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Primavera 1

Cagliari, Trepy: “Il mister per me è come uno di famiglia”

L’attaccante Yael Trepy celebra la salvezza dopo i play-out e incorona il tecnico: “Rapporto incredibile, per me è come un padre”.

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Yael Trepy

L’analisi dell’attaccante rossoblù: intensità e orgoglio per superare il Napoli

Il giorno dopo la trionfale vittoria per 3-0 sul campo del Napoli che ha garantito al Cagliari la permanenza nel massimo campionato di Primavera 1 attraverso i play-out, l’attaccante rossoblù Yael Trepy ha espresso tutta la sua gioia ai microfoni di Sportitalia. Il giovane calciatore ha analizzato con lucidità la chiave tattica del decisivo match, spendendo poi parole di enorme affetto e profonda gratitudine nei confronti del proprio allenatore.

“È stata una partita molto combattuta, e durante la settimana abbiamo capito che ce la saremmo dovuta giocare fino in fondo. Sono davvero contento e soprattutto orgoglioso di tutti i miei compagni, sia quelli che erano in campo oggi sia quelli del Cagliari che ci hanno seguiti e supportati. Secondo me è stata una gara che si è decisa soprattutto sulla capacità di recuperare palla e di attaccare con intensità. Il rapporto che ho con il mister è incredibile, per me è come se fosse un membro della mia famiglia: mi ha accolto come un figlio e questo non lo dimenticherò mai. Non cambierà nulla, ovunque andremo continuerò a sentirlo vicino e so che sarà così anche per lui.”

La rinascita dopo l’infortunio: “Mi ha aiutato in tutto, gli devo molto”

Yael Trepy ha poi voluto ripercorrere l’importanza cruciale della figura del tecnico nel suo percorso di crescita personale all’interno del club sardo, specialmente dopo le problematiche fisiche che ne avevano fortemente rallentato l’inserimento nelle fasi iniziali dell’annata calcistica. Il legame tra i due, nato già ai tempi degli allenamenti con i più grandi, si è rivelato il fattore decisivo per il recupero totale del giocatore.

“Mi ha dato tantissimi consigli, davvero tanti, ed è anche grazie a lui se oggi sono il giocatore che sono. Gli devo molto, perché dopo un periodo difficile a inizio anno, segnato da un infortunio, quando sono arrivato mi allenava già in prima squadra e mi seguiva da vicino, aiutandomi sotto ogni aspetto: tecnico, fisico e tattico. Quando ho saputo che sarebbe diventato l’allenatore della Primavera ero felicissimo per lui. Nonostante le difficoltà, alla fine siamo riusciti a farcela tutti insieme.”

La spinta emotiva e tecnica del mister ha permesso a Trepy e a tutto il gruppo sardo di gettare il cuore oltre l’ostacolo nel momento più drammatico della stagione, blindando una meritata salvezza che permette al Cagliari di mantenere il proprio posto nell’élite del calcio giovanile italiano.

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