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Levak, una settimana… da Dea: ecco come Sarri ha trovato il suo nuovo jolly di centrocampo
Il classe 2006 ex Roma sta stupendo Maurizio Sarri, e si mette sulle orme di Kanté e Milinkovic-Savic: è lui il nuovo jolly di Sarri
Levak, doppio sigillo… di garanzia
Una sliding door che può cambiare le prospettive di un’intera carriera. Una concatenazione di eventi impronosticabili, che ora portano la traiettoria di Sergej Levak ad incrociarsi con quella di Maurizio Sarri. Riavvolgendo il nastro ad un anno fa, sembra impensabile. Oggi invece, il calcio (e il destino) ci raccontano di un classe 2006 che sta spingendo come un forsennato per convincere il nuovo tecnico dell’Atalanta. Dall’arrivo dalla porta sul retro, a titolo gratuito dalla Roma, ad un’estate da assoluto protagonista: l’allenatore toscano ha trovato il nuovo Milinkovic?
Da Sergej a Sergej: dai balcani, talento e freschezza per Sarri
Non si tratta di un paragone, anche perché sarebbe totalmente fuori contesto e poco dignitoso per il ragazzo classe 2006. Eppure, la similitudine con il più grande interno di centrocampo allenato da Sarri, non ha soltanto un appiglio che esula dal campo. Un… SMS dal destino, a cui il più giovane dei due Sergej ha risposto prontamente. Sergej Levak ha la struttura fisica, e addirittura ruba qualche centimetro a Milinkovic-Savic (195 contro 192); ha il tempismo e l’elevazione, armi affilatissime nello sviluppo di una Lazio che cercava il serbo anche per vie aeree. Ha profondità di campo, perché sa insinuarsi nelle crepe della difesa e incidere in prima persona. I 7 gol segnati in Serie C con l’Atalanta U23 sono un’ottimo biglietto da visita, persino superiori al primo anno di Milinkovic nel professionismo (3 reti e 1 assist).
Insomma, il talento per Sarri galleggia anche nella linea di confine tra Serbia e Croazia. Quella linea che potrebbe definire anche il futuro del centrocampo della “Dea”, visto che il classe 2006 potrebbe aver convinto il toscano ad affidarsi a lui come jolly sulla mediana.
Da Hamsik a… Kanté: la grande tradizione di Sarri con i centrocampisti
Ognuno con le proprie caratteristiche, ognuno con i propri tempi, ma tutti con la consapevolezza di aver ricevuto tantissimo da Maurizio Sarri. Il tecnico livornese è stato gancio emotivo e innesco del talento per molti interpreti che hanno cambiato le conformazioni delle sue squadre. E in questo senso, Levak ha tanti maestri da cui prendere spunto.
Ci sono gli esperti di geometria, che salgono in cattedra in merito a dinamismo, capacità di alzare la temperatura a livello atletico e soprattutto temperamento sul piano mentale. Allan è stato lo stakanovista della miglior versione del suo Napoli: 132 presenze spalmate in 5 stagioni, 8 gol, 14 assist ma soprattutto un lavoro incessante nel disturbare la manovra avversaria e nel mettere fisicità e sostanza. Kanté invece è stato l’infaticabile, con 53 presenze nella stagione della vittoria dell’Europa League con il Chelsea. Loro due potrebbero tenere un corso su come si preserva il proprio fisico, per finire in crescendo le partite sul piano atletico.
C’è anche chi ha fatto il “catedràtico”, con specializzazione in incisività e ritmo: Marek Hamsik, primo pretoriano del Napoli che ha sfiorato lo scudetto, che con Sarri ha centrato il record di gol all-time degli azzurri (121 centri, di cui 30 con l’allenatore di Livorno, superato poi da Mertens e Insigne). Nella coda della sua terza parentesi italiana invece, Guendouzi è stato il fluidificante della Lazio di Sarri: intensità e voglia di essere protagonista anche in area di rigore, con 5 gol e 3 assist in 53 partite.
Infine, c’è chi si è mosso a passo di danza, scandendo i tempi della proposta offensiva e ispirandola. Milinkovic-Savic è stato agitatore, con la sua abilità nell’assaltare le difese. Piotr Zielinski ha rappresentato il jolly di qualità da giocarsi con parsimonia. Miralem Pjanic ha messo ordine in una Juventus confusionaria. Infine, Luis Alberto è stato il talento bello e dannato: intuizioni, genialate, giocate ma anche poca continuità, spalmate su 132 apparizioni condite da 17 gol e 31 assist.
In sostanza, per Sergej Levak c’è tanto materiale da cui attingere, per provare a regalare altri segnali verso una stagione potenzialmente spartiacque…
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