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Baridò, “un classico 10 argentino” sulle orme di Dybala e…

Il suo agente è sicuro: Francisco Baridò è pronto a percorrere le orme dei grandi 10 argentini della storia della Serie A

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Francisco Baridò

Baridò, un altro 10 argentino a Napoli

Nella città del folklore, dove tutto diventa arte e si fonde con la metafisica e la scaramanzia, la nuova gemma del settore giovanile è un numero 10 argentino. Non stiamo scomodando nessun paragone quasi blasfemo, ma la mente dei tifosi del Napoli va inevitabilmente a riavvolgere il nastro. Nel presente però, c’è un altro “diez” con “sangre caliente”: si chiama Francisco Baridò, è un classe 2008 ed è nato ad Adrogué. Sulle orme dei più grandi, il diciottenne proverà a ritagliarsi il suo spazio.

Una tradizione da non interrompere

L’Italia e l’Argentina, un sodalizio che ci ha portato tantissima fortuna. Soprattutto se si restringe il campo alla città di Napoli, dove vive in eterno il ricordo di quello che secondo molti è “el màs grande”, di un giocatore che ha unito per sempre sacro e profano. Marco Sommella, il suo agente, ha già tracciato la strada per Francisco Baridò, ed è piuttosto ambiziosa. Il 2008 è un “classico 10 argentino, come ce ne sono stati tanti negli ultimi anni in Italia”. Può sembrare un’esagerazione, ma il paragone è senza dubbio affascinante, oltre a rievocare bellissime sensazioni e ricordi, legati al talento di giocatori che hanno segnato la storia del nostro campionato.

Da Omar Sivori Paulo Dybala, passando per un 10 di culto come “el papu” Gomez. E poi lui, Diego Armando Maradona. Insomma, la linea di successione può contare su nomi illustri e su giocate che hanno scritto capitoli indelebili. E i tratti in comune con alcuni di loro non si limitano a curiosità o dettagli di carriera. Cresciuto nel Boca Juniors come Maradona, ha un passato alla Juventus come Dybala, e con la “joya” e “el pibe de oro” condivide il piede forte, quel sinistro delizioso, capace di buttare giù il muro di qualsiasi giudizio superficiale.

Qualcuno disse: “Chi non ama il mancino di Dybala, ha dei problemi con i sentimenti”. Ebbene, a Napoli si augurano di aver trovato un altro mancino capace di avere quelle linee quasi armoniche, e di creare sinfonie letali come quelle dell’attuale 21 della Roma. Nota a margine: anche come conformazione fisica ci siamo, con l’ex Palermo che è alto 177 centimetri mentre Baridò si attesta sui 175; la postura e il linguaggio del corpo invece, è molto simile, con quell’indole innata a ricercare sempre la giocata risolutiva.

Il Napoli Primavera già sulle spalle di Baridò

Arrivato quest’estate dalla Juventus, Francisco Baridò ha già messo in chiaro due cose: la pressione non sa cosa sia, e il salto in Primavera è solo la conseguenza diretta di ciò che esprime nel rettangolo verde. Con le giovanili della “Selecciòn” ha la 10 da quando ha 14 anni, ed è simbolo della sua propensione a prendersi responsabilità e palloni pesanti in campo. Se ne stanno accorgendo anche nel massimo campionato giovanile: inizialmente aggregato all’U18, il 2008 aveva messo a referto 3 gol 2 assist in 8 presenze; con l’U20 ha all’attivo 19 apparizioni, condite da 2 reti e 1 passaggio vincente. 

Poca incisività nelle ultime scelte? A Napoli (e anche altrove) sono sicuri che arriverà, in più c’è da mettere l’accento anche sul momento della squadra, non esaltante e poco incline a mettere il numero 60 nelle condizioni di brillare in maniera folgorante. Eppure, nella spenta parentesi degli azzurri, Baridò è sempre l’unica notizia positiva: con il Torino è stato il migliore in campo, ha dato scosse di talento e ha provato a scuotere dal torpore una squadra con l’encefalogramma piatto; e anche nel k.o. rotondo col Monza, non ha sfigurato cercando sempre di ispirare i compagni.

Insomma, la sensazione è che la definitiva consacrazione sia dietro l’angolo, ma che vada accompagnata e aiutata da un gruppo che deve risollevarsi. Con un’emorragia aperta di 5 sconfitte consecutive infatti, i partenopei sono sprofondati nuovamente al diciassettesimo posto, e ora devono guardarsi le spalle dal ritorno di Frosinone e Cagliari (distanti 5 e 6 punti). Il momento perfetto per mostrare tutto il proprio talento, scortando in acque più calme un Napoli che sembra essersi arenato.

Luca Ottaviano

 

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