Seguici su

CesenaPrimavera 1

Cesena primo al giro di boa: i segreti del super girone d’andata della nuova capolista in Primavera 1

Con un ultimo colpo di coda, il Primavera 1 ci regala un altro ribaltone al vertice. Ora, a sedersi sul trono del Campionato c’è il Cesena

Pubblicato

il

Cesena esultanza

Estasi Cesena: sorpasso in vetta al giro di boa

Il Primavera 1 apre le porte al 2026 con l’ennesimo scossone. Lo ripetiamo da tante settimane: la classifica è molto corta e ogni passo falso può costare tanto. Così, il Cesena approfitta dell’ennesima frenata delle tre in avanti per piazzare una staccatona, un numero che riuscirebbe soltanto a Marquez e pochi altri nella Moto Gp attuale. All’ultima curva del girone d’andata infatti, gli emiliani infilano un triplo sorpasso e si prendono la vetta, con un successo prepotente e autorevole su un campo difficile come quello del Sassuolo. Proviamo dunque a delineare l’identikit di una squadra che ha abbandonato il ruolo di semplice outsider, per recitare quello di assoluta protagonista.

Il Cesena è il manifesto dell’esaltazione del gruppo

Citare soltanto il mostruoso rendimento dell’attacco sarebbe alquanto riduttivo. I ragazzi di Campedelli hanno mostrato tanti contenuti, aggiungendo ai concetti una forma estetica quasi sempre ottima. I 40 gol in 18 partite (media impressionante di 2,22 a gara), sono il manifesto di qualcosa di più: è il singolo che esalta il collettivo, è la ricerca dell’ultimo terzo di campo, esponendosi ogni tanto al contropiede. Il rovescio della medaglia è infatti la quarta peggior difesa del torneo, che concede 28 reti; cifra in parte dilatata dalla goleada subìta contro il Milan, un 7-2 che rimane come unico neo della prima parte di campionato.

Il gruppo, appunto: l’attacco è stratosferico, ma ad una sola punta di diamante preferisce la moltitudine di bocche di fuoco. Il Cesena trova 6 gol da Rossettida Tosku, da Bertaccini e Galvagno, e 5 timbri da Papa Wade. Insomma, il 77% della produzione offensiva (31 timbri su 40) arriva dalla zona fantasia e dalle punte. Un arsenale completo, che permette variazioni sul tema e riletture molto interessanti anche nell’undici iniziale. Il 4-3-1-2 rimane l’impronta tattica preferita, ma la varietà di colpi permette all’allenatore di sperimentare, affidandosi ogni tanto al 3-5-2 o al 3-4-1-2. Alternanza che coinvolge anche gli interpreti offensivi, con Papa Wade, Tosku, Galvagno e Rossetti pronti a dividersi gli spazi e i compiti creando una sinergia unica.

La variabile impazzita

L’unico a non ruotare mai? Filippo Bertaccini. È il bug nel sistema, un “cheat code” che destabilizza qualsiasi avversaria coi suoi inserimenti a fari spenti e la sua indole da tutto-campista. Quando è a disposizione, il 14 è irrinunciabile: nelle uniche 4 partite saltate, il bilancio per il Cesena è di 1 sola vittoria1 pareggio 2 sconfitte. In più, con la rete spartiacque segnata contro il Sassuolo, ha dimostrato di saper marchiare a fuoco la partita anche alzandosi dalla panchina. In totale, sono centri, con un’incidenza diretta su 17 dei 32 punti totali della squadra: siamo sul 53% abbondante nel rapporto tra reti segnate e classifica. Il 2007 aggiunge anche 2 assist al bottino di questo girone d’andata. Non male, considerando quanti scenari si aprono grazie al suo continuo proiettarsi nell’ultimo terzo di campo.

Cosa si può ancora migliorare?

C’è un dettaglio che il Cesena potrebbe aggiungere nella seconda metà della stagione. Un elemento che nell’ultimo mese, i ragazzi di Campedelli hanno cominciato ad introdurre con più continuità. Si tratta del pareggio. Può sembrare strano, ma è l’arma in più che ha permesso ai bianconeri di tenere la scia delle prime della classe durante i periodi di appannamento. A novembre infatti, arriva una dolorosa sconfitta contro il Parma, seguita da 2 pareggi, entrambi in rimonta e oltre il 90′, con Atalanta Cremonese. A quel punto del campionato, non perdere è stato fondamentale, per innescare un nuovo periodo positivo da 10 punti nelle ultime 5 uscite. Insomma, inserendo nel proprio bagaglio l’arte di sapersi accontentare, per il “cavalluccio marino” la lotta in vetta potrebbe non essere solo qualcosa di momentaneo. Con buona pace delle inseguitrici, che rimangono comunque a pochi metri di distanza.

Luca Ottaviano

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di Mondo Primavera e segui la nostra pagina Facebook

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *