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Il Genoa scopre il futuro a Lecce: De Rossi lancia tre Primavera e blinda la panchina: “Qui per sognare”

Il Genoa chiude il campionato a Lecce lanciando tre giovani della Primavera: esordio in Serie A per Grossi, Lafont e Carbone. Le parole di De Rossi.

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Il futuro del Genoa è già qui: tre debutti che valgono più del risultato

La sconfitta contro il Lecce? Quasi un dettaglio. Al Via del Mare il Genoa chiude il proprio campionato con un ko per 1-0, ma il risultato conta poco o nulla in una serata che i tifosi rossoblù ricorderanno soprattutto per un altro motivo: il futuro ha bussato forte alla porta della Serie A. E lo ha fatto con il volto di tre ragazzi della Primavera. Con la salvezza già conquistata da tempo, Daniele De Rossi ha scelto di guardare avanti. E nella ripresa ha mandato un segnale enorme a tutto l’ambiente genoano: spazio ai giovani, senza paura. Su cinque cambi disponibili, ben quattro sono stati giocatori provenienti dalla Primavera. Oltre a Latif Ouedraogo – già all’esordio due settimane prima a Firenze – è arrivato il momento anche di Jacopo Grossi, Gael Lafont e Filippo Carbone. Tutti centrocampisti, tutti classe 2006.

Il primo ad entrare è stato Grossi, al 69′ al posto di Amorim, e l’impatto è stato immediato. Personalità vera, di quelle che non si insegnano: punizione dal limite battuta senza esitazioni, poi anche la responsabilità dei calci d’angolo. Giocate da veterano, non da esordiente. Nel finale, all’83’, dentro anche Lafont e Carbone per Marcandalli e Masini. Pochi minuti, ma giocati con coraggio ed intensità, senza mai nascondersi. Ed è proprio questa la sensazione più bella lasciata dalla serata del Via del Mare: il Genoa non ha soltanto chiuso una stagione. Ha aperto una porta sul domani.

Una panchina piena di futuro: tanti Primavera in ballo

Più che una semplice lista convocati, quella preparata da Daniele De Rossi per Lecce sembrava una dichiarazione d’intenti. Sette ragazzi della Primavera del Genoa chiamati con la prima squadra per l’ultima giornata di Serie A: Carbone, Doucoure, Grossi, Lafont, Latif, Romano e Spicuglia. Un’immagine che racconta meglio di qualsiasi slogan la direzione scelta dal Genoa.

Tra di loro – Grossi, Lafont e Carbone – hanno trovato l’esordio proprio al Via del Mare, andando ad aggiungersi a Latif Ouedraogo, classe 2007, che aveva già assaggiato la Serie A nella trasferta di Firenze. Sempre contro la Fiorentina era arrivato anche il debutto di Mamedi Doucoure, difensore centrale classe 2007, altro talento che ieri è rimasto in panchina ma che continua ad orbitare stabilmente attorno al gruppo dei grandi.

E guardando quella panchina rossoblù, la sensazione era quasi una: con qualche cambio in più, forse, De Rossi li avrebbe fatti entrare tutti. Perchè il messaggio era chiaro fin dall’inizio. Non una convocazione simbolica, non una passerella di fine stagione, ma la volontà concreta di premiare chi durante l’anno si è costruito questa occasione sul campo. Per Marco Romano, centrocampista classe 2006 e capitano della Primavera, è arrivata la prima chiamata assoluta in Serie A. Con lui anche Elia Spicuglia, classe 2007. Entrambi sono rimasti in panchina, ma esserci, vivere da vicino una serata così, respirare il ritmo della massima serie italiana, è già un passo enorme. E conoscendo De Rossi, difficilmente non sarà l’ultimo.

De Rossi: “il Genoa può sognare”

Nel post-partita del Via del Mare, Daniele De Rossi si è fermato ai microfoni di Sky Sport con lucidità. Ha scelto subito di partire da ciò che, per lui, conta davvero: il senso di questa serata: “Cerchiamo di cogliere gli aspetti positivi. Hanno esordito dei ragazzi della Primavera che ci hanno aiutato, sono stati con noi tutto l’anno, hanno corso come muli anche quando sapevano di non essere neanche convocati, quindi è una bella cosa per tutto il Genoa”.

Poi il discorso si allarga, inevitabilmente, al futuro suo e del club. Alla domanda sulla permanenza, De Rossi non si nasconde: “È auspicabile che io rimanga l’anno prossimo per proseguire il percorso? Sì, è auspicabile. Ed è auspicabile che rimangano tanti giocatori. Secondo me è possibile sognare di fare ancora meglio. Se resto al Genoa? Io ho un contratto. Sono legato al Genoa da un contratto e da una grande voglia di starci, quindi non penso che ci sia neanche bisogno di rispondere”. Una risposta che sa di continuità, di progetto, di un’idea che vuole andare avanti.

Infine, lo sguardo sui giovani della Primavera e su ciò che il Genoa sta costruendo da anni. “C’è un lavoro dietro di tanti anni perché il Genoa ha lavorato benissimo nel settore giovanile… Roberto Trapani sta continuando questo trend, facendo un grande lavoro”. E ancora: il quotidiano di questi ragazzi, gli allenamenti con la prima squadra, il ruolo da sparring partner, le corse “come farebbe Cheddira o Banda” per preparare le partite. Questo è il loro lavoro a volte… sono contento di aver regalato loro una gioia meritata. Penso che abbiano un grande futuro”. E poi l’ultima cosa, quella che pesa più di tutte: “Quando entra Grossi in questa maniera, qualche domanda te la fai…”.

Theo Malossi

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