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Cagliari, alla scoperta di Paul Mendy: uomo-salvezza in Primavera e un futuro in prima squadra
Paul Mendy sta diventando l’uomo-salvezza per il Cagliari Primavera: e Pisacane lo premia con la prima panchina in Serie A.
Cagliari, Mendy osservato speciale della prima squadra
Il trionfo del merito: Paul Mendy ha trovato una continuità impressionante in questo inizio di 2026, ricalibrando la stagione del Cagliari Primavera e aggiungendo peso offensivo ad una squadra che aveva molte carenze lì d’avanti. E a certificare questi miglioramenti, oltre ai gol pesanti, è la prima convocazione e il debutto assoluto in Serie A. Una serie di tappe importanti, in un percorso che ha subìto una fortissima accelerata nelle ultime settimane. Con la sensazione che quella dell’Olimpico non sarà l’unica notte tra i grandi del classe 2007…
Cagliari Primavera, dal 2026 una splendida riconferma
Rimangono tante zone d’ombra nella stagione del Cagliari: troppe frenate e un’identità insolitamente affiancata ad un concetto, come la zona retrocessione, che non appartiene di solito alla realtà dei sardi. Abituati a contesti di classifica completamente diversi, i rossoblù hanno fatto un’enorme fatica ad abituarsi all’idea di ridimensionare le proprie aspettative. Ora però, siamo entrati nella fase clou e il 2026 ha regalato un’ottima notizia: l’esplosione definitiva di Paul Mendy. Classe 2007, attaccante, entra dalla porta principale e iscrive il suo nome tra i protagonisti dell’annata. Non sarà sicuramente l’esaltazione della forma o dell’estetica, ma in questo momento rappresenta un’ancora di salvezza, oltre che l’accentratore di ogni trama offensiva.
Dal 13 dicembre in poi, all’attivo ci sono 12 centri e 3 assist in 16 presenze, mancando l’appuntamento soltanto contro l’Hellas e l’Atalanta nel girone d’andata, e contro il Torino e il Frosinone nel girone di ritorno. Mirando la porta da lontano, sfruttando e leggendo le sbavature difensive, oppure attaccando la profondità e gli spazi oltre la linea difensiva. Insomma, i gol arrivano quasi in ogni modo, a prescindere dalla ricerca spesso non proprio pulitissima della giocata raffinata o di tocco. Il diciannovenne è tremendamente consistente, e fa di questo la sua arma per alimentare un attacco altrimenti in debito d’ossigeno. Non sarà da solo l’antidoto per una produzione offensiva ferma a 41 reti (media di 1,24 per partita, settimo peggior attacco dell’intero campionato), ma con le sue 14 firme in 27 partite rappresenta il 34% del totale.
La costanza è il segreto di Paul Mendy
Ormai non si può più nascondere, ma per mesi Paul Mendy ha trainato il Cagliari insinuandosi nei pensieri delle difese avversarie. In particolare, fa spavento la regolarità con cui va a segno da dicembre in poi: decisivo contro la Fiorentina e il Frosinone; unico a salvarsi nelle sconfitte con Parma e Roma; infine, dominatore nei pareggi contro Sassuolo e Genoa. Sostanzialmente, 8 dei 13 punti raccolti dal Cagliari dal 17 dicembre all’8 febbraio portano il suo sigillo di garanzia. E nonostante continuino a crescere le attenzioni della prima squadra, il francese non ha arrestato la sua corsa: dal 20 febbraio ad oggi, ha messo a referto 4 gol e 2 assist in 7 presenze, risultando come l’unico a salvarsi in un inquietante mese di marzo da 3 sconfitte e 1 sola vittoria.
Mendy: due serate da cerchiare in rosso sul calendario
Torniamo ad una data che abbiamo già citato nei giorni scorsi: lunedì, 9 febbraio 2026. Mentre sul lato giallorosso del rettangolo verde si scriveva un pezzettino di storia, con l’esordio assoluto di Arena in Serie A, sul versante rossoblù c’è una novità in panchina. Si tratta di quel Paul Mendy che sta stupendo con la Primavera, promosso da Pisacane in prima squadra e aggregato a quel gruppo di ragazzi che sta cercando di uscire indenne dalla trasferta dell’Olimpico. Una convocazione che va al di là del risultato finale, perfino al di là di un esordio che non arriva: si tratta infatti di un primo segnale di vicinanza, che certifica come dall’alto stiano monitorando gli enormi progressi dell’ultimo periodo.
Un attestato di stima che servirà come nuova linfa: dal 20 marzo scorso infatti, il classe 2007 ha trovato l’esordio assoluto in campionato e altri due gettoni in Serie A, arrivando a quota 3 presenze e accumulando 47 minuti tra i grandi. Insomma, come direbbe Kobe Bryant: “Job’s not finished”. C’è una salvezza da conquistare con l’U20, ma con un Mendy in questo momento di forma, tutto sembra più fattibile.
Luca Ottaviano
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