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“Non tarpiamo le ali ai giovani”: il messaggio che parte da Viareggio
Antognoni e Pecci rilanciano la Viareggio Cup: più spazio ai giovani, formazione e un nuovo progetto per riportare il torneo al centro.
Viareggio Cup, il nuovo corso guarda al futuro: Antognoni e Pecci chiedono più spazio per i giovani
“A Viareggio il calcio del futuro si vede prima“. È il messaggio che ha accompagnato il convegno “Viareggio tra memoria e futuro”, appuntamento nato per rilanciare il ruolo della Viareggio Cup all’interno del panorama giovanile italiano e internazionale. Una manifestazione che dal 1949 ha visto passare migliaia di talenti e che si prepara alla 77ª edizione con l’obiettivo di recuperare quella centralità che l’ha resa per decenni una delle principali vetrine mondiali.
Al centro dell’incontro anche le riflessioni di Giancarlo Antognoni ed Eraldo Pecci, protagonisti in passato della Coppa Carnevale e oggi inseriti, insieme a Roberto Pruzzo, nel nuovo Comitato Tecnico Scientifico della competizione.
Antognoni: “Bisogna sempre puntare sui giovani”
Antognoni ha ricordato il valore che il torneo aveva già durante la sua carriera: “Rimane uno dei più bei tornei a livello internazionale”. L’ex Fiorentina ha poi indicato una strada precisa per il calcio italiano: “Bisogna sempre puntare sui giovani, soprattutto nelle società importanti, anche per aiutare le Nazionali che hanno bisogno di ricambi”.
Un legame personale, quello con Viareggio, rafforzato dal successo conquistato da calciatore con la Fiorentina: “Fu una bellissima esperienza e uno dei ricordi più piacevoli della mia carriera”.
Pecci: “Ai ragazzi non bisogna tarpare le ali”
Ancora più diretto Eraldo Pecci, che ha definito il vecchio Torneo di Viareggio quasi “un mondiale” per la considerazione che aveva tra i giovani calciatori.
Secondo l’ex centrocampista, però, la crescita del talento passa soprattutto dalla qualità del lavoro svolto nei primi anni: “Bisogna curare i giovani, ma bisogna anche saperlo fare”. Il rischio è quello di limitare eccessivamente i ragazzi chiedendo loro soltanto di evitare l’errore: “Se gli tarpi le ali invece di lasciarli esprimere, può anche passare la passione”.
Per Pecci il ruolo dell’allenatore nelle fasce più giovani è quindi determinante: è proprio tra i 10 e i 13 anni che esistono maggiori margini per intervenire sulla formazione tecnica e umana.
Palagi: “Viareggio deve tornare locomotiva del calcio giovanile”
A delineare il nuovo progetto è stato infine Alessandro Palagi, presidente del Centro Giovani Calciatori. L’obiettivo è ambizioso: “Vogliamo che Viareggio torni a essere la locomotiva del calcio giovanile nazionale”.
Una manifestazione che, dopo oltre 3.500 partite disputate e la partecipazione di rappresentanti provenienti da più di 90 Paesi, vuole ripartire dalla propria storia per costruire una nuova identità. Coinvolgere nuovamente i grandi club, aumentare l’attenzione mediatica e parlare alle nuove generazioni sono le direttrici indicate per restituire alla Coppa Carnevale il ruolo di grande laboratorio del talento.
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