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Bologna, Papazov è la luce nel buio della prima amichevole
Il Bologna viene travolto nel suo primo test estivo dall’Arminia Bielefeld: Dimitar Papazov uno dei più positivi per Domenico Tedesco.
Il Bologna perde in amichevole ma può godersi Papazov
“Non guardare se il tuo bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto. Guarda quanta luce c’è nel vetro”. Una frase a cui Domenico Tedesco potrebbe guardare per cercare il lato positivo del suo Bologna. La prima uscita stagione non è delle migliori, ma è del tutto normale, anche se il 4-0 subito fa rumore. Ma se c’è da osservare il bicchiere mezzo pieno, senza dubbio, un bagliore di luce arriva dalla prestazione di Papazov. Uno dei protagonisti della Primavera guidata lo scorso anno da Morrone e ora l’occasione nel ritiro con la prima squadra.
I riflettori rossoblù
Una volta annunciate le formazioni, i riflettori per il Bologna sono caduti su Badori, centrocampista classe 2008 acquistato a gennaio e facente parte dell’Under 18 allenata da mister Della Rocca. Poco prima che scadesse il contratto, i sommi capi della dirigenza rossoblù hanno fatto di tutto per trattenerlo, allungandogli il contratto e promuovendolo – almeno in ritiro – con i grandi. Non è stato il solo a partire dall’inizio: Pessina ha difeso i pali nella prima frazione prima di lasciar spazio a Happonen nella seconda, con Franceschelli rimasto a sedere per 90 minuti e Skorupski neanche in distinta. Nei convocati di mister Tedesco per questo ritiro è passato sottotraccia il nome di Dimitar Papazov, unica nota agrodolce di oggi.
Papazov, la luce del Bologna
Con la scadenza del contratto di Lykogiannis, la fascia mancina del Bologna sarebbe stata priva di un’alternativa nell’immediato al solo Juan Miranda. Ecco spiegatasi la convocazione del terzino bulgaro classe 2006, il quale è stato uno dei più utilizzati da Stefano Morrone questa stagione. Entrato all’intervallo, sul punteggio già dato per perso, ha comunque svolto una prestazione solida e accurata, non facendosi mai saltare e perfino deliziandoci di una bella percussione centrale in mezzo a due avversari, con fallo conquistato. Una prova silenziosa, esattamente come il suo ritiro fin qui, dimostrando la regola non scritta nel calcio “less is more”.
In questo biennio in rossoblù ha dimostrato di essere un difensore vecchio stampo. Terzino di contenimento, adattabile anche da centrale o braccetto nella difesa a tre. Nonostante con le 35 presenze collezionate nella stagione 24-25 non sia riuscito a catturare gli occhi dei più avvezzi, ecco che nella stagione appena trascorsa ha fatto ricredere in tanti. Punto fermo sull’out di sinistra, con Nesi costretto a dirottare sul versante opposto (non è un caso che siano stati i più “spremuti”, rispettivamente, con 3164′ il primo e 3194′ il secondo).
Il sacrificato
Così come accade di norma nelle amichevoli estive, “un tempo ciascuno non fa male a nessuno”, potendo contare su almeno venti giocatori di movimento. Essendo tre i portieri, così come cinque i centrali difensivi (in una linea a quattro), il puzzle sarebbe stato completato con due “pezzi” inutilizzati (Franceschelli e Jaber). L’espulsione al minuto quarantuno da parte di Rowe, non solo ha complicato la gara, bensì le scelte dell’allenatore.
Dovendo giocare per un intero tempo in inferiorità numerica, a farne le spese è stato il centrocampista venezuelano classe 2008, Marco Libra. Punto fermo dell’Under 18, intravisto anche nelle ultime battute stagionali in Primavera, facendo innamorare tutti quanti, compreso Oswaldo Vizcarrondo, ct del Venezuela, che lo ha voluto chiamare per la doppia amichevole a inizio giugno.
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