Seguici su

Primavera 1

Fiorentina, Galloppa: “Un ciclo che si chiude con lo scudetto”

Le parole di Emiliano Galloppa dopo la vittoria sul Parma nella finale playoff: il bilancio, il Viola Park pieno e il futuro.

Pubblicato

il

Daniele Galloppa

Fiorentina Campione, parla Galloppa: “Un traguardo storico”

Al termine della finale vinta per 2-1 contro il Parma, che ha laureato la Fiorentina Campione d’Italia Primavera, il tecnico dei giovani viola Daniele Galloppa ha rilasciato le sue dichiarazioni ai giornalisti presenti in conferenza stampa, tra cui l’inviato di MondoPrimavera, esprimendo tutto il suo orgoglio per un traguardo storico che a Firenze mancava da tantissimi anni.

Qual è la prima immagine che vi è passata nella testa quando si avvicinavano gli istanti finali?

“L’immagine singola non mi è venuta, ma ho pensato a tutto quello che abbiamo vissuto quest’anno e a come è cresciuta questa squadra. Mi piace l’unità che si è creata, la forza di un gruppo consapevole dei propri mezzi. Per tutto l’anno abbiamo cercato di esprimerci, di provare e di rischiare. Sono orgoglioso del lavoro fatto, le emozioni sono infinite. Ho sofferto più in questa finale rispetto a quella dello scorso anno. Mi sembra il coronamento ideale, la chiusura di un cerchio con dei ragazzi nati nel 2005 e 2006 che finalmente possono respirare questa gioia.”

Durante l’anno c’è stato un momento di flessione anche per i ragazzi che sono saliti in prima squadra. Si aspettava questo finale travolgente?

“C’è sempre stato un grande entusiasmo per arrivare a questa finale. Ho un difetto: quando alleno la mia squadra non riesco a guardare gli altri. La mia squadra per me è sempre la più forte e mi viene naturale trasferire questo pensiero ai ragazzi. Dobbiamo pensare solo a noi e a migliorare. Nonostante i tanti ragazzi che sono andati in prima squadra, chi ha giocato ha sempre risposto benissimo. Penso che noi possiamo raggiungere grandi cose e in questi tre anni in Primavera abbiamo raccolto tantissimo.”

Per vincere il campionato italiano la Fiorentina ha dovuto attendere decenni. Che voto dà a questo gruppo? Rimane il rimpianto per quella partita con il Sassuolo?

“Do un voto altissimo, c’è un senso di appartenenza forte in questa realtà. Io sono stato qui dal 2005 al 2007 e il frutto del lavoro che c’è sotto non è merito mio, ma di tutti quanti. Si respira la volontà di portare la Fiorentina avanti, il credere in questa maglia e in questi colori. Poche squadre oggi hanno questa sensazione di appartenenza ed è una cosa bellissima.”

Cosa ha provato nel vedere un Viola Park così pieno per la Primavera?

“Vedere il Viola Park pieno è stata una cosa straordinaria, ci ha dato una spinta in più. Sembrava di giocare in dodici contro undici. È stato bellissimo perché le persone hanno risposto alla grande. Penso che fuori sia arrivato quello che avevamo dentro, sia lo staff che i ragazzi l’hanno avvertito chiaramente. Mi sento un privilegiato perché la prima partita in questo centro sportivo l’ho fatta io e oggi siamo riusciti a riempirlo di nuovo. C’è stato anche un bellissimo abbraccio con Alessandro Ferrari: mi è sempre stato vicino, so che mi vuole bene e questo me lo porto dentro.”

Nel momento della vittoria ha pensato anche a Joe Barone e a mister l’Aquila che non ci sono più? Ci sono tre immagini che si porterà dietro?

“Sicuramente il pensiero va al Presidente e a chi oggi non c’è più. Mi sento un privilegiato grazie a loro perché chi ha creato tutto questo purtroppo oggi non può festeggiare, ed è giusto ricordarli. Sono felice che siamo riusciti a vincere un trofeo così speciale. Di immagini fortes ce ne sono tante. Ricordo l’anno scorso: prima della finale c’era un silenzio globale e i ragazzi piangevano. Quest’anno ho detto loro che volevo vederli concentrati. Vedere i ragazzi che si abbracciano e vivono cose così belle è l’immagine migliore.”

Questa è stata la sua ultima partita su questa panchina?

“Con la società ho parlato qualche tempo fa. Questo è un percorso che probabilmente chiude un ciclo generale, ma non c’è ancora nulla di concreto. Dobbiamo riparlare e sederci a un tavolo. Non voglio fare l’aziendalista a tutti i costi, l’allenatore e i giocatori devono essere motivati per quello che hanno dentro. L’anno scorso, dopo la finale persa, sembrava che il percorso per i classe 2005 e 2006 fosse finito, invece ho trovato motivazioni forti per ripartire insieme ai ragazzi del 2006 e 2007 che sono saliti. Sono felice perché ci siamo riusciti finalmente.”

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di Mondo Primavera e segui la nostra pagina Facebook

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *