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Vavassori, chance a Palermo: l’obiettivo è recuperare il tempo perso

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Vavassori Atalanta Primavera

Atalanta, Vavassori e quel retrogusto amaro che sa di occasioni perse

Abbiamo spesso incensato il “modello Atalanta”, che riconosce nel talento giovane la benzina per alimentare la propria crescita. Eppure, ogni tanto il meccanismo si inceppa, gli ingranaggi si incastrano e qualcosa si rompe. Nel caso di Dominic Vavassori, la lentezza quasi pachidermica nel permettergli di scalare il settore giovanile, sembra piuttosto evidente. Così, il classe 2005, arrivato alle porte della prima squadra dopo due stagioni folli in termini di produzione offensiva con l’Under 23, ha trovato il cancello chiuso a doppia mandata. Motivo in più per riprogrammare il proprio futuro, magari iniziando da una dimensione come la Serie B. Ad aspettare il 21enne c’è il Palermo di Inzaghi, che spera nell’esplosione detonante di un profilo dall’immenso potenziale, alla ricerca di uno scenario che diventi il catalizzatore biologico della sua ascesa.

Un predestinato… tradito dal destino

“Come può uno scoglio arginare il mare”? Semplice, non può, ma può rallentarlo, fargli perdere potenza. Un fenomeno di corrosione del talento che inspiegabilmente ha interessato uno dei talenti più puri nella sua generazione. Un ragazzo che flirtava con la “doppia doppia” tra assist e gol in Primavera; un giovane che non ha subìto minimamente l’impatto col professionismo; uno da 24 reti 9 passaggi vincenti in due anni di Serie C. L’Atalanta però, sembra aver ignorato i suoi impulsi, più simili a segnali inequivocabili che a lampi isolati. Non c’è stato quell’iter che ha reso i bergamaschi un’eccellenza nello sviluppo e nella crescita dei propri ragazzi. Soltanto porte sbattute in faccia e un continuo rimandare ciò che sembrava inevitabile, e che adesso invece assomiglia ad un rimpianto.

Una situazione paradossale, da mettere sotto la lente d’ingrandimento: riavvolgiamo il nastro alla stagione 24/25. Vavassori esce dalla Primavera con un’annata stratosferica, da 11 gol, 8 assist e una manifesta superiorità nell’espressione calcistica con i suoi pari età. In C, cancella dal proprio dizionario il significato del termine “pressione”: gioca leggero, con un’eleganza che dà l’illusione che quel folletto con la 99 sulla schiena stia volando. Ne scaturisce un campionato da leader tecnico, con colpi di assoluto livello e momenti vicini all’onnipotenza, salvo qualche acciacco che toglie un po’ di magia qua e là nella stagione. Ai playoff è ancora più martellante: decisivo nel secondo turno con l’Albinoleffe, rilancia con una tripletta nel terzo turno contro la Torres. Un’altra fiammata nel ritorno dei quarti con l’Audace Cerignola, ma il 2-2 finale condanna la “Dea” per peggiore piazzamento in campionato.

Da qui, comincia la seconda fase della carriera del classe 2005.

Ripetersi ad alti livelli, ma rimanere relegato ai margini

Detto in termini giornalistici, si potrebbe parlare di gate keeping; più comunemente, potremmo chiamarla “selezione all’ingresso”. E con Vavassori, questo fenomeno è stato piuttosto spietato. L’annata 25/26 è la fotografia fedele di un progetto che è rimasto per mesi cristallizzato nel tempo, senza subire evoluzioni. Il ventenne risponde con l’unico linguaggio universale che conosce, quello del calcio, delle giocate. In Serie C mette a referto 8 gol e 5 assist in 30 presenze, e finalmente arriva il momento dell’esordio in Serie A. Ufficialmente, debutta in prima squadra il 22 maggio 2026, molto in ritardo rispetto ad un’ideale tabella di marcia e con soli 9 minuti disputati nell’ultima di campionato. L’ultimo, energico scossone che porta il talentino “made in Zingonia” ad arrivare ad una conclusione. Serve un contesto diverso, una realtà capace di mescolare nelle giuste dosi ambizione, coraggio e voglia di rinnovarsi.

Caratteristiche che il ragazzo potrà ritrovare a Palermo: c’è la ricerca della promozione in Serie A ad aggiungere le giuste pressioni; c’è un ambiente viscerale, che sa dare tanto in termini di energia; c’è soprattutto la necessità di consegnare le chiavi della squadra ad un talento in grado di incidere. Una serie di elementi che rendono l’avventura in rosanero un’occasione per rifarsi del tempo perso ed entrare nell’orbita del calcio che conta sfruttando un trampolino diverso rispetto a quello tinto di nero e azzurro.

Luca Ottaviano

 

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