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L’accusa di Corvino: “Non mi diverto a cercare talenti all’estero, ma ci sono pochi italiani validi”

Pantaleo Corvino analizza la crisi del calcio italiano e dei settori giovanili: “Società sono aziende, servono giovani per la sostenibilità economica”.

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Pantaleo Corvino

Crisi calcio italiano: il pensiero di Corvino sui settori giovanili

Il declino del calcio italiano, riflesso dai recenti risultati nelle competizioni europee, continua a far discutere gli addetti ai lavori. Dopo l’eliminazione – salvo miracoli – dell’Atalanta dalla Champions League per mano di un travolgente Bayern Monaco, capace di imporsi con sei reti, il dibattito si è spostato sulla qualità del sistema formativo nazionale.

In questo scenario, una delle voci più autorevoli è certamente quella di Pantaleo Corvino, attuale Direttore Generale dell’area tecnica del Lecce e storico scopritore di talenti, che ha analizzato le criticità del movimento con il consueto pragmatismo.

Settore giovanile tra qualità e bilanci, stranieri necessità aziendale

Secondo il dirigente salentino, il problema del calcio italiano non risiede soltanto in una questione di ritmi o di tattica, ma affonda le radici nella base della piramide produttiva. Il divario fisico e tecnico con le grandi potenze continentali sembra essersi ampliato, rendendo sempre più difficile la transizione dei giovani calciatori dalla categoria Primavera alle prime squadre di alto livello. La sostenibilità economica, inoltre, spinge i club a cercare soluzioni che spesso portano lontano dai confini nazionali, prediligendo mercati dove il rapporto qualità-prezzo dei profili risulta più vantaggioso per le casse societarie.

Le dichiarazioni rilasciate da Corvino a Il Mattino evidenziano una realtà complessa, dove la passione per lo scouting deve necessariamente scontrarsi con le logiche del bilancio. L’esperto dirigente ha sottolineato come la ricerca di prospetti all’estero non sia una scelta dettata dal piacere personale, ma una necessità legata alla carenza di profili italiani pronti per il grande salto. Di seguito le sue parole.

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Le parole di Pantaleo Corvino

“Credo che il problema sia la qualità dei nostri ragazzi, il loro approccio al lavoro – dice Pantaleo Corvino a Il Mattino -. Mica mi diverto ad andare a cercare talenti o prospetti in giro per il mondo. Anche io vorrei far crescere ragazzi italiani che abbiano prospettiva. Ma da noi sono pochi: nei settori giovanili le risorse umane devono poi diventare risorse economiche. Le società sono aziende e, in quanto tali, devono puntare alla sostenibilità. L’unica strada per avere i conti in regola porta ai giovani e alla loro valorizzazione. La pensavo così quando vincevo il campionato Beretti a Casarano e adesso che vinco quelli Primavera qui a Lecce”.

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