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Walter Sabatini sulle Under 23: “Sono un toccasana per i giovani”

Walter Sabatini promuove Cristian Chivu dopo Inter-Torino: elogi al lavoro sui giovani e al modello Under 23 come chiave di crescita.

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Walter Sabatini

La “certificazione” dopo il 2-1: Walter Sabatini su Chivu e le Under 23

Il 2-1 sul Torino in Coppa Italia, oltre a valere il passaggio del turno, ha acceso riflettori e giudizi pesanti. Walter Sabatini, intervenuto a Cronache di Spogliatoio, ha scelto toni da vera investitura per Cristian Chivu: “Ha fatto una magia”. Per l’ex dirigente dell’Inter targata Suning non è solo un risultato, ma la prova di un percorso che prende forma, una “certificazione della qualità” di un lavoro riconoscibile e coerente.

Coraggio, visione e un’idea di club

Nel ragionamento di Sabatini, il punto centrale è la postura dell’allenatore dentro il progetto: Chivu è uno che “lavora con e per la società”, mettendo davanti il bene collettivo alla ricerca della soluzione più comoda. Da qui l’apprezzamento per la gestione del turnover, letta non come rotazione automatica ma come scelta ragionata, costruita su letture e priorità. E soprattutto per la decisione di dare spazio ai giovani anche quando il contesto chiede prudenza: “Si è preso una grande responsabilità”. Un concetto che torna come marchio di coraggio e di visione, perché impone di accettare il rischio dell’errore in cambio di crescita.

Kamate, U23 e seconde squadre

A conferma del discorso, Sabatini porta l’esempio di Kamate: il suo impatto diventa un indizio ulteriore della bontà del metodo. L’U23, secondo lui, “è un toccasana”: un passaggio intermedio che accorcia le distanze tra Primavera e prima squadra e rende la maturazione meno traumatica. Da qui l’elogio al modello seconde squadre, con la Juventus citata come riferimento e i casi Kenan Yildiz e Fabio Miretti come dimostrazione di quanto possa incidere un percorso strutturato.

Palestra “potenziale campione”

Nel finale, l’elenco dei profili da monitorare: Davide Bartesaghi e Bernasconi come nomi destinati a “portare fortune”. Poi Palestra, definito “un potenziale campione”, con un paragone evocato via Delio Rossi e Valon Behrami: quando attacca da dietro può fare malissimo, grazie a quella “corsa famelica” che spacca ritmo e linee.

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