienti giovani” dell’Under 23, ma una consapevolezza più o meno gridata di come questi possano risultare determinanti nell’economia della stagione. I talenti del vivaio non sono più un capro espiatorio, un mezzo per dirottare l’attenzione o una questione da relegare ai margini; anzi, diventano sempre più centrali. Ed è qui che entra in gioco un’altra variabile: la spensieratezza, ovvero quella necessità di alleggerire dei momenti della stagione in cui il meccanismo delle aspettative potrebbe caricare la squadra di un peso massacrante.

Non uno scarico di responsabilità dunque, ma una sottolineatura su un dato importante: l’entusiasmo travolgente dei ragazzi di Primavera e U23 sarà funzionale al raggiungimento degli obiettivi; sarà in sostanza una fiche spendibile al tavolo dei grandi, specialmente quando la temperatura si alzerà. Di conseguenza, siamo ancora una volta davanti ad una comunicazione decisamente in controtendenza rispetto alla maggior parte degli allenatori in Serie A. Chivu sembra aver ammesso, tra le righe, che la freschezza e il dinamismo di Cocchi e compagni potrebbe giocare un ruolo fondamentale da qui al termine dell’annata.

Luca Ottaviano

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di Mondo Primavera e segui la nostra pagina Facebook

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *